iBooks Author Template – Absolutely Empty

Finalmente qualcuno ha pensato bene di colmare una grossa lacuna in quel fastidiosamente semplice software di Apple, per realizzare gli iBooks.

Un nuovissimo e vuotissimo template, di soli 200 kB, per tutti quelli che vogliono iniziare da zero, senza nessuno schema precostituito dai fanatici della siamo-tutti-grafici Apple!

Puoi scaricarlo sul tuo mac, salvarlo nella cartelle predefinita dei modelli, e tutte le volte che farai un nuovo ibook, sceglierai il modello “Absolutely Empty”, così ti troverai una bella schermata bianca, nessuna fastidiosissima preimpostazione, nessuna pagina di esempio e nessun testo scritto in lingue incomprensibili che possano disturbare la tua creatività.

Nessuna entry nel glossario, nessuna immagine di copertina, nessun book-trailer video, nessuna copertina nell’indice, niente di niente che ci possa distrarre dal bianco infinito…

Image

Disclaimer

Questo articolo è volutamente ironico e sarcastico, scritto per sorridere delle inerzie del passato ed a memoria di un futuro remoto dove davvero tutti potremmo ridere di queste inezie.

PS: e per tutti quelli che: “dopo anni di e-publishing con DPS o XML su inDesign” chiedono lumi circa l’orientamente verticale, questo Template lo disabilita di default, in modo da non doversi preoccupare che Apple decida per me cosa deve succedere se giro il mio iPad 🙂

Annunci

iPad quotidiano

Da quando ho comprato il nuovo gioiellino, ho fatto numerosi esperimenti, tecnici,di usabilità, di compatibilità e di semplicità.
Tutte le prove che posso fare, sono comunque mediate da utilizzi classici,mentre lo strumento è qualcosa di estremamente nuovo e sono necessarie nuove prove.
La più importante prova sul campo è quella di utilizzare lo strumento per quello che è: un personal computer. Per fare questo ho iniziato a forzarmi di usare l’ipad al posto del computer per fare cose “tradizionali”: finche si tratta di mail, foto e video, il paragone non regge proprio, l’ipad vince alla grande, la risoluzione dello schermo consente una qualità eccezionale, video in HD ed interfaccia touch rendono l’esperienza molto intuitiva ed intrigante.


Sul versante produttività, ho provato due componenti della suite di iWork: Pages e keynote: dalle prove fatte risultano molto ben fatte, intuitive e potenti in se, quello che le limita è pero l’integrazione tra loro e con elementi esterni. La cosa più frustrante è che per prendere un immagine da Internet e inserirla dentro una presentazione ,devo uscire, salvare l’immagine dal browser al rullino, e poi inserirla dal rullino all’applicazione 😦
Da diverso tempo poi, uso dropbox come deposito personale di quasi tutti i miei documenti, l’ app consente di visualizzare moltissimi tipi di documenti, ma il fatto che non posso scaricarne un ppt ed aprirlo con keynote, questo è davvero un grosso limite. Quello che davvero manca per essere utilizzato come computer produttivo è quindi una area condivisa dalle applicazioni per scambiare i documenti.
le soddisfazioni più grandi invece le ho avute in 2 occasioni e non riguardano tanto le funzionalità quanto l’usabilità.
La prima è stata quando, di fronte alla richiesta di un amica, le ho proposto di scrivere la sua tesina con il mio iPad anche se non lo aveva mai usato prima.
L’impatto iniziale è stato subito molto friendly, e in pochissimi minuti la vedevo maneggiare la tastiera virtuale in modalità landscape con la stessa velocità che avrebbe utilizzato su quella fisica del suo netbook.

Un altro esperimento interessante è stato quello di dover andare ad una riunione di lavoro a Roma, presso l’università pontificia salesiana: mentre facevo i preparativi , ho deciso di snellire al massimo il bagaglio, lasciando a casa il mio macbook, per obbligarmi ad usare iPad per ogni situazione.
Di fronte ai miei 2 interlocutori, ho quindi sfoggiato con disinvoltura il mio “portatile”, anzitutto presentandolo come tale, e solo dopo alcuni secondi la domanda è apparsa: “ma quello è il famoso iPad?” la risposta affermativa è arrivata senza porre l’accento alle sue innovazioni, anzi minimizzandole per favorire la comprensione ai miei interlocutori non più in giovane età. Abbiamo visto assieme alcuni siti, ho mostrato il sistema di e-learning, che era l’oggetto della discussione, ed infine ho preso appunti sulle loro esigenze semplicemente con l’app nativa notes.
Nel pomeriggio poi, non ho resistito ed ho anche mostrato loro alcune peculiarità della tavoletta, ma l’obbiettivo di usarlo in una riunione, ha chiaramente messo in luce tutti i vantaggi rispetto ad un pc tradizionale, dove lo schermo, normalmente, diventa uno scudo che non consente di essere visto su due lati di un tavolo, se non assumendo posizioni innaturali per poter sbirciare tutti lo stesso monitor.


I tempi ridotti a zero di accensione e spegnimento, poi, mi consentono di poter scrivere in treno o in aereo sfruttando tutti i secondi disponibili, senza dover pensare ad un “salva” , spegni, stacca o esci, ma semplicemente premendo un tastino e ritrovandomi tutto salvato e frezzato fino al prossimo utilizzo.
Devo quindi dire che sono molto soddisfatto dall’usabilità ma spero vivamente che il multitasking introdotto nel firmware 4 possa quantomeno attenuare i limiti dovuti alla mancanza di una zona comune per la memorizzazione dei documenti.
Stiamo a vedere le prossime prove per altri utilizzi.

un altro giocattolo nuovo, un giorno intero con l’iPad

E’ da gennaio che pensavo al giorno in cui mi sarei dotato anche io del tablet della mela, chi mi conosce sa che non faccio parte dei feticisti di Apple, ma sono sostanzialmente molto curioso sulle nuove tecnologie, e dopo l’iphone, la tavoletta mi dava l’idea di qualcosa di cosi’ nuovo che.. già da diversi mesi, pensavo di acquistarne una.

Quando era uscita negli states, avevo anche chiesto ad un mio amico li per averne una prima che fosse commercializzata in Italia, ma poi, mi è passata la smania di averla prima degli altri, e cosi’, NON l’ho prenotata prima, e NON ho fatto code del primo giorno in Italia. A quelli che mi chiedevano quando (e non SE) l’avrei comprata, dicevo di non aver fretta, ed infatti stavolta fretta non c’era.

Lunedi’ (31 maggio) mi è capitato di scambiare 2 buzzate sull’argomento, e mi sono reso conto, più che mai, che tutto l’hype, tutte le ignoranze, tutto il gran parlare su questa tavoletta ha creato tantissima confusione, tantissime aspettative e anche tante disillusioni e male informazioni. Personalmente cerco di farmi delle opinioni (non solo nel campo informatico) più oggettive possibili, cercando sempre di vedere le cose da più angolazioni possibili, ma soprattutto, cercando di fare esperienze dirette, cose che ritengo assolutamente indispensabili , almeno nel mondo della tecnologia.

Troppo spesso di danno PRE-giudizi, basati su cosi’ tanti fattori, che l’aspetto più strettamente tecnico viene sempre tralasciato, faccio alcuni esempi:

Ma.. quel cosi li.. Telefona anche?

Ora, la funzione telefonica, abrebbe anche potuto essere aggiunta, certo, ma vi immaginate portare all’orecchio un display da 10 pollici? sarebbe a dir poco ridicolo, oltre che scomodo.

Mah..  a cosa serve?

Beh, ti sei MAI chiesto a cosa serve un  PC? rispondi a quello prima, poi io rispondo a te!

Sissi, bello, pero’ costa troppo!

Beh, certo non è un oggetto economico, ma cosa intendi per tropppo? Se è troppo per le tue tasche, beh, non ci posso far nulla, forse avrai ragione, ma solitament eil troppo si riferisce a qualche paragone: troppo rispetto a cosa?  rispetto ad un telefono? ad un PC?

Vediamo un po’:

Iphone 3GS 16 GB : 599 Euro   (costa 100 Euro più del mio Ipad, che ha la stessa memoria ma ha un display doppio) OK, non costa più dell’ Iphone ANZI!, e se analizziamo i prezzi di altri smartphone della stessa fascia (Nokia, Htc), i prezzi sono perfettamente in linea con iphone.

Netbook, ce ne sono da tutti i prezzi, ma se si vogliono prestazioni e design, non è difficile trovare oggetti belli come il nuovo modello dell’ acer o di asus , che pero’ si aggirano attorno allo stesso prezzo: 499 Euro

Non pretendo certo di fare un analisi esaustive ne comparativa, iPad non è certo da considerarsi a basso costo, ma dire che costa Troppo, beh, sarei curioso di sentire la seconda parte della frase: “Costa troppo rispetto a…..”

Ma la cosa che sento dire più spesso è “l’iPad, come tutti i prodotti Apple, sono per fighetti a cui piace il design!”

Beh, grazie al cielo, non faccio parte ne dei Apple Fan-boy, ne sono mai stato sensibile alle forme estetiche, basti vedere il mio PC fisso di casa che non ha mai avuto un case dove alloggiare, ma è distribuito tra piastra madre e vari HD appoggiati su uno scaffale! Ma con questo non dico che sia una cosa completamente falsa.. ci sono in giro un sacco di Apple Fan, che spesso fanno a gara a chi ha avuto il suo primo Mac, ci sono un sacco di esteti che comprano oggetti di design, anche se questi hanno schede elettroniche dentro, ci sono in giro “ragazzini affascinati da oggettini Cool”, ma soprattutto, ci sono in giro dei FANATICI, che non giovano certo alla discussione.

Interessante la definizione trovata su Wikipedia, con una bellissima citazione :

« Il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno »   George Santayana

Frasi del tipo:

Linux è il sistema operativo migliore in assoluto.

Ho sempre usato (Windows/Apple) e non cambierò Mai.

Non comprero’ MAI un computer Apple (o windows)

Possono restare come commenti da bar, ma quando le sento in una seria discussione tecnologica , normalmente se riesco a trattenermi dallo sbottare, taccio e concludo il discorso: non si puo’ conversare con uno follemente (anche se sinceramente) convinto che il suo entusiasmo ossessivo o il suo zelo sia oggettivo.

Fino ad oggi non avevo MAI scritto nulla riguardo all’ iPad, non perchè non avessi nulla da dire, ma perchè potevo solo riportare cose scritte da altri, o supposizioni ed immagini, ma dopo la chiacchierata di Lunedi’, avevo davvero voglia di scrivere queste cose. All’indomani mattina ho fatto una telefonata ad un rivenditore Apple vicino all’ufficio dove lavoro, al quale ho fatto una domandina semplice semplice… avete ancora qualche iPad in magazzino? ..non mi aspettavo certo una risposta affermativa ma.. con mia grande sorpresa, la rsiposta è stata “Abbiamo ancora un solo modello a 16 e 2 a 32”.. beh, cosa potevo dire se non “allora mi metta da parte il 16 GB, che scendo e lo prendo”.

Ed è cosi’, inaspettatamente che, sfruttando la festa del giorno dopo (2 giugno) ho fatto una full-immersion da mattino a sera sulla tavoletta melosa.

Inutile dire, perchè l’hanno già detto tutti, che la sensibilità del touch screen da una sensazione davvero intensa di controllo, molto più dell’iphone, che la maggiore soddisfazione è quella di utilizzarlo a letto, sul divano o anche in piedi, ma ora è ancora troppo presto per fare una recensione “operativa”.

Mi sono ripromesso di utilizzarlo “al posto” del pc, in modo da poterlo recensire per quello che è : un computer senza se e senza ma, ho quindi scaricato la suite iwork mobile, e nei prossimi giorni, viste le esigenze, provero’ a creare delle slide e dei documenti, provero’ ad usare per posta e internet, e perchè no, anche per accedere via shell ai miei servers 🙂

Una cosa che posso dire da subito è che la tanto attesa applicazione per gli ebook, ibooks, è bellissima , ma molto lenta e , forse, non cosi’ tanto usabile: mentre il recentissimo aggiornamento di Stanza che la rende nativa per iPad, promette molto bene ed è assai più veloce.

Stay tuned per una vera recensione nei prossimi giorni.

Nuovi sistemi operativi crescono

Dopo la mia ultima ubuntificazione, mi sono rimesso a guardarmi attorno sull’ambito dei sitemi operativi, e devo dire che, rispetto agli ultimi anni, c’è parecchio fermento in un area dove i giochi sembravano essere chiusi da molto tempo. Certo, il fermento è dovuto soprattutto all’introduzione di nuove tipologie di hardware, dagli smartphone ai tablet fino ai netbook, ma il pinguino africano sembra davvero in ottima compagnia.

Nell’ultimo Google i/o sono state mostrate alcune delle caratteristiche che potrebbero far ben sperare sul futuro del progetto ChromeOS (ChromiumOS).

Le caratteristiche di questo SO sono davvero interessanti, l’idea di utilizzare un browser come SO certo non è nuovissima, ricordo ancora la prima volta che provai il BizantineOS, una distro linux basato su XUL di Mozilla, ma l’implementazione di Google ha dei punti di forza davvero eccezionali e l’integrazione tra il web e il sistema locale è molto armonico. Tra le funzioni che dal web sono integrate sul PC troviamo la nuova funzione di installazione delle web app e il Chrome web store, mentre con webgl e le librerie native client è addirittuta possibile giocare a quake, dentro al browser!!

Non mi è ancora chiaro il target di questo sistema operativo, ma forse non è nemmno chiaro come si svilupperanno i computer a livello hardware: la suddivisione stà diventando sempre più capillare e siamo solo all’inizio. Per definire un oggetto con finalità di computazione oggi, non è più sufficente parlare di computer, ma dovremmo, perlomeno, declinarlo in modo più specifico utilizzando i neologismi nati di recente: smartphone, netbook, tablet, set-top-box, mediacenter, laptop, notebook, e per le fasce industriali, Workstation, servers rack, mainframe, Cloud!!!!

Google ha ben 2 Sistemi operativi, oltre a chromeOS, anche Android entra a pieno diritto nella categoria.

Anche Apple , dopo Mac OSX, ha un altro SO molto famoso ed in continua evoluzione MacosxMobile, già piazzato su milioni di iphone e, dopo il lancio dell’ iPad con lo stesso OS, le prospettive di crescita fanno ben sperare sulla sua diffusione.

Microsoft invece, non riesce ad uscire dalla logica del PC generalista, anche se la Xbox stà diventando un prodotto davvero ricco, e le anteprime di Windows phone 7 lasciano intravedere qualcosa di davvero originale.

Ma tutto il fermento del settore si nota dall’avvendo di nuovi players, piccoli e grandi.

La prima interessante novità è costituita dalla fusione di 2 sistemi basati su Linux, sviluppati da 2 grossi nomi: Intel e Nokia. Il primo aveva dato vita al progetto MobLin, la seconda al progetto Maemo, entrambi 2 SO adattati per i netbook: il risultato è appena uscito in versione 1.0, si Chiama MeeGo. Purtroppo non son riuscito a vederlo all’opera: scaricando l’immagine dal sito, sia vmware su Mac, che virtualBox su ubuntu, non riescono ad avviare la macchina 😦 , ma le recensioni in giro ne parlano molto bene, unica cosa che non mi convince è la grafica.. un po’ troppo fumettosa per i miei gusti 🙂 .

Per restare in casa Nokia, sono da tenere in considerazione 2 fatti importanti, il primo è che nokia aveva acquisito Trolltech, e quindi ora ha acquisito i diritti per le librerie QT, alla base di molte applicazioni libere, e cuore di KDE, l’altra è che di recente ha rilasciato in Open Source il SO Symbian, che potrebbe avere sviluppi molto interessanti.

Tra le mosse dei Big del settore, spicca l’acquisto di Palm da parte di HP, che ora potrebbe utilizzare il Sistema operativo webOS, creato per lo smatphone Pre , magari anche per prodotti nuovi e diversi, visto anche la cancellazione del progetto Slate, che, assieme a Microsoft,  doveva costituire il rivale di iPad.

Ma mentre i big del settore creano, sondano, acquisiscono e brandizzano, dalla comunità Open Source si sta facendo largo un po’ di aria fresca. il progetto GNU, ma soprattutto Linux ha ormai dissolto qualsiasi dubbio sul valore, sulla qualità e sulle energie disponibili nella comunità, ed è con queste speranze che da diversi anni, alcuni sviluppatori, si sono messi a riscrivere sotto licenza MIT il vetusto ma innovativo Sistema Operativo BeOS, dando vita ad un nuovo progetto quantomai interessante: Haiqu : consiglio di ascoltare la recensione di Tecnica Arcana .

Le caratteristiche che fanno brillare questa stella sono sicuramente basate su performance eccezionali, anche grazie al suo target di computer Desktop, senza nessuna pretesa di avere versioni server: veder girare  6 flussi video senza rallentamenti… è davvero emozionante.

Una passione per le mele i’m a switcher

E’ ormai passato un anno da quando, per la prima volta, è entrato nella mia vita un gingillo con la mela morsicata stampigliato.

Era Luglio 2008, quando mi decisi a comprare il nuovissimo e fiammante iPhone 3G.

E’ passato solo un anno, ed oggi mi ritrovo in casa un sacco di meline: a Dicembre ho regalato un ipod, a Gennaio è arrivato il Macbook Pro, poi il wireless Mouse e poi il Time Capsule, ed ora smanio dalla voglia di avere tra le mani il nuovo iphone 3GS.

Scrivo questo post in risposta a tutte le persone che mi hanno chiesto il motivo di questo cambiamento,  con chi mi è più vicino ho già tentato di spiegare più volte questa scelta, ma le obbiezioni che sento spesso sono di 2 generi:

– Qualcuno mi considera un “traditore” perchè negli ultimi anni “professavo l’open source” e usavo solo più Linux

– Qualche vecchio (fanatico) macchista, ricordandomi tutte le critiche che ho sempre fatto ad Apple, mi cita il numero di anni nei quali è sempre stato “fedele” alla mela.

Per rispondere a queste due provocazioni, devo necessariamente fare una premessa spiegando il mio rapporto con il computer.

Fin da piccolo ho amato l’informatica, dal mio primo Philips MSX, con registratore a cassete e il BASIC come sistema, passando dal 286, 486dx, pentium eccetera, il computer è stato tra i primi posti nei miei interessi: gli ambiti di queste passioni erano quelli tipici della cultura Hacker.. “una sana curiosità che ti porta a voler sapere tutti i meccanismi che fanno funzionare le cose”, senza accontentarmi di “pezzi di cibo già masticati e privi di sapore“.

MSX_8020

Ricordo  la sfida con se stessi per scrivere il mio primissimo videogioco (manager di calcio) in Basic e salvarlo su nastro, per poi scoprire che a volte il load non riusciva più a caricarlo e quindi mi “scrivevo” il codice su carta, e molto spesso ero costretto a fare il “resume del backup”, ovvero a riscrivere tutto il codice da capo!!!!!!

Il passaggio al 286 , un VERO Personal Computer, è stato epocale: ben 10 MEGABYTE per salvare tutto quello che volevo!! ma cosa volevo?

Nel frattempo arrivò il mio primo lavoro Vero (da dipendente regolare) era la SETEL, dove facevo il disegnatore CAD, e programmatore CN: quella è stata la mia più grande palestra: davanti ad un 486dx2, con doppio schermo e tavoletta grafica per l’ AutoCad 12, da Lunedi’ a Venerdi’ per 8 ore tutti i giorni… e per 4 ANNI!!

pc-486dx100

Ricordo che all’inizio ero davvero appagato da quando riuscivo a imparare li, usavo XtreeGold al posto di Win3.1, che non sopportavo, perchè con le sue “Finestre” mi toglieva il gusto di usare la tastiera, non potevo usare tutta una serie di comandi (.bat) che mi ero costruito su misura per svolgere le operazioni quotidiane, coma il rinominare file multipli, ricerche particolari e archiviazione di backup, nonchè di trasferimento file ai macchinari.

Dopo 4 anni, mentre cambio lavoro, esce windows 95 (ricordo ancora adesso di averlo installato la notte di natale sul mip PC), rimango subito affascinato di poter usare il mio caro COMMAND.COM, anche dentro un ambiente grafico, che ospite delle applicazioni davvero interessanti: inizio cosi’ ad interessarmi alle applicazioni più svariate, dal fotoritocco al montaggio video (mi ero anche comprato una costosissima scheda di aquisizione video). L’interfaccia del nuovo sistema operativo mi affascinava, il menu di avvio in basso, il multitasking, era molto più facile eseguire operazioni di base, ma restava comunque tutto compatibile ed usabile, persino i miei vecchi .BAT files.

Intanto, il mio nuovo lavoro di Formatore mi metteva a confronto con temi interessanti:

-Il tema della formazione all’uso dei Computer, e più in generale dell’uso delle tecnologie nella didattica

– Creare una rete eterogenea tra PC e MAC (presenti in grandi quantità essendo una scuola grafica)

Fu quindi nel perdiodo in cui iniziai a strutturare la rete, con WinNT server e WinNT workstation, che iniziai utilizzare anche il PC della Apple, il Machintosh. Il rapporto con questa macchina non iniziava troppo bene: Sistema chiusissimo rispetto ai meccanismi che lo facevano funzionare, scarse possibilità di personnalizzazione dei parametri di rete e customizzazione dei componenti del sistema, niente terminale, e nemmeno la tanto decantata interfaccia grafica mi pareva cosi’ semplice, in particolare, la mancanza del tasto destro del maouse, l’odioso tasto mela, e soprattutto il personale che “conosceva il MAC” era assolutamente orgoglioso di non essere tecnico, perchè “non ce n’era bisogno”.

Fu anche in quello stesso periodo che provai la prima volta Linux!!!

Purtroppo anche qui, non ebbi un inizio in discesa, anzi: scaricai il “primo Linux” che mi capitava in mano: Debian 2.0. Una volta finita l’installazione mi ritrovai a fissare lo schermo che  aveva solo un prompt nero che recitava “Login:”!!  Scoprii in seguito che la distro Debian2.0 non era il punto di partenza migliore per usare il sistema Linux.

debian

La rete continuava a crescere e con esse i servizi: dopo qualche tentativo malriuscito di dotarsi di Microsoft Proxy server e Microsoft Exchange server, mi resi conto che avevo bisogno di qualcuno che mi rivelasse le meraviglie di  Linux.

Un bel giorno,  apparve sulla mia strada un individuo con una scritta bianca sulla maglietta nera: ” got root”, un individuo che la posta la leggeva con pine e tutto il resto lo faceva con VI.. diventammo amici dopo breve e lo siamo ancora tutt’oggi : PieroB.

Le attività con Linux iniziavano ad occupare tuto il mio tempo, sia professionalmente che com hobby, installavo ogni distro che incontravo, mentre in produzione si passava da RedHat6.2 a Debian.  Dopo diversi anni da sistemista Windows, e dopo tutte le certificazioni Microsoft (MCP), finalmente avevo un sistema operativo che potevo modellare come da piccolo facevo con il pongo, ed ogni malfunzionamento era un occasione per imparare qualcosa di nuovo e utile.

Verso il 2001, attraverso alcune esperienze con il sistema Fadol, iniziammo a costruire una piattaforma di elearning, che diventerà Maestra, e con essa inizio’ un periodo di 2 anni dove mi sono occupato esclusivamente di programmazione PHP ,ovviamente su piattaforma LAMP, con l’unico strumento veramente essenziale: il VIM!

Dopo due anni di programmazione, nel 2004,  mi hanno affidato alcuni incarici di coordinamento nell’ambito della formazione, e quindi non avevo più tempo per la programmazione e sempre meno per la sistemistica, ed è in questo periodo che ho avuto modo di apprezzare le strategie Apple, non tanto sull’hardware e sul design, quanto sul sistema operativo: il nuovo MacOSX era a tutti gli effetti uno unix (BSD) con un microkernel Open Source (darwin), dove l’interfaccia Acqua e l’ambiente friendly mi parevano molto ben congeniate.

Dopo il cambio di incarichi quindi, sul mio Desktop mi ritrovavo spesso a dover riavviare il mio Linux (che intento era passato da Mandrake a Ubuntu), con Windows XP, per poter velocemente usare strumenti commerciali o anche solo per evitare problemi di compatibilità. E’ in questo periodo che, mentre Debian sui vari server continuava a rafforzarsi ed a dare molte soddisfazioni, il pc utilizzato con Windows iniziava davvero ad innervosirmi, non parliamo poi, quando installai Vista la prima volta.

Era da molto tempo che leggevo pessime recensioni di Microsoft Vista, ma dopo 3 o 4 mesi di utilizzo, non ce l’ho più fatta:  sono ritornato al doppio sistema Ubuntu/xp.

Nell’estate 2008, dopo un attenta analisi del mercato, mi sono deciso a comprare il computer più piccolo e rivoluzionario in circolazione: l’ iphone, un computer che avrebbe anche sostituito il mio telefono!!

Parlo di computer e non di telefonino perchè proprio di questo si tratta: un hardware sufficientemente potente, una versione mobile di MacOSX, ovvero un vero e proprio sistema operativo Unix, delle funzionalità innovative (multitouch e accelerometro) , e soprattutto un interfaccia che mozza il fiato per quanto è intuitiva. Nel complesso quindi, un usabilità senza precedenti su un computer da tenere in tasca.

La sorpresa più grande, è avvenuta quando ho deciso di Jailbreakkarlo, ovvero di eliminare le protezioni di fabbrica di Apple: quando ho potuto, tramite l’applicazione opportuna, “entrare” via shh sull’iphone e lanciare domandi di shell… giuro che è stato emozionante ed entusiasmante, poter guardare l’output di un “uname -a” :)))

Durante l’utilizzo di questo strumento, ho avuto modo di apprezzare notevolmente il design, inteso non come l’aspetto esteriore, ma come interazione tra uomo-interfaccia-hardware,  ed è proprio per questop che ho iniziato ad interessarmi degli altri prodotti Apple.

Quando ho sostituito il mio vecchio portatile Acer, con un MacBook Pro, ho subito avuto modo di verificare quanto, su un dispositivo portatile, sono importanti i “dettagli” hardware. La scocca intagliata da un unico blocco di alluminio (Unibody) rende l’oggetto davvero robustissimo, nulla a che vedere con gli scricchiolii tipici dei portatili quando li tieni sulle ginocchia; il toupad multitouch che supporta le gesture rende spesso inutile un mouse aggiuntivo, lo schermo OLED ha una brillantezza senza eguali e rende l’esperienza molto più gradevole.

Il giudizio sul sitema operativo è sicuramente buono, puoi farci girare applicazioni pluridecorate e constose, come le suite di Adobe, come puoi installare tutti i pacchetti open tramite macports, che girano comunque a proprio agio in un sistema POSIX compliant. Apple utilizza attivamente (spesso collabora alla realizzazione) alcuni standards interessanti, come il Bonjour per la comunicazione in rete locale,  l’802.11n per le connessioni wi-fi e l’h264 come codec video, senza parlare dell’enorme spinta che, assieme a Google, sta iniettando nel mercato con l’adozione di html5 ed il conseguente sviluppo di webKit, l’engine open source nato in ambiente linux (KDE) ed ora alla base di Safari e Chrome.

Ho anche avuto modo di ammirare un oggetto come il “Time Capsule“, che non è altro che un Hard Disk collegato ad un access point, ma il design (nell’accezione specificata più sopra) e il modo d’uso ne fanno un oggetto unico. Il Filesystem dell’hard disk assieme ad un software a dir poco mirabolante, unito alla velocità di connessione del wi-fi (802.11n) costituiscono un agglomerato di tecnologie concentrate in un unico oggetto compatto.

Il servizio MobileMe è un bell’esempio di Sistema operativo integrato col web, ma il servizio più discusso di Apple è invece l’ iTunes.

Devo dire che il modello di Business sui micropagamenti  introdotto da Apple prima per la musica e poi per le applicazioni mi ha favorevolmente colpito: per quello che riguarda il mio personale modo di vedere, io sono più tentato di “rubare” qualcosa scaricandolo illegalmente se ritengo che il costo non sia proporzionato al valore, ma se ho un valore aggiunto all’acquisto in modo legale, allora se puo’ parlare. Questo mi ha anche portato ad acquistare alcuni software, come la licenza per QuickTime full, oppure un paio di app per Mac per svolgere semplicemente alcune funzioni.

apple

Adesso mi deve arrivare il nuovo iMAC in ufficio e forse un mac-server più avanti, e aspetto il pacco già comprato sullo store contenente il nuovo 3GS el il magic-mouse,  quindi la mia passione per le mele continua, non senza critiche, ma con tante soddisfazioni.

Per rispondere dunque a tutti coloro che mi chiedono di questa mia ultima passione, dico che  “in questo momento” la piattaforma della mela mi stà convincendo molto ed ho l’onestà intellettuale di dirlo conoscendo bene anche le alternative, anche quelle più nuove: sono molto contento che Microsoft (con Seven) cerchi un rimedio agli errori del passato (vista) ed ho un’installazione di ubuntu che tengo sempre aggiornata per vederne le evoluzioni.

Come dico spesso, tornassi indietro, rifarei tutte le scelte che ho fatto, perchè non esisterebbe via migliore di quella vissuta 🙂

un safari sul web

Dopo l’arrivo dell’ iphone nelle mie tasche, ma sopratutto dopo l’arrivo del nuovo macbook sulla mia scrivania, ho iniziato ad interessarmi più da vicino al mondo della mela.

Una delle sorprese più piacevoli è stata la visione web-centrica del melafonino, ed il relativo passaggio dal telefono  al terminale, passaggio che è stato decretato dall’appena terminato mobile world congress di Barcellona.

Per quello che riguarda la navigazione da computer ho seguito (da netscape) l’esplosione e la guerra dei browser, fino ad aver (quasi) raggiunto la pace dei sensi quando uscì Firefox: open come mozilla (la suite), leggero e scattante, multipiattaforma, davvero un gioiellino. I temi, ma soprattutto le estensioni con il suo frameword (XUL) ne avevano decretato il successo planetario e mi avevano quasi anestetizzato rispetto alle possibili evoluzioni future, anche perchè la concorrenza era confinata alla nicchia nordica di Opera, seppur pregevole e a suo modo innovativo, ma con licenza non-open e ad uno scattante safari, ma chiuso dentro un solo sistema operativo, quindi pregevole in se, ma poco influente in senso generale.

Mi sono risvegliato da questo torpore di scatto, come durante un sonno profondo quando , senza preavvisi, al ritorno dalle ferie estive, bigG sforno’ il suo chrome.

Guardando la documentazione e le funzionalità, si faceva largo la percezione che qualcosa stesse cambiando anche se ancora non avevo idea di cosa e come: funzioni com il native client mi avevano sbalordito, l’intefaccia con i tab ad occupare un inutile spazio dedicato al titolo è stata davvero geniale e la velocità di esecusione di javascript (ajax) ed in generale di rendering era davvero sorprendente, ancora nessuna traccia pero’, del futuro html5 e solo qualche accenno a css3.

Solo oggi, dopo aver scaricato la beta di Safari 4, mi sono reso conto concretamente di cosa stà per succedere al web!!!

Già qualche tempo fa avevo avuto modo di fare delle riflessioni sui rapporti tra Apple e Google, ma la sorpresa di “toccare con mano” la nuova beta di Safari, mi ha fatto prendere coscienza, sempre di più, del nuovo web che vedremo e useremo.

Iniziando a dare un occhiata alle funzionalità previste da questa versione , la prima cosa che salta all’occhio è il numero(150) e la portata dei cambiamenti.

Tra tutte le novità, il pieno supporto a CSS3 e l’introduzione di alcune delle specifiche di html5, come le API per le applicazione offline (già ampiamente sperimentate da Google con Gears) lasciano sperare che il web rimarrà davvero un posto libero (cit. Pollycoke).

La possibilità di usare un browser (safari 4 in beta) su OSX e su Windows, basato su un engine Open Source (webkit) che abbia un risultato Acid test3 a 100/100 sembra davvero un utopia paradisiaca per chi , come me, sviluppa web application .

l’utilizzo di standard come il Css3 e HTML5, assieme a tutte le possibili derivazioni del xml (come svg), assieme alla relativamente avanzata integrazione della trasmissione di flussi (h264) mi ha fatto immaginare un futuro dove quello che ha fatto Adobe (anzi Macromedia) con il Flash, potrà domani essere fatto con standard aperti ed interoperabili

Questo tipo di visione si è focalizzata nella mia mente molto nitida e mi ha fatto sussultare,  dopo molti pensieri ombrosi fatti su tecnologie ipocritamente dichiarate aperte come  .NET, C#,  dopo aver visto rimedi peggiori della malattia  Wma,Wmv e Silverlight, mi ha fatto vedere la luce in fondo al tunnel, proprio in casa di chi (Apple) è sempre stata additata come Chiusa e piena di brevetti.

Certo, dopo questa visione, non voglio dire che sia tutto rose e fiori per Apple e Google, ma mi pare che alcune scelte vadano in una direzione molto interessante:(non ultima quella di eliminare il DRM da iTunes: il giorno dopo (), io ho dato il mio contributo alla causa comprando orgogliosamente 2 albun dei Pink Floyd anche se li aveo già in formato mp3 🙂

Matrimonio (segreto?) tra Apple e Google

Non è certo un segreto che le due società hanno degli interessi comuni, hanno una partnership su diverse filiere e sono in buoni rapporti, ma prendendo spunto da questa notizia mi è venuta voglia di indagare più a fondo la relazione tra queste 2 aziende.

Da diverso noto che tutti gli speech di google sono fatti usando dei McBook, con la melina di Apple in bella mostra nel video, tutte le slide utilizzano lo sfondino caratteristico di keynote di Apple, ma anche negli screencast di diversi software, uno fra tutti la suite di programmazione per Android, Eclipse, che viene sempre mostrata sotto MacOSX.

Questo in modo particolare mi ha fatto riflettere: se un azienda come Google, volesse davvero promuovere Android come vera alternativa all’iphone, certo non promuoverebbe una piattaforma (macosx) che ha la sua naturale espansione di sviluppo verso il macosx mobile montato su iphone, ma questo è solo uno dei tanti dettagli.

Apple ha sempre inserito i servizi Google tra le sue feautures pi innovative, a partire dalle mappe (sia per iphone, ma anche sul nuovo iphoto), come motore di ricerca predefinito per Safari, come servizio per sincronizzare la rubrica di sistema con Gmail etc etc.

Una delle cose che mi aveva colpito in modo particoare era stato il riconoscimento dei volti: prima uscito su piacasa (Google) e subito dopo apparso su iphoto 09 : che abbiamo la stessa matrice ? Già da agosto 2006, con l’acquisizione di neven Vision Google aveva annunciato il riconoscimento facciale per picasa, ma non mi stupirebbe scoprire che il riconoscimento facciale di iphoto fosse fatto con la stessa tecnologia  di bigG.

Altro argomento interessante sono le persone coinvolte: è stato sufficiente dare uno sguardo al board director di Google e di Apple, per trovare 2 interessanti corrispondenze:

La prima è Eric Schmidt: per i non addetti ai lavori puo’ sembrare un illustre ignoro, ma probabilmente siamo di fronte ad uno dei più grandi strateghi sulle tecnologie (e il bussiness) degli ultimi tempi: basta dare uno sguardo alla sua biografia per rendersene conto (in SUN era CTO del progetto Java, poi  CEO di NOVELL ).

Nel 2001 approda in Google dove i due fondatori sotrici lo inseriscono a pieno titolo in mezzo a loro, tanto che oggi si parla di triumvirato di Google, intendendo Brin, Page e appunto Schmidt.Dal 2006 è nel direttivo di Apple.

La seconda corrispondenza è un certo Dott. Albert Gore Jr. , che il grande pubblico ha conosciuto grazie al film “una scomoda verità”, al premio Nobel per la pace ricevuto nel 2007, meglio conosciuto com AL GORE , l’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’america, o come ama definirsi lui , l’ex futuro presidente, degli Stati Uniti d’America 🙂

Se consideriamo che queste due persone sono a strettissimo contatto con il neo elettro presidente Barack Obama.. beh, credo proprio che abbiano creato una miscela esploriva di cervelli, potere, tecnologia e bussiness, che ha tutte la certe in regola per guidare un eveoluzione tecnologica e traghettare l’intero mercato verso il prossimo futuro, l’unica ricetta per uscire da una crisi che sta erodendo le certezze della civiltà occidentale.

Dando poi un’ occhiatina ai nomi dei direttori delle varie aree, sarebbe interessante andare a scoprire la biografia di molti di loro, ma una delle cose che salta subito all’occhi è un personaggio che risulta tra gli “ingenieri” a libro paga di Google: un certo Vinton Cerf. Anche chi non è addentro al mondo potrebbe (o dovrebbe) conoscere questo nome: qualcuno lo definisce il padre di Internet anche qui, basta un occhiata alla sua biografia, per capire che potrebbe davvero dare un contributo enorme alla rete tutta e uno dei suoi primi progetti da quando è in Google lo sta dimostrando.

Per concluedere, macosx si conferma uno dei migliori OS in circolazione, con la benedizione di Google, che trova in Apple un partner completamente complementare : servizi , e piattaforma web l’uno, hardware e SO l’altro, con delle interessanti intersezioni, sopratuttto in ambito mobile, dove i due sistemi operativi per piattaforme mobile si trovano ad occupare fascie sempre più ampie, uno basato su Linux (Android) uno su BSD (iphone), il primo open source, il secondo proprietario, il primo gira tu moltissimi hardware di terzi, il secondo giro solo un un unico hardware proprietario, entrambi utilizzano servizi online basati su Google, e non mi stupirei se scopèrissi anche la portabilità delle applicazioni da un soistema all’altro.

e Microsoft… inizia a farmi persino un po’ pena :))