Nuovi sistemi operativi crescono

Dopo la mia ultima ubuntificazione, mi sono rimesso a guardarmi attorno sull’ambito dei sitemi operativi, e devo dire che, rispetto agli ultimi anni, c’è parecchio fermento in un area dove i giochi sembravano essere chiusi da molto tempo. Certo, il fermento è dovuto soprattutto all’introduzione di nuove tipologie di hardware, dagli smartphone ai tablet fino ai netbook, ma il pinguino africano sembra davvero in ottima compagnia.

Nell’ultimo Google i/o sono state mostrate alcune delle caratteristiche che potrebbero far ben sperare sul futuro del progetto ChromeOS (ChromiumOS).

Le caratteristiche di questo SO sono davvero interessanti, l’idea di utilizzare un browser come SO certo non è nuovissima, ricordo ancora la prima volta che provai il BizantineOS, una distro linux basato su XUL di Mozilla, ma l’implementazione di Google ha dei punti di forza davvero eccezionali e l’integrazione tra il web e il sistema locale è molto armonico. Tra le funzioni che dal web sono integrate sul PC troviamo la nuova funzione di installazione delle web app e il Chrome web store, mentre con webgl e le librerie native client è addirittuta possibile giocare a quake, dentro al browser!!

Non mi è ancora chiaro il target di questo sistema operativo, ma forse non è nemmno chiaro come si svilupperanno i computer a livello hardware: la suddivisione stà diventando sempre più capillare e siamo solo all’inizio. Per definire un oggetto con finalità di computazione oggi, non è più sufficente parlare di computer, ma dovremmo, perlomeno, declinarlo in modo più specifico utilizzando i neologismi nati di recente: smartphone, netbook, tablet, set-top-box, mediacenter, laptop, notebook, e per le fasce industriali, Workstation, servers rack, mainframe, Cloud!!!!

Google ha ben 2 Sistemi operativi, oltre a chromeOS, anche Android entra a pieno diritto nella categoria.

Anche Apple , dopo Mac OSX, ha un altro SO molto famoso ed in continua evoluzione MacosxMobile, già piazzato su milioni di iphone e, dopo il lancio dell’ iPad con lo stesso OS, le prospettive di crescita fanno ben sperare sulla sua diffusione.

Microsoft invece, non riesce ad uscire dalla logica del PC generalista, anche se la Xbox stà diventando un prodotto davvero ricco, e le anteprime di Windows phone 7 lasciano intravedere qualcosa di davvero originale.

Ma tutto il fermento del settore si nota dall’avvendo di nuovi players, piccoli e grandi.

La prima interessante novità è costituita dalla fusione di 2 sistemi basati su Linux, sviluppati da 2 grossi nomi: Intel e Nokia. Il primo aveva dato vita al progetto MobLin, la seconda al progetto Maemo, entrambi 2 SO adattati per i netbook: il risultato è appena uscito in versione 1.0, si Chiama MeeGo. Purtroppo non son riuscito a vederlo all’opera: scaricando l’immagine dal sito, sia vmware su Mac, che virtualBox su ubuntu, non riescono ad avviare la macchina 😦 , ma le recensioni in giro ne parlano molto bene, unica cosa che non mi convince è la grafica.. un po’ troppo fumettosa per i miei gusti 🙂 .

Per restare in casa Nokia, sono da tenere in considerazione 2 fatti importanti, il primo è che nokia aveva acquisito Trolltech, e quindi ora ha acquisito i diritti per le librerie QT, alla base di molte applicazioni libere, e cuore di KDE, l’altra è che di recente ha rilasciato in Open Source il SO Symbian, che potrebbe avere sviluppi molto interessanti.

Tra le mosse dei Big del settore, spicca l’acquisto di Palm da parte di HP, che ora potrebbe utilizzare il Sistema operativo webOS, creato per lo smatphone Pre , magari anche per prodotti nuovi e diversi, visto anche la cancellazione del progetto Slate, che, assieme a Microsoft,  doveva costituire il rivale di iPad.

Ma mentre i big del settore creano, sondano, acquisiscono e brandizzano, dalla comunità Open Source si sta facendo largo un po’ di aria fresca. il progetto GNU, ma soprattutto Linux ha ormai dissolto qualsiasi dubbio sul valore, sulla qualità e sulle energie disponibili nella comunità, ed è con queste speranze che da diversi anni, alcuni sviluppatori, si sono messi a riscrivere sotto licenza MIT il vetusto ma innovativo Sistema Operativo BeOS, dando vita ad un nuovo progetto quantomai interessante: Haiqu : consiglio di ascoltare la recensione di Tecnica Arcana .

Le caratteristiche che fanno brillare questa stella sono sicuramente basate su performance eccezionali, anche grazie al suo target di computer Desktop, senza nessuna pretesa di avere versioni server: veder girare  6 flussi video senza rallentamenti… è davvero emozionante.

Novità interessanti dal Google I/O

E’ da poco finito il consueto appuntamento annuale di Google, e anche sta volta, le novità sono tantissime: di tutto quello che è emerso, 2 notizie mi hanno particolarmente colpito:

La prima riguarda una visione che avevo subodorato qualche tempo fa, quando bigG acquisì l’azienda OPN2, proprietaria di un codec davvero ottimo: il VP versione8 . Il giorno stesso che lessi la notizia lessi anche la richiesta della FSF, che chiedeva proprio a Google di rendere quel codec Open e “regalarlo” alla comunità.

Detto.. fatto!

Il progetto  è molto interessante perchè è probabilmente la “summa” di diversi progetti e visioni, e protrebbe davvero porre una pietra miliare tra alla pletorao di combinazioni codec/container, alla quale è obbligato chiunque cerchi di fare editing video, sia dal punto di vista della qualità, ma soprattutto sulla compatibilità con devices.

Anzitutto bisogna ricordare  la storia di questo codec nelle varie versioni:

La storia di quest’aziena inizia davvero agli albori dei codec video: nei primi anni 90, con la tecnologia Truemotion faceva concorrenza a Cinepack e Indeo. Nela 2003, la versione 3 del codec (Vp3) veniva rilasciato sotto licenza BSD, consentendo quindi a Xiph di realizzarne un fork, che diventerà solo nel 2008 il tanto discusso codec-universale-open-html5 Theora.

La versione (proprietaria) 6, del 2003, veniva usata dalla BBC, ed era il preferito nel Flash player 8, venivano anche implementate le liberie libavcodec, componente open per la decodifica di questo codec, con i soliti problemi legali.

La versione 7 del 2005 era il componente chiave per Direcshow di Microsoft e già supportata da Adobe Flash , utilizzata , tra l’altro, anche da Fox per i suoi contenuti streaming, ma non era supportata dai sistemi NON-Windows.

L’azienza ha quindi un esperienza ventennale nell’ambito, e Google ha pagato cento milioni di dollari per averla, l’ultima incarnazione del codec poi, la versione 8, pare davvero molto performante, alcuni parlano di 50% più performante di h264.

Ma Google, ha fatto di più che acquisire un codec e renderlo free, l’oggetto di cui ha parlato Google è molto più ampio, dove VP8 ne è “solo” il codec video: il progetto si chiama WebM, e credo proprio che ne sentiremo parlare spesso in futuro.

Quello che ha fatto Google è mettere assieme le migliori tecniche, renderle legalmente utilizzabili e tecnologicamente integrate e semplici, per dare un impulso senza precedenti alla distribuzione dei contenuti video su Internet e credo proprio che l’infrastruttura sia molto elegante.

Vp8 come codec video, ma anche vorbis come codec audio, e una versione semplificata di Matroska come contenitore per entrambi: il cocktail è dunque completo, e l’equazione è :

WebM = (Vp8+Vorbis)*Mkv

La seconda notizia che proviene dal Google i/o, è invece quasi un concept, nulla di ancora visibile, anche se forse ne capisco il motivo. Il lancio sembrerebbe davvero qualcosa di epocale: Google TV, che, se pensato assieme al Chorme Marketplace (vendita applicazioni e Musica) sembre davvero poter dar fastidio a qualche altro grosso e meloso concorrente 🙂 (leggi iTunes, AppleTV e h264).

Ma oltre alle implicazioni di servizi dove dire chi ha copiato da chi è molto difficile, proprio sul nuovo formato video, c’è chi sostiene che il nuovissimo WebM sia troppo simile al suo diretto concorrente H264.. Bah, staremo a vedere…

Strumenti del viaggiatore 2.0

E’ da qualche tempo che seguo il viaggio di un amico che, assieme alla onlus MUTI , hanno intrapreso un viaggio da Torino al Sudafrica a bordo di 2 Massif dell’Iveco.

Pietro fa parte di questa spedizione un po’ per caso, anche se la parola caso, quando si parla di esseri umani spesso si confonde con destino, assumendo sfumature che a seconda delle varie esperienze assume caratteristiche positive o negative, ma sempre evolutive.

Durante questo viaggio (è partito da circa 2 mesi) ci siamo spesso sentiti tramite Skype e ho pubblicato qualche nostra telefonata, con l’intenzione di fare un podcast, anche se nessuno di noi aveva mai fatto esperienze del genere: il risultato è quindi di scarsa qualità audio e anche ricca di inesperienze redazionali, ma i contenuti sono davvero ricchi di spunti.

Nell’ultima puntata, abbiamo affrontato l’argomento tecnologico: le tecnologie che affiancano i viaggiatori, e ne è venuta fuori una bellssima recensione dove l’oggetto tecnologico che dalla recensione emerge come vincitore il l’iphone!!

Ascoltate la puntata.

La parola chiave della chiacchierata è Ergonomia!

Dal punto di vista hardware, l’oggetto è piccolo, leggero, compatto e robusto da essere sempre a portata di mano nei momenti più utili, ma sufficentemente discreto da permettersi di non essere invasivo e macchino.

Dal punto di vista software, l’intuitività, la stabilità e la snellezza, consentono di ridurre drasticamente i tempi di accesso alle varie attività, che non devono cosi’ rubare tempo prezioso al viaggio, ma completarne l’esperienza.

La possibilità di personalizzare lo strumento  attraverso moltissime applicazioni , consente di avere un dispositivo, proprio come un compuer, che diventa assolutamente polifunzionale adeguandosi quindi agli usi possibili. Già, perchè è proprio questo il paragone, soprattutto quando l’oggetto che hai in mano non è usato con il nome che tutti usano per definirlo: un telefono.

Durante la chiacchierata con Pietro non emerge nemmeno di striscio la funzione telefonica: il paragone è sempre fatto con il computer, la funzione è principalmente quella, aggiungendo rispetto al PC la dimestichezza, l’accessibilità e alcune funzioni specifiche che un PC tradizionale, per quanto piccolo, NON puo’ avere, come la possbilità di fare foto e il GPS.

Interessanti anche i consigli sulle applicazioni che lui utilizza più spesso, oltre a quella base vengono citate:

Ovviamente Skype, con la quale abbiamo fatto chiamate gratuite per tutto il percorso.

Shozu, per postare qualsiasi cosa (testi, immagini) su praticamente qualsiasi servizio web.

L’applicazione per l’internet Banking, in questo caso Sella, che risulta veramente ben fatta

il convertitore di valuta OANDA davvero capillare nella moltitudine di valute previste.

Enciclopedia, tutta wikipedia offline

Offmap: la possibilità di avere le mappe offline

Stanza , Applicazione per leggere ebooks, formato utilizzato anche per consultare dei documenti , appositamente convertiti con Calibre, prima dell apartenza.

Nell’episodio, non viene citato un servizio molto interessante, con relativa app per iphone, che ci ha permesso di fare una chiamata, via internet da casa mia a Torino verso un telefono fisso in Mali di trenta minuti spendendo in tutto soli quattro eurini: si tratta di Messagenet .

Se a qualcuno interessano temi Africani, ma anche temi di politica internazionale (che parolone) consiglio la lettura di alcuni suoi post che ho trovato particolarmente interessanti:

Visto giornaliero oltrefrontiera : attraverso una disavventura, riesce a fotografare i rapporti tra popoli e culture

L’africa dagli occhi a mandorla: dove si evidenziano molto bene i rapporti tra Cinesi e Africani

Fai buon viaggio… : un incidente costringe le persone a riflettere sul senso della vita e.. della morte

Giornata tipo : le coincidenze non sono un caso 🙂

Buona lettura.

Docs.com : Microsoft Office Web App, o Facebook App?

Quando ho letto l’annuncio dell’ uscita del Servizio docs.com , mi sono chiesto in che modo Microsoft avesse interpretato questo nuovo servizio: l’integrazione con Facebook non mi aveva colpito molto, oggi è una cosa quasi scontata trovare un tastino che pubblica su FB qualcosa..

Non ho ovviamente resistito e sono andato a vedere… Appena ho visto che bisognava richiedere l’accesso per beta tester, l’ho fatto senza troppe aspettative, vedremo QUANDO e SE avro’ la possibilità di vederlo in anteprima.

Con mia grande sorpresa, dopo nemmeno un ora, mi arriva la conferma che il mio account di Facebook era autorizzato ad usare il servizio.

Già da subito, l’impressione è stata forte: l’unico modo per loggarsi è usando l’account di FB? non quello di Microsoft? strano!

Accedendo poi, la cosa diventa ancora più chiara:  l’impressione non è quella di vedere una Microsoft App, con qualche tastino di condivisione su FB, ma quella di trovarsi un ambiente molto organico, dove l’integrazione tra i due colossi è persistente, ben studiata, ma, a mio avviso, persino troppo invasiva!

Anzitutto questo è un servizio (almeno in questa fase beta) che puo’ funzionare SOLO avendo un account su Facebook… se le cose resteranno cosi’ anche in futuro, prevedo un integrazione di accounting tra Live e FB, ma la riflessione più interessante è quella che proprio Office, con il suo target prevalentemente Aziendale, si lega ad un servizio (facebook) che giorno dopo giorno viene letteralmente “bannato” da sempre più aziende etichettandolo come “perdita di tempo”… strano davvero, sono curioso di vedere come andrà a finire.

Ma bando alle riflessioni, accedo attraverso al mio account di FB e vedo un ambiente davvero interessante: l’interfaccia Ribbon, qui sul web, sembra più facile e più integrata che sull’app nativa e l’interfaccia, nel suo complesso è intuitiva e pulita.

Troppo facile dire che ho già scovato un sacco di Bug, ma essendo un servizio beta, non si puo’ pretendere che se cerco una clipart e la inserisco, il sistema non si pianti e mi mostri il risultato :))

Al di la di tutto, benvenuto ad un altro strumento sul Cloud, che potrebbe persino risultare come un motivo in meno per essere obbligati ad usare il SO Windows, considerando come per molti il cambio di piattaforma (verso MAc o Linux) è ostacolato principalmente dalla non perfetta compatibilità (!!!) col pacchetto Office.. staremo a vedere anche qui..

Ubuntificazione in corso

La versione dieci (X)di ubuntu mi ha davvero preso..

Avevo lasciato il mio pinguino desktop preferito quando era un intrepido stambecco (8.10), per passare ad ammirare le grazie del leopardo della Apple (osx), con l’arrivo del mio secondo oggetto Apple in casa, il MacBoook pro (il primo era stato l’iphone 3G).

Da quel momento, le varie incarnazioni del pinguino come la lepre e il koala, le ho seguite di sfuggita, attraverso la grata della gabbia (leggi Vmware fusion)..

Ho comunque sempre conservato il mio Pc fisso di casa una copia di Windows, che circa 8 mesi fa, si è trovato a far girare lo scintillante Windows versione 6.1 che tutti chiamano 7 :))

Apparte le facili ironia sui sitemi di casa Microsoft, Seven mi ha dato delle belle soddisfazioni, anche perchè Vista l’ho tenuto un mese, poi ho formattato dalla vergogna, e il vecchio caro XP, cominciava a sentire il peso della vecchiaia. Ma nel complesso, i primi tempi, rispondeva abbastanza bene, trovo azzeccato il menu con la nuova gestione dei task e non solo perchè assomiglia di più a quella di osx, inoltre trovo ottimi anche gli strumenti di posizionamento automatico delle finestre che vorrei addirittura poter avere nativo su Mac.

Purtroppo pero’, nonostante tutti gli sforzi, dopo diversi mesi il sistema inizia a soffrire di tutti i problemi di sempre, tempi di accensione colossali, BSOD, DLL e librerie varie che confliggono etc etc.. forse colpa del macchinosissimo registro, forse anche solo di software di terze parti scritto male, ma il frustrante risultato è che comunque, se vuoi ritornare a lavorare bene, devi spianarlo!

Non che Linux abbia meno problemi , forse di natura diversa, madipendenze, driver, e coerenza di interfaccia, possono generare altrettanti guai, soprattutto sul versante produttivo, ma col pinguino sono meno esigente, ho sempre pensato che a volte la risuluzione di un problema è la benvenuta se offre stimoli per apprendere qualcosa di nuovo 🙂

Devo invece dire che OSX mi ha dato moltissime soddisfazioni, sul breve periodo ho dovuto cambiare diverse abitudini non consuete: dalla chiusura della finestra a sinistra, il tasto mela e i tasti funzione della tastiera al’uso dei widget fino alla global menu bar. Dopo qualche pero’ ho iniziato ad apprezzare quelle modalità, ed ora che ci ho preso la mano, devo dire che alcune cose migliorano, altre semplicemente di ci abitui, ne meglio ne peggio.

Ma tornando ai pinguini, nche la lucida lince, qualche giorno fa è passata dalla gabbia (sempre vmware), ma quello che ho visto è stato sufficente per affascinarmi ed ho quindi deciso, dopo due anni di ritornare ad usare ubuntu come default del GRUB, quindi da ieri, la lince è diventata il sistema predefinito del mio pc di casa!!

Ho iniziato subito ad usare quel meraviglioso componente che nessun sistema operativo proprietario potrà mai sognarsi: il Software center! l’immancabile Gimp, Inkskape, Transmission, Audacity, tutti installati con un click leggendo bellissime descrizioni dei prodotti.. mancano solo le recensioni, e poi sembra di stare sull’App store di Apple, con un incommensurabile vantaggio: niente carta di credito, tutto rigorosamente free 🙂

Bella sorpresa trovare dirattamente nel database, software come Calibre, e bellissima sorpresa è stato che software come dropbox e boxee, scaricati dai rispettivi siti, si sono comportati davvero brillantemente… : click sul link, e download del pacchetto deb, click su installa, lui sicerca e ti installa tutte le dipondenze, et voilà, te lo ritrovi nel menu dei programmi, il tutto velocemente, senza domande astruse o richiesta di conferma eccessiva con relativi messaggi che ti suggerisce l’idea che i programmi che scarichi da internet possono essere dannosi 🙂

Nonostante l’icona di Firefox svetti fiera sia durante l’installazione che come icona di lancio, non riesco più fare a meno dell’esperienza che mi da WebKit, per cui scarico anche Chromium, e in un attimo mi sento a casa, si, sarà lui il mio browser di defaul! La sincronizzazione tra preferiti e history ormai lo puoi fare tra qualsiasi browser, ma purtroppo la volpe di fuoco non mi soddisfa più, forse sarà che non faccio uso di tante estensioni, e quelle che uso io ci sono anche per Chrome, ma dopo due anni di Safari su Mac e Chrome di Win, mi pare di percepire la differenza al volo, come un retro gusto di due vini diversi.  Con WebKit mi sento molto più casa 🙂

Anche il lettore multimediale emula il più blasonato itunes di Apple: oltre ad analizzare, organizzare la propria musica, puoi anche acquistare musica su Ubuntu one, oltre ai bellissimi plugin di accesso a Jamendo, che sta diventano un abitudine abbastanza frequente per me, lo scaricamento automatico delle copertine degli album funziona anche molto bene.

L’idea della social bar mi piace davvero molto, purtroppo pero’ ancora non mi è chiaro il suo funzionamento, cerchero’ di capirla meglio col tempo, pero’ il fatto che da subito non abbia capito mi fa pensare che non sia solo colpa mia, ma staremo a vedere più avanti, alcuni problemi anche con ubuntu one, ma credo che siano dovuti a sovraccarico dei server, del resto, è uscita la versione 10 da pochi giorni, io che il servizio l’avevo già attivato, mi mettero’ in coda ad aspettare tutti i nuovi arrivati :). Ad ogni modo, altra similitudine con Apple, mi sembra di rivivere gli stessi problemi che aveva mobileMe.. quindi… promette bene 😉

Devo dire che un dettaglio che mi ha colpito molto, è stato al primo avvio di openoffice:   indovina dov’è L’intruso?

Beh, non c’è nulla di male a rebrandizzare un prodotto dopo l’aquisizione di un azienda, ma se già il logo di Sun lo ritenevo un po’ invasivo, quello di oracle mi stona proprio.. ma forse è solo un sentimento emotivo più che un ragionamento logico, sarebbe come vedere una distro denominata Microsoft Linux!!

Non mi ha impressionato l’app predefinita per le foto : F-spot, le intenzioni sono proprio quelle di emulare iphoto, ma la strada mi pare ancora lunga: gli ho dato in pasto le mie 8000 foto e non ha reagito bene: vedremo dopo un uso quotidiano come si comporterà..

L’impressione generale, almeno come l’ho interpretata io, è quella di usare un SO Ubuntu, non una linux qualsiasi, come ha detto il “benevolo dittatore” Shuttleworth “ubuntu non è una democrazia, è il prodotto di un azienda, sorpresi?“, quindi è una direzione coraggiosa ed interessante, ed i nuovi annunci prospettano una direzione ancora più radicale su uno dei componenti chiave dell’interfaccia: il progetto unity. Comunque stiano tranquilli i pinguini più puristi, se ubuntu non piacesse più.. Debian (e Gnome), grazie anche ad ubuntu, sta diventando sempre più usabile oltre alla proverbiale stabilità.

Ad ogni modo, queste sono solo impressioni a caldo, con Linux, il vero momento saliente arriva quando sarà necessario riavviare con Windows, se la cosa sarà necessaria troppo spesso, forse, anche sta volta, la pigrizia prenderà il posto dell’esplorazione, ma spero vivamente di resistere almeno qualche mese, per fare un confronto diretto con i 10 mesi di widnows 7, mentre il macbook mi accompagna serafico e mi osserva divertito.

Ubuntu OSX 10.04

Avevo già letto molto, e anche provato la beta1 di questa nuova lucida versione del Pinguino desktop più famoso: la ubuntu versione dieci!

Le tendenze implicite ed esplicite di rendere l’interfaccia di ubuntu (gnome) sempre più simili a quelle dell’ OSX della Apple, sembrano giungere nel momento più opportuno, quando anche il numero di versione passa dalle unità alla prima decina, come era stato a suo tempo col passaggio del vecchio “system 9” al nuovo nteXtstep ribattezzato Macos, con l’aggiunta della X tanto casa agli amanti di unix, ma che coincide perfettamente col numero di versione (in numero romano.

I cambiamenti mutuati dal sistema della mela sono davvero molti, ma nell’insieme l’esperienza utente, per le mie abitudini, mi è piaciuta molto, ma il fatto che le dichiarazioni di Mark Shuttleworth erano esplicite in questo senso, rende la mossa molto più elegando di quando Ballmer disse che la nuova barra di Windows non avesse affatto scimmiiottato quella di osx : copiare non significa per forza rubare, a volte è salutare.. si rischia persino di migliorare l’originale, ma rendersene conto e dichiararlo ne è un requisito!

L’installazione è sempre più gradevole ed efficace, ed il passaggio dalle tinte marroni a quelle violacee è radicale ma coerente: accostare il viola con l’arancione non era facile, il risultato molto gradevole.Il tanto discusso spostamento dei bottoni di chiusura finestra da destra (windows like) a sinistra (mac style) all’inizio disorienta un po’, ma devo dire che dopo qualche minuto ci si fa la mano anche se forse io non faccio molto tempo: uso abitualmente sia mac che windows, e quindi sono abituato a cercare i bottoni con gli occhi prima di muovere il mouse. Altra novità grafica è il tema di default che ha i menu grigio scuro: ho sempre amato i temi scuri, e questo mi piace davvero, ma.. ad ognuno la sua, in fondo qui si tratta di gusti personali e poi, si cambia con un click!

Andando a vedere le funzionalità, mi salta subito all’occhio l’integrazioni con il Cloud: cambiate lo stato dei vari twitter o facebook direttamente dalla barra di sistema (in alto a destra) da veramente l’impressione di avere un sistema operativo integrato con le varie identità in rete e non delegato alle varie applicazioni, cosa comunque sempre possibile.

Altre belle integrazioni con servizi di rete sono il servizio ubuntu one, che grazia ad una funambolica integrazione mi ha permesso di sincronizzare i miei contatti (e non solo) presenti sull’ iphone con il sistema operativo, nulla da invidiare al servizio di apple mobileMe!

Anche il settore multimediale non è da meno, l’ottimo Rhythmbox assomiglia sempre di più ad iTunes: musica, ma anche podcast sono organizzati davvero molto bene, ed anchje qui, l’integrazione con Jamendo, last.fm e una directory di web radio ne fanno uno strumento perfettamente adeguato ai tempi della rete.

Il software center stà davvero diventando molto friendly: anni luce avanti rispetto al vetusto synaptic, dove sfogliare le categorie diventa una cosa quasi divertente e da visibilità anche ai meno esperti dell’enorme parco software disponibile grazie alla licenza open source: una sorta di app store, ma tutto rigorosamente free e di ottima qualità: molto semplificata anche l’aggiunta delle fonti, che non è più una cosa da smattoni, ma diventa una possibilità sempre più alla portata dell’utente.

L’impressione complessiva dei cambiamenti è quindi un “lavori approvati da Archimedix”, per quello che vale :))

Ad ogni modo questa è un impressione “a caldo” dopo poche ora dall’installazione, saranno necessarie molte più ora di utilizzo per far emergere eventuali magagne, ma ho apprezzato molto lo sforzo di rendere linux sempre più usabile e sempre più orientato a cio’ che l’utente vuole fare, piuttosto che aggiungere funzionalità “sotto il cofano” che possono apprezzare solo una minoranza di utenti, funzionalità che sono essenziali, ma che preferirei analizzare in separata sede.