Learning Revolution

Sono ormai  quasi 20 anni che lavoro nella formazione, come formatore, poi come coordinatore, poi nello sviluppo di software per la didattica: ho iniziato ad insegnare quando i computer non avevano nessuna interfaccia grafica e costavano milioni di lire.

Molte cose sono cambiate, ma una cosa che non è mai scemata è il desiderio di imparare e, siccome la capacità di apprendere è direttamente proporzionale alla capacità di insegnare, è ancora oggi in me molto forte il desiderio di condividere, specie con chi è giovane ed ha quindi molte meno paure nel mettersi in gioco.

Un paio d’anni fa ho sentito il bisogno di staccare la quotidianità, per poter avere uno sguardo più ampio e poter osservare in modo più oggettivo e consapevole la struttura della società in modo da poter dare il maggior contributo possibile.

Così mi sono preso un anno sabbatico, sono stato qualche mese in diversi posti dell’Asia, e ho insegnato un semestre in una università a Roma, tornando poi al mio “vecchio” lavoro arricchito da un sacco di esperienze e ancora più motivato e perseguire i miei intenti.

Purtroppo però non avevo fatto i conti con le trasformazioni che dentro di me stavano cambiando le regole del “gioco della vita”. la citazione che meglio rappresenta questa sensazione è quelle di Albert Einstein, che disse “Una vola che la mente si è espansa per assimilare qualcosa di grande, non può più ritornare allo stato iniziale”.

Più osservo il mondo in cui sono nato, più mi pare di vedere il ripetersi ciclo della storia, dove grandi imperi, grandi culture che hanno donato cosi’ tanto all’umanità, perdono di vista gli obiettivi che l’hanno resa grande e non possono fare altro che passare il testimone al nuovo che avanza.

Fu cosi’ che la cultura Indiana, poi quella egizia, e poi la cultura greca e quella Romana dovettero lasciare posto a qualcun’altro che, più fresco e più snello potesse continuare l’opera evolutiva dell’essere umano.

Purtroppo la storia insegna che questi passaggi non sono certo indolore, nel passato si traduceva in migliaia di vite umane spezzate, in testi ricchi di saggezza bruciati, il culture completamente cancellate dalla biografia del pianeta.

La nostra cultura occidentale ha ormai da tempo raggiunto l’apice, io pongo questo apice al termine della seconda guerra mondiale, con la strutturazione delle Nazioni Unite, il primo (anche se ormai fallito) tentativo di dare un governo unico ai popoli che abitano il pianeta terra.

Oggi vedo la nostra civiltà vivere ancora di reddito di quelle vette, ma senza nessuna linea evolutiva per il futuro, vedo persone arricchirsi sempre più e vivere alienati dalla felicità, senza nemmeno intuire che cosa li rende cosi’ frustrati e depressi.

L’unica speranza è investire nel futuro, e non c’è modo migliore di farlo se non investire nell’educazione di una generazione di individui che riescano ad invertire il trend, una generazione globale, senza stati e senza interessi privati, che utilizzi la rete globale per informare e costruire un futuro nel rispetto del luogo in cui vivono, globalizzando la localizzazione e condividendo la conoscenza.

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Welcome to the Learning Revolution!