telefono mobile o computer mobile?


Nella lingua italiana, il termine “mobile” indica qualcosa che è possibile muovere, e sottointende un oggetto, un oggetto mobile.

Nei paesi anglosassoni, il temine mobile ha invece (e quando mai) un campo più vasto, fino a sottintendere come oggetto un indeterminazione tale che la stessa parola “mobile” indica un oggetto a se, che ha alcune funzioni di base, ovvero telefona, fa le foto e manda messaggi, e alcune altre più avanzate a seconda dei modelli: ha il GPS e si connette al web.

Ultimamente mi sono interrogato molto sulla nuova cultura digitale e sulle terminologie che da essa scaturiscono, ma anche che possono influenzarla, ed una delle domande più pressanti è stata:

“Qual’è l’oggetto sottointeso (in inglese) al termine mobile? e come possiamo chiamarlo (in italiano)?

Purtroppo nella lingua italiana, quell’oggetto rimane ancora chiamato da (pressochè) tutti TELEFONO, oppure, peggio ancora CELLULARE, e questo a mio avviso sta diventando una barriera all’uso consapevole di tale strumento.

La parola telefono ci fa pensare ad un oggetto progettato per fare le telefonate, che, visto che il mercato corre, nel corso del tempo puo’ ANCHE fare le foto, ANCHE dirmi la strada, puo’ ANCHE farmi vedere la TV, ma se ci pensiamo bene, è come chiamare un computer “fotoritoccatore” oppure “scrivente” oppure “disegnatore”, solo perchè puo’ fare tutte queste cose e solo se è equipaggiato di software per farlo: sarebbe assurdo!

Il termine inglese “mobile” rappresenta meglio l’oggetto, ma ancora non rende giustizia alla tecnologia, il termine computer è ormai diventato troppo generico, e il termine portatile è già stato adoperato per i notebook, senza parlare della parola netbook, che il mercato ha fatto proprio per identificare una fascia di ultraportatili a basso costo.

Ma la parola “mobile”, in italiano, non fornisce con chiarezza la peculiarità di quest’oggetto, parola come portatile o trasportabile potrebbero esserne sinonimi, quello che è peculiare è l’unilizzo monoutente (a volta anche monotask), e quindi personale.

La risposta più azzeccata alla domanda del titolo di questo post, è stata: Personal Computer!!

Probabilmente siamo proprio all’interpretazione più consona di quel termine coniato nei lontani anni ottanta per definite un oggetto che ha capacità computazionali ma è personale, ovvero ad uno di una persona.L’interpretazione canonica si rifà allo sloogan “portare un computer su ogni scrivania”, ma non c’è nessun riferimento implicito al fatto che sia ad uso personale, anzi, il computer come noi lo conosciamo è andato sempre di più verso la multiutenza, sia in ufficio che a casa, disattendendo il prefisso “personal”.

Con l’avvento degli smartphone dell’ultima generazione, siamo quindi di fronte ad un compuet a tutti gli effetti, con processore  memoria e applicazioni degni di qualsiasi altro SO, ma che portiamo in tasca, che ha un solo utente: IO, e che quindi impersonifica come noi mai il termine “PERSONAL COMPUTER“!

Se nella sostanza credo che il termine più appropriato sia questo, è ovvio che non credo possibile che questo rientri nel linguaggio parlato, resto quindi in attesa che qualcuno inventi una parola italiana per definire questo nuovo strumento, per poterne favorire l’adozione per quello che è veramente, nell’attesa, la parola che voterei in questo momento è “terminale”, ma avanti con le proposte 🙂

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