Da qualche giorno ho finalmente ricevuto l’invito alla beta privata del nuovissimo servizio Google Wave, grazie a Babele che ha usato uno dei suoi inviti.

La mia prima impressione è quella di trovarsi davanti ad un aggregatore (tipo RSS) che ti consente di filtrare, organizzare conversazioni, documenti e progetti.
Una delle cose che impressiona di più all’inizio, è la simultaneità delle azioni: vedere un documento che si crea in tempo reale, fino a poter osservare la digitazione di qualcun’altro, e qualcosa che affascina e spaventa. La possibilità di “tornare indietro nel tempo” e ricostruire tutta la storia fino al suo primo post, da un senso di onnipotenza….
Il software in se è fatto davvero molto bene, interfaccia limpida e controlli precisi, alcune scelte forse sono discutibili (come la barra dello scroll), ma nell’insieme tutto il framework e la gestione dei task da l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa che assomiglia di più ad un sistema operativo che ad un client di posta.
La cosa più affascinante che si stà delineando, è il cambiamento di approccio, di mentalità e di abitudini, che iniziano anche dai termini:
Quando inizio una “conversazione” non so ancora che cosa diventerà:
potrebbe diventare una chat, se inizio con un amico che è online in quel momento
potrebbe diventare un thread, oppure un forum, nel caso intervengano in modo asincrono altri amici
potrebbe diventare un documento, un progetto, che parte tipo wiki se aggiungo dei collaboratori, e puo’ concludersi in un documento vero e proprio
potrebbe diventare un flusso tipo lifestream che finisce su facebook o sul mio blog
Ma il bello è che puo’ diventare non UNA di queste cose, ma anche TUTTE, e anche in tutte le sfumature possibili.
Da questo ne deriva che quando inizio qualcosa di nuovo, inizio una nuova WAVE!! La metafora è davvero suggestiva, un onda che parte, che potrà esaurirsi subito, oppure diventare uno tsunami!
Gli interventi fatti da ognuno, non possiamo chiamarli ne post, ne chat, ne email, ma anche qui ci viene in aiuto un nuovo termite: BLIPS (se qualcuno capisce quale sia la metafora mi faccia sapere).
Babele ha iniziato una wave che stà diventando interessante, non tanto per il contenuto, ma per sperimentare l’usabilità, la scalabilità e soprattutto.. lo stressing del sistema: la wave ha anche un titolo molto significativo
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La wave ha raggiunto 45 Membri ed ha 285 interventi (blips), che non sono propriamente alti numeri, ma ci si accorge già di alcune cose importanti:
Con alti numeri di interventi in thread, risulta complicato districarsi agevolmente, ed è molto importante riuscire a raggiungere i nuovi elementi non letti, chiamate le “creste dell’onda”.
Anche aggiungere widget, come video, foto, audio puo’ appesantirne la navigazione e anche stressare parecchio il browser.
La soluzione a queste ed altre questioni non è probabilmente da ricercare nell’intervento sull’interfaccia o sulle funzionalità da parte di Google, ma piuttosto di una netiquette specifica, che solo a lungo raggio potrà influenzare il software: qualcuno l’ha già battezzata Waviquette !
Ho fatto anche alcune prove di cross-browsing, la migliore combinazione mi risulta sorprendentemente Safari 4 su OSX e non Chrome su Win(Firefox se la casa comunque egregiamente, anche su Linux.). Mi è parso davvero strano questo, ma spero che sia sintomo di bontà del progetto: sarebbe troppo comodo per Google, e troppo rischioso per gli utenti, se Wave fosse indotto a funzionare meglio con il Google-browser. Per quello che riguarda il Microsoft-browser-versione-8, l’unico senza supporto HTML5 e con un acid test che peggiora ad ogni nuova versione, c’è ancora molta strada da fare..

Buone notizie invece per le piattaforme mobili: su safari4mobile (iphone) la web-app funziona davvero bene, dopo aver confermato che si vuole usare l’app anche se il browser non è supportato, mancano ancora tutte le funzioni della sorella maggiore, ma promette davvero bene. A breve dovrei metter le mani anche su un Hero con Android, poi lo posto tra i commenti.
Intanto godetevi questo video “Pulp Wave Fiction”, davvero geniale, persino per chi non ha ancora usare Wave
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