T-Learning, le tavolette a scuola


Dopo l’ E(lettronic)-Learning e  il M(obile)-Learning ora è il tempo del T(ablet)-Larning.

Ma oltre alle sigle ed ai neologismi, l’utilizzo di strumenti ultraportatili da tenere in borsa, con capacità di calcolo e dimensione del display che si avvicinano a quelle di un vero e proprio computer, possono davvero cambiare il modo di affrontare alcuni aspetti delle nostre vite e delle nostre professioni. Parafrasando Mc Luhan: “lo strumento è il messaggio”

Come promesso, il tema che vorrei qui affrontare è l’uso del tablet nella didattica, ovvero l’utilizzo del che se ne fa in classe e fuori, da parte dei formatori e da parte degli allievi.

Nativi Digitali / Net generation

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Una delle frasi che sento più spesso dire è: “I ragazzi di oggi conoscono le tecnologie meglio de loro insegnanti”. Due considerazioni su questo punto.

1) I cosiddetti Nativi Digitali NON conoscono affatto le tecnologie, ma ci sono abituati e ne hanno dimestichezza. Per loro non c’è nulla di straordinario nell’ avere un mappamondo sul proprio computer dove puoi zoommare fino ad arrivare a vedere il tetto di casa tua. Solo una generazione fa, questa, sarebbe stata una scena di un film di fantascienza: qualsiasi informazione sempre disponibile a tutti gli abitanti della terra.

2) La categoria degli insegnanti è davvero ampia e molto eterogenea. Quindi potreste incappate in un formatore senza paura dell’innovazione che confermerà quanto scritto al punto 1. Se invece incontraste un “nemico dei computer” allora quest’ultimo inventerà di tutto e troverà mille attenuanti per non affrontare una semplice verità: usare questi strumenti è davvero facile!

Se, per un non-nativo imparare ad utilizzare un computer rappresenta notevoli difficoltà come l’utilizzo del mouse, la gestione dei files e del sistema operativo, l’introduzione dei tablet e soprattutto e dei loro ecosistemi (iOS, Android), riduce di molte grandezze queste difficoltà. Si accorcia così la distanza tra quello che voglio davvero fare e la strada per ottenerlo.

Purtroppo o per fortuna, la presa di coscienza della effettiva facilità d’uso passa quasi esclusivamente per la fase esperienziale e non c’è nessuna cosa che si possa leggere od ascoltare, nessun libro, nessun manuale che potrà convincere nessuno di questo, se non una prova su strada fatta con una sana apertura mentale. Purtroppo i pregiudizi possono essere molti e diversi.

Pregiudizi e superstizioni

Tre sono i possibili approcci

-I non-tecnici, dopo la fatica già fatta per apprendere i rudimenti del personal computer, potrebbero rifiutare l’ulteriore sforzo di imparare una nuova tecnologia,

-gli scettici potrebbero considerare il tablet come l’ennesimo gingillo tecnologico alla moda, con funzioni limitate e dal successo passeggero;

-i più tecnici invece potrebbero vedere le “tavolette” come lo strumento per ridurre la loro professionalità che diventerebbe a portata di tutti.

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Le molte persone che ho conosciuto che sono riuscite a vincere le “superstizioni” e ad utilizzare una tavoletta senza pregiudizi, sono quelle che, più di me, hanno abbracciato con entusiasmo questa innovazione.

“Finalmente qualcosa di semplice, che ti lascia fare quello che vuoi senza una laurea in informatica”, Angelo 66 anni. “Non ho mai voluto imparare ad usare il computer e pensavo fosse troppo tardi, ma con questo (un ipad in mano), ora non ho bisogno di imparare nulla, lo so già fare, e mi diverto pure” Rosa, 58 anni.

T-Learning

Nello stereotipo comune, l’utilizzo del tablet viene ricondotto alla sola sostituzione dei libri di testo che “appesantiscono gli zaini degli studenti”. Se In prima istanza questo approccio può considerarsi lecito, dobbiamo però prendere atto che siamo in una fase primitiva.

L’utilizzo di una tavoletta nella formazione rappresenta la contiguità tra studio e divertimento, tra lavoro e passione, tra scuola e casa.

Spesso i nostri studenti vivono la tecnologia come segue: “Computer anteguerra a scuola e pc fiammanti a casa”, ma in tasca portano sempre uno smartphone (una mini tavoletta) sempre connesso con il mondo.

Il tablet unisce implicitamente più aspetti positivi:

  • il vantaggio quello di avere uno strumento privato e personalizzabile (senza eccessi), facilmente controllabile sia a casa che a scuola.
  • Il vantaggio di non doverlo spartire con altri membri, di casa come a scuola
  • Il vantaggio di avere, anche a scuola strumenti veloci ed efficaci
  • Il vantaggio per le scuole di non dover spendere troppo per l’aggiornamento del parco macchine ed il cablaggio delle aule di informatica.

E questo vale sia per i ragazzi, che per gli insegnanti. Le implicazioni più interessanti, però,  sono intergenerazionali e interprofessionali ovvero nei metodi di insegnamento/apprendimento.

Uno dei primi fattori innovativi sta nella possibilità di avere letteralmente lo stesso  strumento di lavoro sia a scuola che a casa, creando quindi l’opportunità di fondere la lezione in aula con i compiti e lo studio a casa.

Pensiamo ad  esempio ad una lezione dove parte del lavoro sia fatta in classe, parte a casa e perchè no, parte all’aperto. Modelli didattici come il cooperative-learning ed il flipped-classroom  potrebbero venire estesi dalle applicazioni proprie dei tablet.

Regalare software

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Un effetto davvero sbalordivo è che in 20 anni di formazione, non si è mai verificata la concreta possibilità di “regalare” agli allievi gli stessi programmi usati a scuola (legalmente) fatta eccezione per qualche software open. Con il tablet, quindi, anche in aula, i ragazzi utilizzano lo stesso strumento con cui a casa giocano e si divertono. Ne consegue che ne avranno maggior cura.

In questo modo, sia i materiali forniti in classe sia quelli autoprodotti, privati e non, sono sempre accessibili dallo stesso dispositivo (servizi Cloud) , senza dimenticare che potranno essere disponibili una volta terminato il percorso di studio

Questa modalità abilitana lo scopo principale della formazione, che è quello di concentrarsi sui contenuti, con una curva di apprendimento dello strumento tendente a zero.

Nell’organizzazione scolastica invece la cosa più interessante è che ogni aula può diventare un aula di informatica se e quando gli insegnanti e gli studenti lo decidano. Questo slega il concetto di informatica dal concetto di cultura digitale, fondamentale per evitare estremismi tipici dei nostri tempi: o l’informatica viene osannata come la soluzione a tutti i mali, oppure viene ghettizzata come “roba da tecnici”.

Tablet VS Desktop

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Per tutti i nostalgici che non vogliono credere che il tablet sostituirà il PC, il mio parere è che non ci sarà nessuna sostituzione: i computer esisteranno in così tante forme che addirittura ne potremmo indossare alcuni. Per alcune professioni sarà ancora sempre necessario sedere ad una scrivania, mentre altri dovranno continuare ad usare software non adatti ai tablet. Ma probabilmente, in ogni caso tutti avremo a che fare con questi dispositivi: possiamo quindi criticarli, combatterli o subirli, ma abbiamo anche il dovere di conoscerli e sperimentarli con la preziosa opportunità di guidarne lo sviluppo, anticipandone pericolose derive dando seguito al sistema preventivo.

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