Google wave, un ONDAta di idee nuove


E’ da qualche giorno ormai che si è svolto la conferenza degli sviluppatori, e fra tante idee, progetti e iniziative, quella che (mi) ha suscitato più emozioni è stata la presentazione al mondo di Google Wave.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Lo sloogan con il quale è stato introdotto l’argomento è particolarmente significativo: Wave nascie in risposta ad una semplice domanda: “Come sarebbe la posta elettronica se fosse inventata oggi?”.

Ma questo è solo l’inizio del discorso, definire Wave un nuovo modo di usare la posta elettronica è come dire che il computer è una macchina per scrivere del testo.Se qualcuno di più tecnico invece pensa ad un rivoluzionario protocollo per sostituire i vecchi POP/SMTP/IMAP , anche questo è limitativo: forse è cosi’, ma il nuovo protocollo sarà basato NON su protocolli e porte nuove ma su metodi già consolidati come l’http, utilizzando quindi il web, attraverso ajax e API.

Ma la rivoluzione sta altrove, sta nell’integrazione, nella condivisione e nell’usabilità.

Integrazione:

Scrivere una mail, cambiare lo stato in uno dei social network, postare su un blog, partecipare ad un forum, srivere in modo collaborativo su un wiki, aggregare tutti i commenti di una notizia da diverse piattaforme, e fare tutto questo da un unica interfaccia, basata ovviamente su web-application.

Condivisione:

Utilizzare uno strumento che gestisca tutte queste informazioni e funzioni, che è rilasciato con licenza Open Source, in modo da non dover utilizzare UN solo servizio, ma di poter usare questo metodo, fornito da terzi, e anche, perchè no, di farne una variante propria.

Usabilità:

L’interfaccia consente di gestire tutta questa complessità in modo davvero innovativo e minimalista: si potrà aggiungere uno o più allegati attraverso il Drag and Drop, trasormare una mail in un post con un click, trasformare una mail in un thead di un forum e viceversa, si potrà vedere la storia di una conversazione con uno “slide del tempo” in modo intuitivo e naturale.

E’ davvero difficile riassumere in breve tutte le meravogliose innovazioni di questo strumento, personalmente credo che valga davvero la pensa di prtendersi 2 ore e vedersi la presentazione in inglese: raramente ho passato un ora e mezza su youtube senza stufarmi.

Credo proprio che questa innovazione/evoluzione/rivoluzione possa davvero cambiare le modalità con la quale concepire le comunicazioni e le interazioni, a cominciare dallo stesso concetto di comunicazioni: attraverso un “wave” sarà possibile definire di volta in volta, e modificare sempre in tempo reale il tipo di comunicazione, senza dover per forza definirlo a priori:

esempio:

se dico “invio una mail” sarà sempre una comunicazione personale, o ad una, o a più persone, o da un essere umano o da un bot, ma rimane sempre una comunicazione uno-a-molti, di tipo non pubblico.

Se duco faccio un post, rimane sempre una comunicazione pubblica, fatta su un servizio da definire e non posso conoscere l’identità di chi legge.

Queste modalità sono ormai talmente consolidate che sarà difficile poter cambiare del tutto, ma immagino nuovi usi e quindi nuovi comportamenti, a cominciare da frasi come “ho fatto partire un wave”, “condividimi quella wave”,  “rendo privata la wave relativa a quell’argomento”, o chissa…

Sara maschile come WAVE in lingua inglese, oppure femminile come ONDA?

probabilmente i francesi la tradurranno in “vague” e noi italiani? useremo anche noi il termine ONDA? carino no?

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