Elezioni

Non vi fate trarre in inganno dal titolo di questo post: non ho voglia di parlare dell’election Day che avverrà ad Aprile in Italia.

In Italia ormai i giochi si sono fatti troppo oscuri, troppo intricati, mescolati, sento ancora parlare di destra e sinistra quando ormai, nei fatti, la sinistra fa le liberalizzazioni quando al’opposizione c’è un partito che si chiama Casa dele Libertà, e la coalizione di Destra rinamina il proprio partito inserendo il termine “popolo”.Siamo in un paese dove per scuotere un po’ l’intorpidimento e l’anestetizzazione ci si mette un comico che trascina in piazza un sacco di gente e, in una manifestazione denominata Vaffanculo Day, raccoglie più firme di un referendum, ma poi.. rimaniamo tutti con la rabbia nel cuore e una gran voglia di cambiare in non-so-quale-modo migliore.

Qualcuno direbbe, in questi casi ci andrebbe un cambiamento drastico, un uomo (o donna) forte, con un gruppo forte.. ma anche questo, la storia (passate e recente) insegna, può far largo e persone davvero potenti che poi usano il potere in modo improprio.

Con questa disincantata sofferenza mista a sconforto, guardando il telegiornale, vedo il video del reverendo Wright che critica aspramente il governo americano (governo dei bianchi), in modo completamente stralunato, delirante e fondamentalmente razista.

Questo revendo finisce al telegiornale perchè pare sia in stretto contatto con il candidato alla presidenza degli USA Barak Obama. Rimango esterrefatto da quei discorsi (anche se, nella sostanza, li avevo già uditi), ma poi mi chiedo se non sia l’ennesima crescente strumentalizzazione mediatica tipica di qualsiasi elezione che si svolge nei nostri “paesi democratici occidentali”.

Poi finalmente, trovo in rete il video della risposta dell’interessato : Barac Obama , e devo dire che mi è piaciuto molto.

Nel suo discorso, ho trovato un uomo che non cerca di sminuire il problema, Anzi!  Non si proclama come rislutore di questo problema, ma è ben cosciente che l’integrazione è cosa assai ardua per chiunque, e lo dice lui che è nato alle hawaii, che ha vissuto in indonesia, nato da un padre Keniota e si ritrova ad essere candidato per la presidenza degi USA.

Un dettaglio che apprezzo particolarmente è che parla con il cuore, con l’anima e tanta volontà, che riesce a trasmettere a chi gli sta davanti, parlando della querra in Iraq dice “NOI abbiamo sbagliato” Noi americani, nonostante lui sia del partito dell’opposizione a quello che ha deciso quella sciagurata guerra.

Dettaglio che ritengo personalmente molto importante: non legge da nessun foglio scritto, recita “a braccio” e questo da ai suo discorso un valore più efficace e sincero (che lo sia davvero o meno).

Se aggiungiamo che nel suo programma trovano spazio (speriamo davvero) alcuni dei principi emersi dal gruppo di lavoro sui principi per la libertà dei dati pubblici , beh allora …

Vorrei la cittadinanza americana solo per poterlo Votare,e se non dovesse vincere negli USA…. Allora che venga in italia a fare un partito qualsiasi, non importa ne la destra ne la snistra, io VOTO LUI!!

obama

OBAMA FOR PRESIDENT!

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10 domande da fare ai politici

Sull’esempio del modello americano, da qualche giorno un interessante servizio messo a disposizionedal sole24ore consente a chiunque di porre delle domande, tramite contributi video, ai politici, che hanno promesso una risposta pubblica.

Non ho postato una mia domanda, ma mi sento di condividerne una in particolare, molto precisa e molto vicino al mio “essere digitale”, se condividete la domanda che vedete nel video, votatela anche voi.