Riassunto sulle lezioni di editoria Digitale.

Scrivo questo articolo per riassumente in un unico luogo le cose dette durante le lezioni di cultura digitale propedeutica allo sviluppo di ebook nell’ambito dell’editoria digitale: (IFTS Tecnico superiore progettista di prodotto editoriale indirizzo plurimedialee).

Ricordo che tutte le mia slide sono pubblicate su slideshare.

Abbiamo parlato nella prima lezione di alcuni termini: ubiquitos computing, internet of things, cloud computing,

Nella seconda lezione abbiamo invece discusso dell’editoria digitale in senso più ampio, andando ad affrontare teorie economiche come “la lunga coda“, neologismi come “prosumer” e temi come l’equo compenso,

Nell’ultima lezione abbiamo provato a “sporcarci le mani” con il software Calibre, utilizzando CleanText per  ripulire il testo ascii, Sigil come strumento di authoring oppure l’ estensione Openoffice2Epub .

Come strumento per la distribuzione abbiamo parlato dello standard OPDS che si sta affermando sempre più tra i vari editori.

Ho trovato questo articolo particolarmente interessante perchè arriva da un ambito internazionale decisamente autorevole, e descrive una situazione che ho vissuto io in prima persona, cita strumenti che ho utilizzato e utilizzo, insomma, se avessi scritto io un articolo sull’argomento, avrei scritto le stesse cose 🙂

Segnalo ancora, la recensione che ho scritto qui, sul dispositivo che avete avuto tra le mani in classe: il cybook opus, e il progetto personale che sto portando avanti da qualche tempo: Biblioteca Archimedica.

Se qualcuno legge il libro suggerito da Beppe “Editoria digitale” di Apogeo, please, scriva 2 righe di recensione, grazie.

Un po di  sitografia:

mobileread: sito inglese, probabilmente il più ricco di informazioni aggiornate costantemente (sezione wiki).

Simplisissimuss: book farm: sito italiano di riferimento più attivo, gestito dall’ottimo Antonio Tombolini, con un preziosissimo gruppo di discussione pubblico (richiede un  account di google), al quale vi consiglio caldamente di iscrivervi.

Il progetto de “la stampa” sugli ebook

Il punto di riferimento internazionale più conosciuto è Bookserver (lingua inglese).

Alcuni servizi online molto utili : feedbooks , zinepal, bookmaker,  Instapaper,

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con le mani sporche d’inchiostro.. elettronico!

Dopo tanto leggerne e tanto parlarne, è giunto il momento, anche per me, di sporcarsi le mani: è arrivato tra le mie mani un ebook reader con tecnologia e-inc : l’inchiostro elettronico.

Faccio quindi qualche considerazione in merito al nuovo giocattolo:

1) l’acquisto.

Per problemi amministrativi aziendali si voleva evitare l’acquisto online con carta di credito, quindi, dopo una ricerca sui negozi che distribuivano tali prodotti nella mia città (Torino), mi sono messo in macchina e sono approdato nel luogo che mi pareva più consono: Mediaworld. Ho girato un po’ da solo, ma poi ho iniziato a chiedere ai commessi che alla mia domanda “ebook reader?” mi guardavano sbigottiti e, trattandomi con sufficenza, mi spedivano da un reparto all’altro, finchè, nel settore computer, ho trovato quello che cercavo. Putroppo il commesso mi dice che il modello esposto è solo un pezzo di plastica non funzionante, ed in magazzino non ne hanno 😦 , cosi’ son passato alla Mondadori Multicenter, dove mi hanno subito risposto picche. Sono poi stato alla FNAC, e dopo avermi fatto rimbalzare tra il settore libri e quello computer, trovo l’oggetto nel settore telefonia: con mia grande gioia, anzichè i 249 Euro, trovo il Cybook opus a 199 Euro :).

A mio parere, gli ebook reader dovrebbero stare nel settore libri, concentrandosi quindi sulla loro funzione, piuttosto che sul suo aspetto tecnologico: son convinto che la categoria più interessata a questi prodotti dovrebbe essere il “lettore” non il “tecnologo”, ma forse per il momento non è ancora cosi’.

2) scegliere il prodotto.

La mia scelta l’ho fatta in rete PRIMA di andare in un negozio, anche perchè sarebbe molto difficile fare una scelta ragionata sul posto, ed è ricaduta sull’ottimo prodotto della casa francese Bookeen: il Cybook Opus. Legge sia il formato epub che il mobi, senza nessuna connettività, ma con massima compatibilità. Mi sarebbe piaciuto provare il kindle di amazon, ma alla fine ho preferito un oggetto da laboratorio, piuttosto che un affermato gadget con attitudini commerciali.

3) Hardware

Appena scartato, l’oggetto mi stupisce per la sua leggerezza, sia positivamente (decisamente molto trasportabile) sia negativamente : sembra un oggetto molto plasticoso, ed il fatto che non emetta luce fa pensare che all’interno ci sia un elettronica davvero minimalista: più simile ad un giocattolo che ad un oggetto tecnologicamente avanzato. Ma questa è solo la prima impressione da tecnologo, che ben presto se ne va: 1GB di spazio, più la possibilità di espansione attraverso micro-SD sono più che sufficenti.

Con la tecnolgia E-Ink un dato davvero entusiasmante è la durata della batteria: non cito dei dati, ma la sensazione è quella di un oggetto che puoi usare per settimane senza ricaricarlo :))

4) Software

Il software firmware è davvero leggero, ogni volta che lo accendi fa il boot, ma ci mette davvero pochi secondi, ma la cosa più immediata appena appare la schermata con i libri è quella di mettere le dita sul display ed usarla come uno schermo touch. Sapevo perfettamente che E-inc e touch non possono coesistere, ma dopo anni di iphone è stata la mia prima reazione, ma la scoperta più interessante l’ho fatta quando poi ho dato l’oggetto in mano a persone che non usano abitualmente prodotti touch: la mia stessa reazione: le dita sullo schermo… vorrà dire qualcosa?  Devo dire che mi aspettavo un interfaccia più frendly, una mia amica , dopo qualche secondo di utilizzo ha affermato: “sembra di ritornare ai tempi di Windows 3.1 su schermo in bianco-nero). In effetti il campo di azioni possibili è davvero molto ristretto pero’ credo che l’interfaccia possa essere più intuitiva, inoltre il tempo di refresh tra un azione e l’altra a volte supera il tempo massimo che fa venire il dubbio se il comando sia stato intercettato oppure sia necessario inviarlo di nuovo.

4) reperimento  libri

Beh, trovare ebook in Italiano è davvero un impresa: i book store italiani sono, a mio avviso, scarsi, confusionari, arretrati e.. molto cari! io credo che sia necessario separare i costi di produzione di ebook da quelli della carta stampata, in modo da ottenere dei prezzi consoni al mezzo: un prezzo che dovrebbe aggirarsi al massimo sui 4-5 euro per i testi comuni.

Ad ogni modo, fortunatamente, era da diverso tempo che stavo organizzando una mia personale libreria con l’ottimo software Calibre, ed è stato molto piacevole notare che, appena collegato il Cybook al computer, Calibre l’ha riconosciuto al volo, e dopo qualche minuto, avevop selezionato una ventina di testi e trasferiti sul lettore.

Altro elemento davvero interessante è il neo-standard per il catalogo elettronico (OPDS) che avevo già sperimentato con la  Biblioteca Archimedica che è solo all’inizio, ma promette davvero molto bene.

Ma l’oggetto appena comprato possiede già dei libri caricati all’interno in diverse lingue: sono libri che possono essere distribuiti liberamente, realizzati per la lingua italiana dai ragazzi di Simplicissimus, ottima l’idea, anche se devo dire che l’idea di leggermi la divina commedia o Giordano Bruno sul mio ultimo giocattolo non mi appassiona, ad ogni modo, l’iniziativa di recuparare digitalizzare e distribuire materiali di questo tipo è assolutamente importantissima per salvaguardare la diffusione della cultura, e progetti come bookserver e Liber Liber, oltre al progetto Gnutemberg sono di assoluto rispetto, ma forse il modello di Feedbooks coniuga meglio libri del passato con quelli del futuro.

5) esperienza di lettura

La lettura attraverso l’inchiostro elettronico è davvero come tutti dicono: semplicemente ottima, ci sono davvero poche differenze dalla carta stampata, e posso leggere in assoluto riposo anche sulla spiaggia inondato da potenti raggi solari. Tale esperienza di lettura vale da sola l’acquisto di un oggetto del genere. Unica pecca pero’ , è proprio il suo punto di forza:  il fatto di non emettere luce puo’ essere limitativo per chi, come me, legge spesso nel letto prima di dormire, specie se si vuol evitare di disturbare la persona con la quale si divide il letto 🙂 a mio avviso basterebbe avere uno switch per attivare una piccola fonte di luce, in modo tale da poterne ampliare le situazioni d’uso senza dover ricorrere a fonti di luce esterne, e non parlo solo di legger ea letto, mi viene in mente, ad esempio, le notti passate a leggere ebook con stanza per iphone, durante gli spostamenti coi treni Indiani da Agra a Rishikesh, da Jaipur a Jaisalmer.

5) conclusioni

Sono molto contento di aver provato quest’oggetto e ne consiglio l’acquisto a chi vuole sperimentare un nuovo ed efficace modo di leggere non solo i libri, ottima anche se un po’ spartana la possibilità di usare Calibre per trasformare con un click i feed dei quotidiani in epub. Ritengo comunque che sia un oggetto già utilizzabile anche dai non tecnologhi , soprattutto dai “lettori incalliti”.

Leggo, sorrido e sottoscrivo, la letterina a Babbo Natale di Antonio Tombolini, che riassume simpaticamente ma in maniera molto lucida il tema degli ebook in Italia,

Internet Television

E’ da molto tempo che sto cercando una soluzione “ultima” per fruire di tutta la potenza di Internet standomene comodamente in poltrona davanti al televisore.
Avevo dapprima pensato di connettere il portatile con le uscite audio e video, ma il limite più grosso rimane quello di controllare il processo con un sistema “on hand”: l’accoppiata MacBook e iphone permettono già di fare molte cose, ma ancora non ero soddisfatto.
Poi ho deciso di acquistare un vero Set-top-box, e la mia scelta è caduta su BlobBox , un progetto tutto italiano con molte ambizioni e moltissime feautures interessanti:

Decoder Digitale terrestre con possibilità di registrare su HD interno, videopodcast, Browser internet e delle bellissime API per costruire delle applicazioni distribuite su Internet.

Dopo circa 3 mesi di utilizzo della BlobBox collegata via scart al mio vecchio TV CRT 33 pollici, mi sono reso conto dei limiti  di questa configurazione: ne la connessione SCART, ne le funzionalità erano scarse, ma altri fattori mi hanno fatto abbandonare questa soluzione.

Anzitutto, nonostrante io non sia cosi’ sensibile all’interfaccia grafica, il risultato è decisamente spartano e poco intuitivo, ma quello che rende il tutto al limite dell’usabilità è sicuramente la scelta del controllo remoto: il telecomando!

Funzioni molto importanti come il “setup” sono accessibili SOLO tramite un tasto specifico del telecomando, oltre al sistema di imputazione caratteri realizzato con la disposizione dei tasti tipo cellulare vecchie generazioni (senza T9).

In generale, utilizzare un enorme telecomando con ben 43 tasti (se non ho contato male) credo sia abbastanza frustrante, tenendo conto che spesso non c’è molta luce per vedere il tasto grigio scuro su sfondo nero, con la scritta “SET” appena in rilievo e dello stesso colore :))

Una funzionalità invece che nell’ultimo firmware è stata risolta solo in parte, riguarda l’avanzamento rapido dei filmati, funzione utilissima per ritornare ad un passaggio specifico del filmato, anzi bisognerebbe introdurre una funzionalità che ricorda a che punto era stato stoppato un video e si riposizioni proprio da dove lo si era lasciato!!

Ad ogni modo, qualche giorno fa, ho deciso di fare acquisti folli e mi sono dotato di due egregi strumenti che stanno iniziando a darmi delle soddisfazioni.

In primo luogo mi sono dotato di un SAMSUNG serie 6000 a LED, che ha dei colori davvero superbi. Dopo aver valutato diverse volte la Apple TV, ho acquistato invece un Mac-mini, quello più economico, al quale ho associato una tastiera blutooth e il magic mouse che avevo già.

Ma la vera killer application di tutto l’impianto è stata Boxee.

Ho sentito di recente una bellissima descrizione dello strumento fatta da Carlo Becchi in un episodio di Tecnica Arcana , che consiglio di ascoltare.

E’ davvero un media center ben fatto, accattivante ma funzionale, interfaccia pulita e intuitiva, individua automaticamente le copertine dei film e della musica. Ma oltre alla sezione locale, consente un interazione coi contenuti via Internet davvero efficace. Il concetto è quello di applicazioni dentro alla piattaforma che, per gli anglofoni, è già molto nutrita di suo, ma si possono creare applicazioni per qualsiasi servizio che lo consenta.

La programmazione per queste App è Python, e questo è l’ennesima volta che mi vien voglia di imparare questo linguaggio: sarà la volta buona?

I controlli sono davvero molto ben studiati: oltre all’Applicazione nativa per iphone, c’è anche un altra pplicazione ben fatta: Rowmote.

Con questa app per iphone si puo’ pilotare il proprio mac in tutte le sue funzioni, compresa Boxee, e quando è proprio necessario, Mouse e tastiera senza fili sono una gran comodità.

Sono solo a meno di una settimana di utilizzo, ma mi pare che questa configurazione  possa dare dei buoni frutti, integrando servizi come reeeplay.it, le mie sottoscrizioni a podcast e la mia media-library penso che ci sarà modo di divertirsi.

Welcome Internet Television!!!