Imparare dalla rete

La prima parte del mio intervento al convegno “educare ai tempi di Internet” presso la SSFrebaudengo.

Le slide sono su slideshare

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La rubrica Salva con Nome va su iTunes

Da qualche tempo seguivo la rubrica “Salva con Nome” anche se non riuscivo ad essere cosi’ assiduo: ero iscritto al feed, ma ormai il mio aggregatore è stracolmo e non sempre riesco ad essere aggiornato su tutto.

Ho invece preso l’abitudine di ottimizzare i tempi morti nei trasporti utilizzando altri strumenti (iphone) e altri metodi (podcast audio e video).

E’ davvero un peccato che la sopracitata rubrica non fosse inserita tra i podcast du iTunes, cosi’ ho scritto a Carlo, mi ha detto che condivide la cosa ma ci sono lentezze varie.

Quando poi ho incontrato Carlo a Casale, gli ho promesso che avrei dedicato un po’ di tempo per creare un

canale su iTunes, perchè la trasmissione lo merita!

salvaConNome

Ecco quindi che mi sono messo all’opera: ho scaricato i video da Youtube in formato mp4 (h268) e li ho caricati sul mio server, poi ho creato il feed, messo su feedburner, poi l’ho mandato a mamma Apple per l’approvazione.

Ora dopo poco meno di una settimana è tutto in linea e arrivano le prime iscrizioni: basta cercare “salva con nome” nell’apposita caselle di ricerca su iTunes, o cliccare sui due link qui sotto:

Iscriviti al podcast con il tuo aggregatore

USa iTunes per abbonarti al canale

Ora è in linea da 3 mesi e le iscrizioni sono in aumento: Consiglio a tutti la visione di questa rubrica che trovo fatta e bene : decisamente tecnica ma comprensibile anche ai non addetti

Google wave, un ONDAta di idee nuove

E’ da qualche giorno ormai che si è svolto la conferenza degli sviluppatori, e fra tante idee, progetti e iniziative, quella che (mi) ha suscitato più emozioni è stata la presentazione al mondo di Google Wave.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Lo sloogan con il quale è stato introdotto l’argomento è particolarmente significativo: Wave nascie in risposta ad una semplice domanda: “Come sarebbe la posta elettronica se fosse inventata oggi?”.

Ma questo è solo l’inizio del discorso, definire Wave un nuovo modo di usare la posta elettronica è come dire che il computer è una macchina per scrivere del testo.Se qualcuno di più tecnico invece pensa ad un rivoluzionario protocollo per sostituire i vecchi POP/SMTP/IMAP , anche questo è limitativo: forse è cosi’, ma il nuovo protocollo sarà basato NON su protocolli e porte nuove ma su metodi già consolidati come l’http, utilizzando quindi il web, attraverso ajax e API.

Ma la rivoluzione sta altrove, sta nell’integrazione, nella condivisione e nell’usabilità.

Integrazione:

Scrivere una mail, cambiare lo stato in uno dei social network, postare su un blog, partecipare ad un forum, srivere in modo collaborativo su un wiki, aggregare tutti i commenti di una notizia da diverse piattaforme, e fare tutto questo da un unica interfaccia, basata ovviamente su web-application.

Condivisione:

Utilizzare uno strumento che gestisca tutte queste informazioni e funzioni, che è rilasciato con licenza Open Source, in modo da non dover utilizzare UN solo servizio, ma di poter usare questo metodo, fornito da terzi, e anche, perchè no, di farne una variante propria.

Usabilità:

L’interfaccia consente di gestire tutta questa complessità in modo davvero innovativo e minimalista: si potrà aggiungere uno o più allegati attraverso il Drag and Drop, trasormare una mail in un post con un click, trasformare una mail in un thead di un forum e viceversa, si potrà vedere la storia di una conversazione con uno “slide del tempo” in modo intuitivo e naturale.

E’ davvero difficile riassumere in breve tutte le meravogliose innovazioni di questo strumento, personalmente credo che valga davvero la pensa di prtendersi 2 ore e vedersi la presentazione in inglese: raramente ho passato un ora e mezza su youtube senza stufarmi.

Credo proprio che questa innovazione/evoluzione/rivoluzione possa davvero cambiare le modalità con la quale concepire le comunicazioni e le interazioni, a cominciare dallo stesso concetto di comunicazioni: attraverso un “wave” sarà possibile definire di volta in volta, e modificare sempre in tempo reale il tipo di comunicazione, senza dover per forza definirlo a priori:

esempio:

se dico “invio una mail” sarà sempre una comunicazione personale, o ad una, o a più persone, o da un essere umano o da un bot, ma rimane sempre una comunicazione uno-a-molti, di tipo non pubblico.

Se duco faccio un post, rimane sempre una comunicazione pubblica, fatta su un servizio da definire e non posso conoscere l’identità di chi legge.

Queste modalità sono ormai talmente consolidate che sarà difficile poter cambiare del tutto, ma immagino nuovi usi e quindi nuovi comportamenti, a cominciare da frasi come “ho fatto partire un wave”, “condividimi quella wave”,  “rendo privata la wave relativa a quell’argomento”, o chissa…

Sara maschile come WAVE in lingua inglese, oppure femminile come ONDA?

probabilmente i francesi la tradurranno in “vague” e noi italiani? useremo anche noi il termine ONDA? carino no?

Dominio .tel

Alla fine non ho resistito alla tentazione: l’ho comprato, anzi ne ho comprati 2.

tel

Avevo già sentito parlare di questo nuova estensione, ma soprattutto delle applicazioni che ne potrebbero scaturire, dopo aver letto un po’ di info, mi sono detto che era una cosa interessante, e magari quando fossero stati acquistabili da chiunque ne avrei preso uno anche io.

Ora le estensioni .tel sono già disponibili da qualche tempo, ma la molla che è scattata qualche giorno fa è stato il video che hanno fatto per promuoverlo: davvero un prodotto azzeccato per tante ragioni.

1) Non parla di tecnologia ma la sottende, raggiungendo cosi’ un pubblico molto vasto

2) non parla di infrastruttura ma di applicazioni pratica.

3) Viene affrontato un aneddoto di vita quotidiana (anche se un po’ estremizzato)

4) La situazione è attraente (anche la tipa), divertente ed efficace.

5) è un utilizzo dell’innovazione per scopi quantomai concreti e comprensibili.

Insomma, dopo aver visto il promo, sono passati circa 2 minuti ed avevo acquistato il mio dominio, archimedix.tel, e già che c’ero ho comprato anche borgogno.tel .

Credo davvero che che l’idea di utilizzare il vetusto ma efficace sistema DNS come pagine gialle di internet, sia davvero un idea geniale,

un safari sul web

Dopo l’arrivo dell’ iphone nelle mie tasche, ma sopratutto dopo l’arrivo del nuovo macbook sulla mia scrivania, ho iniziato ad interessarmi più da vicino al mondo della mela.

Una delle sorprese più piacevoli è stata la visione web-centrica del melafonino, ed il relativo passaggio dal telefono  al terminale, passaggio che è stato decretato dall’appena terminato mobile world congress di Barcellona.

Per quello che riguarda la navigazione da computer ho seguito (da netscape) l’esplosione e la guerra dei browser, fino ad aver (quasi) raggiunto la pace dei sensi quando uscì Firefox: open come mozilla (la suite), leggero e scattante, multipiattaforma, davvero un gioiellino. I temi, ma soprattutto le estensioni con il suo frameword (XUL) ne avevano decretato il successo planetario e mi avevano quasi anestetizzato rispetto alle possibili evoluzioni future, anche perchè la concorrenza era confinata alla nicchia nordica di Opera, seppur pregevole e a suo modo innovativo, ma con licenza non-open e ad uno scattante safari, ma chiuso dentro un solo sistema operativo, quindi pregevole in se, ma poco influente in senso generale.

Mi sono risvegliato da questo torpore di scatto, come durante un sonno profondo quando , senza preavvisi, al ritorno dalle ferie estive, bigG sforno’ il suo chrome.

Guardando la documentazione e le funzionalità, si faceva largo la percezione che qualcosa stesse cambiando anche se ancora non avevo idea di cosa e come: funzioni com il native client mi avevano sbalordito, l’intefaccia con i tab ad occupare un inutile spazio dedicato al titolo è stata davvero geniale e la velocità di esecusione di javascript (ajax) ed in generale di rendering era davvero sorprendente, ancora nessuna traccia pero’, del futuro html5 e solo qualche accenno a css3.

Solo oggi, dopo aver scaricato la beta di Safari 4, mi sono reso conto concretamente di cosa stà per succedere al web!!!

Già qualche tempo fa avevo avuto modo di fare delle riflessioni sui rapporti tra Apple e Google, ma la sorpresa di “toccare con mano” la nuova beta di Safari, mi ha fatto prendere coscienza, sempre di più, del nuovo web che vedremo e useremo.

Iniziando a dare un occhiata alle funzionalità previste da questa versione , la prima cosa che salta all’occhio è il numero(150) e la portata dei cambiamenti.

Tra tutte le novità, il pieno supporto a CSS3 e l’introduzione di alcune delle specifiche di html5, come le API per le applicazione offline (già ampiamente sperimentate da Google con Gears) lasciano sperare che il web rimarrà davvero un posto libero (cit. Pollycoke).

La possibilità di usare un browser (safari 4 in beta) su OSX e su Windows, basato su un engine Open Source (webkit) che abbia un risultato Acid test3 a 100/100 sembra davvero un utopia paradisiaca per chi , come me, sviluppa web application .

l’utilizzo di standard come il Css3 e HTML5, assieme a tutte le possibili derivazioni del xml (come svg), assieme alla relativamente avanzata integrazione della trasmissione di flussi (h264) mi ha fatto immaginare un futuro dove quello che ha fatto Adobe (anzi Macromedia) con il Flash, potrà domani essere fatto con standard aperti ed interoperabili

Questo tipo di visione si è focalizzata nella mia mente molto nitida e mi ha fatto sussultare,  dopo molti pensieri ombrosi fatti su tecnologie ipocritamente dichiarate aperte come  .NET, C#,  dopo aver visto rimedi peggiori della malattia  Wma,Wmv e Silverlight, mi ha fatto vedere la luce in fondo al tunnel, proprio in casa di chi (Apple) è sempre stata additata come Chiusa e piena di brevetti.

Certo, dopo questa visione, non voglio dire che sia tutto rose e fiori per Apple e Google, ma mi pare che alcune scelte vadano in una direzione molto interessante:(non ultima quella di eliminare il DRM da iTunes: il giorno dopo (), io ho dato il mio contributo alla causa comprando orgogliosamente 2 albun dei Pink Floyd anche se li aveo già in formato mp3 :)

mixed reality: taggare gli oggetti fisici con cyber-informazioni

Avevo già affrontato l’argomento appena comprai l’iphone: era presente un applicazione chiamata NeoReader che funzionava abbastanza bene: mi sono divertito a fare qualche prova, poi me ne ero quasi scordato.

 

Ora leggo che anche Microsoft ha fatto la sua applicazione (per molti telefoni e persino per i concorrenti android e  iphone), e un bel servizio di distribuzione, quindi mi sono riinteressato all’argomento.

Per chi non conoscesse la cosa si tratta di un importante innovazione, basata su idea tanto semplice quanto efficace: il principio è quello che vediamo tutti i giorni al supermercato e sulla confezione di qualsiasi prodotto commerciale: il codice a Barre (barcode).

Se aplifichiamo la tecnica del barcode, con un metodo sufficentemente aperto e condiviso su larga scala (qr-code), possiamo immaginare che su ogni oggetto fisico potremmo applicare un “codice” che puo ‘ contenere informazioni aggiuntive, tra le quali, un indirizzo (url) internet dove poterne trovare ancora altre.

Basta usare un po di immaginazione, per pensare alla rivoluzione che potrebbe portare questa semplice tecnologia, articoli e video si possono trovare ovunque in rete, ma lo sforzo da fare è essenzialmente trovare l’applicabilità in qualcosa di sufficentemente originale e innovativo, dai quadri di una galleria d’arte ai biblietti da visita.

Ovviamente la diffusione di questi utilizzi sono da verificare, sia da quanti  la comprenderanno  e adotteranno (in giappone pare sia molto diffuso), sia da quanti dispositivi (smartphone) la supporteranno, e sia quale formato/i  diventerà più usato: ho visto diversi applicativi per crearne e per leggerli, persino un estensione per firefox e delle librerie open source per crearne: staremo a vedere cosa succederà…

intanto ho creato una pagina con un po’ di prove.

Per iphone, la miglio applicazione, secondo è me 2Dsense, ma anche beetaggneoreader sono gratuite e funzionanti.

Native Client, google evolution

Sotto questo nome “Native Client” si cela un altra, notevole,  impressionante , e innovativa visione della grande G (leggi Google)

Già da tempo l’idea di un sistema operativo targato Google fa muovere la blogsfera, scuote i rumors, e poi torna nell’ombra, fino a quando qualcosa che assomiglia ad un sistema operativo ricomincia il ciclo.

L’idea che mi sono fatto e che, se qualcuno, si aspettasse un sistema operativo, cosi’ come siamo abituati a pensarlo, allora la risposta è : “non ci sarà nessun sistema operativo targato Google”.

Se invece si allargano gli orizzonti, un sistema operativo di Google già esiste: si chiama Android, okkey, è per dispositivi mobili, dirà qualcuno, ma sono sicuro che non dovrà passare troppo tempo per vederlo girare, oltre che su smartphone, anche su televisioni, automobili, radiosveglie, poi su ultraportatili..  e chissa’ :)

Per quello che riguarda il “vecchio” PC invece, Google ci stà regalando una nuova visione: la piattaforma web che racchiude e ingloba servizi web (tipo cloud, con servizi come Mashup e OpenSocial) e Virtual machine per girare su qualsiasi “old OS” tipo AIR, o il neonato Chrome, con applicazioni che fondono l’online con l’offline (google docs, gmail).

L’ultimo componente, che mi ha fatto sussultare dalla sedia è proprio questo “Native client“, che è probabilmente stato partorito da un pensiero laterale geniale!!

Invece di portare un servizio online, anche offline, tipo grassmonkey, o AIR, con questo si completa l’integrazione partendo dal contrario, ovvero facendo “girare” un applicazioje rigorosamente offline, dentro la finestra del browser!!!

Alcuni esperimenti erano già stati fatti con il defunto Lively e con Google earth, ma ora si capisce la vera strategia di integrazione: anzichè far uscire sul mercato un OS targato Google, Google ha progettato un insieme di strumenti, che apparentemente sono oggeti separati, ma che presumono una strategia favolosa per accerchiare i sistemi operativi canonici.

Volete vederlo in azione? dopo aver scaricato il plugin, provate a giocare a Quake Dentro il vostro browser!!!

via OneOpensource

Augmented Reality

Tra le tante tecnologie o meta-tecnologie che popoleranno il nostro prossimo futuro non potrà certo mancare una qualche applicazione di quella che viene definita Realtà aumentata, o meglio, Augmented Reality.

Gli studi sono molto interessanti e le anteprime ci mostrano stralci di innovazioni dal sapore futuristico che lasciano assaporare utilizzi creativi e anche funzionali.

Bell’esempio al The Georgia Institute of Technology , dove i Video raccolti da Cristian spiegano meglio di mille parole il loro progetto: mixare la realtà con un metaverso già esistente: Second Life.

Elezioni

Non vi fate trarre in inganno dal titolo di questo post: non ho voglia di parlare dell’election Day che avverrà ad Aprile in Italia.

In Italia ormai i giochi si sono fatti troppo oscuri, troppo intricati, mescolati, sento ancora parlare di destra e sinistra quando ormai, nei fatti, la sinistra fa le liberalizzazioni quando al’opposizione c’è un partito che si chiama Casa dele Libertà, e la coalizione di Destra rinamina il proprio partito inserendo il termine “popolo”.Siamo in un paese dove per scuotere un po’ l’intorpidimento e l’anestetizzazione ci si mette un comico che trascina in piazza un sacco di gente e, in una manifestazione denominata Vaffanculo Day, raccoglie più firme di un referendum, ma poi.. rimaniamo tutti con la rabbia nel cuore e una gran voglia di cambiare in non-so-quale-modo migliore.

Qualcuno direbbe, in questi casi ci andrebbe un cambiamento drastico, un uomo (o donna) forte, con un gruppo forte.. ma anche questo, la storia (passate e recente) insegna, può far largo e persone davvero potenti che poi usano il potere in modo improprio.

Con questa disincantata sofferenza mista a sconforto, guardando il telegiornale, vedo il video del reverendo Wright che critica aspramente il governo americano (governo dei bianchi), in modo completamente stralunato, delirante e fondamentalmente razista.

Questo revendo finisce al telegiornale perchè pare sia in stretto contatto con il candidato alla presidenza degli USA Barak Obama. Rimango esterrefatto da quei discorsi (anche se, nella sostanza, li avevo già uditi), ma poi mi chiedo se non sia l’ennesima crescente strumentalizzazione mediatica tipica di qualsiasi elezione che si svolge nei nostri “paesi democratici occidentali”.

Poi finalmente, trovo in rete il video della risposta dell’interessato : Barac Obama , e devo dire che mi è piaciuto molto.

Nel suo discorso, ho trovato un uomo che non cerca di sminuire il problema, Anzi!  Non si proclama come rislutore di questo problema, ma è ben cosciente che l’integrazione è cosa assai ardua per chiunque, e lo dice lui che è nato alle hawaii, che ha vissuto in indonesia, nato da un padre Keniota e si ritrova ad essere candidato per la presidenza degi USA.

Un dettaglio che apprezzo particolarmente è che parla con il cuore, con l’anima e tanta volontà, che riesce a trasmettere a chi gli sta davanti, parlando della querra in Iraq dice “NOI abbiamo sbagliato” Noi americani, nonostante lui sia del partito dell’opposizione a quello che ha deciso quella sciagurata guerra.

Dettaglio che ritengo personalmente molto importante: non legge da nessun foglio scritto, recita “a braccio” e questo da ai suo discorso un valore più efficace e sincero (che lo sia davvero o meno).

Se aggiungiamo che nel suo programma trovano spazio (speriamo davvero) alcuni dei principi emersi dal gruppo di lavoro sui principi per la libertà dei dati pubblici , beh allora …

Vorrei la cittadinanza americana solo per poterlo Votare,e se non dovesse vincere negli USA…. Allora che venga in italia a fare un partito qualsiasi, non importa ne la destra ne la snistra, io VOTO LUI!!

obama

OBAMA FOR PRESIDENT!

10 domande da fare ai politici

Sull’esempio del modello americano, da qualche giorno un interessante servizio messo a disposizionedal sole24ore consente a chiunque di porre delle domande, tramite contributi video, ai politici, che hanno promesso una risposta pubblica.

Non ho postato una mia domanda, ma mi sento di condividerne una in particolare, molto precisa e molto vicino al mio “essere digitale”, se condividete la domanda che vedete nel video, votatela anche voi.