T-Learning, le tavolette a scuola

Dopo l’ E(lettronic)-Learning e  il M(obile)-Learning ora è il tempo del T(ablet)-Larning.

Ma oltre alle sigle ed ai neologismi, l’utilizzo di strumenti ultraportatili da tenere in borsa, con capacità di calcolo e dimensione del display che si avvicinano a quelle di un vero e proprio computer, possono davvero cambiare il modo di affrontare alcuni aspetti delle nostre vite e delle nostre professioni. Parafrasando Mc Luhan: “lo strumento è il messaggio”

Come promesso, il tema che vorrei qui affrontare è l’uso del tablet nella didattica, ovvero l’utilizzo del che se ne fa in classe e fuori, da parte dei formatori e da parte degli allievi.

Nativi Digitali / Net generation

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Una delle frasi che sento più spesso dire è: “I ragazzi di oggi conoscono le tecnologie meglio de loro insegnanti”. Due considerazioni su questo punto.

1) I cosiddetti Nativi Digitali NON conoscono affatto le tecnologie, ma ci sono abituati e ne hanno dimestichezza. Per loro non c’è nulla di straordinario nell’ avere un mappamondo sul proprio computer dove puoi zoommare fino ad arrivare a vedere il tetto di casa tua. Solo una generazione fa, questa, sarebbe stata una scena di un film di fantascienza: qualsiasi informazione sempre disponibile a tutti gli abitanti della terra.

2) La categoria degli insegnanti è davvero ampia e molto eterogenea. Quindi potreste incappate in un formatore senza paura dell’innovazione che confermerà quanto scritto al punto 1. Se invece incontraste un “nemico dei computer” allora quest’ultimo inventerà di tutto e troverà mille attenuanti per non affrontare una semplice verità: usare questi strumenti è davvero facile!

Se, per un non-nativo imparare ad utilizzare un computer rappresenta notevoli difficoltà come l’utilizzo del mouse, la gestione dei files e del sistema operativo, l’introduzione dei tablet e soprattutto e dei loro ecosistemi (iOS, Android), riduce di molte grandezze queste difficoltà. Si accorcia così la distanza tra quello che voglio davvero fare e la strada per ottenerlo.

Purtroppo o per fortuna, la presa di coscienza della effettiva facilità d’uso passa quasi esclusivamente per la fase esperienziale e non c’è nessuna cosa che si possa leggere od ascoltare, nessun libro, nessun manuale che potrà convincere nessuno di questo, se non una prova su strada fatta con una sana apertura mentale. Purtroppo i pregiudizi possono essere molti e diversi.

Pregiudizi e superstizioni

Tre sono i possibili approcci

-I non-tecnici, dopo la fatica già fatta per apprendere i rudimenti del personal computer, potrebbero rifiutare l’ulteriore sforzo di imparare una nuova tecnologia,

-gli scettici potrebbero considerare il tablet come l’ennesimo gingillo tecnologico alla moda, con funzioni limitate e dal successo passeggero;

-i più tecnici invece potrebbero vedere le “tavolette” come lo strumento per ridurre la loro professionalità che diventerebbe a portata di tutti.

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Le molte persone che ho conosciuto che sono riuscite a vincere le “superstizioni” e ad utilizzare una tavoletta senza pregiudizi, sono quelle che, più di me, hanno abbracciato con entusiasmo questa innovazione.

“Finalmente qualcosa di semplice, che ti lascia fare quello che vuoi senza una laurea in informatica”, Angelo 66 anni. “Non ho mai voluto imparare ad usare il computer e pensavo fosse troppo tardi, ma con questo (un ipad in mano), ora non ho bisogno di imparare nulla, lo so già fare, e mi diverto pure” Rosa, 58 anni.

T-Learning

Nello stereotipo comune, l’utilizzo del tablet viene ricondotto alla sola sostituzione dei libri di testo che “appesantiscono gli zaini degli studenti”. Se In prima istanza questo approccio può considerarsi lecito, dobbiamo però prendere atto che siamo in una fase primitiva.

L’utilizzo di una tavoletta nella formazione rappresenta la contiguità tra studio e divertimento, tra lavoro e passione, tra scuola e casa.

Spesso i nostri studenti vivono la tecnologia come segue: “Computer anteguerra a scuola e pc fiammanti a casa”, ma in tasca portano sempre uno smartphone (una mini tavoletta) sempre connesso con il mondo.

Il tablet unisce implicitamente più aspetti positivi:

  • il vantaggio quello di avere uno strumento privato e personalizzabile (senza eccessi), facilmente controllabile sia a casa che a scuola.
  • Il vantaggio di non doverlo spartire con altri membri, di casa come a scuola
  • Il vantaggio di avere, anche a scuola strumenti veloci ed efficaci
  • Il vantaggio per le scuole di non dover spendere troppo per l’aggiornamento del parco macchine ed il cablaggio delle aule di informatica.

E questo vale sia per i ragazzi, che per gli insegnanti. Le implicazioni più interessanti, però,  sono intergenerazionali e interprofessionali ovvero nei metodi di insegnamento/apprendimento.

Uno dei primi fattori innovativi sta nella possibilità di avere letteralmente lo stesso  strumento di lavoro sia a scuola che a casa, creando quindi l’opportunità di fondere la lezione in aula con i compiti e lo studio a casa.

Pensiamo ad  esempio ad una lezione dove parte del lavoro sia fatta in classe, parte a casa e perchè no, parte all’aperto. Modelli didattici come il cooperative-learning ed il flipped-classroom  potrebbero venire estesi dalle applicazioni proprie dei tablet.

Regalare software

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Un effetto davvero sbalordivo è che in 20 anni di formazione, non si è mai verificata la concreta possibilità di “regalare” agli allievi gli stessi programmi usati a scuola (legalmente) fatta eccezione per qualche software open. Con il tablet, quindi, anche in aula, i ragazzi utilizzano lo stesso strumento con cui a casa giocano e si divertono. Ne consegue che ne avranno maggior cura.

In questo modo, sia i materiali forniti in classe sia quelli autoprodotti, privati e non, sono sempre accessibili dallo stesso dispositivo (servizi Cloud) , senza dimenticare che potranno essere disponibili una volta terminato il percorso di studio

Questa modalità abilitana lo scopo principale della formazione, che è quello di concentrarsi sui contenuti, con una curva di apprendimento dello strumento tendente a zero.

Nell’organizzazione scolastica invece la cosa più interessante è che ogni aula può diventare un aula di informatica se e quando gli insegnanti e gli studenti lo decidano. Questo slega il concetto di informatica dal concetto di cultura digitale, fondamentale per evitare estremismi tipici dei nostri tempi: o l’informatica viene osannata come la soluzione a tutti i mali, oppure viene ghettizzata come “roba da tecnici”.

Tablet VS Desktop

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Per tutti i nostalgici che non vogliono credere che il tablet sostituirà il PC, il mio parere è che non ci sarà nessuna sostituzione: i computer esisteranno in così tante forme che addirittura ne potremmo indossare alcuni. Per alcune professioni sarà ancora sempre necessario sedere ad una scrivania, mentre altri dovranno continuare ad usare software non adatti ai tablet. Ma probabilmente, in ogni caso tutti avremo a che fare con questi dispositivi: possiamo quindi criticarli, combatterli o subirli, ma abbiamo anche il dovere di conoscerli e sperimentarli con la preziosa opportunità di guidarne lo sviluppo, anticipandone pericolose derive dando seguito al sistema preventivo.

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Tavolette a scuola, un altra os War?

Da diverso tempo sto seguendo la sperimentazione degli iPad nella mia scuola, e tengo corsi di formazione formazione proprio su questo tema.

Il tema che mi sta più a cuore di tutti non è tanto l’oggetto tecnologico in se, ma la rivoluzione didattica che l’utilizzo di tali strumenti sottende, e su questo scriverò presto un altro articolo.

Quello che vorrei approfondire qui è una questione più specifica, ma anche più urgente per chi sta progettando un’attività in questa direzione, ovvero quale prodotto sia meglio acquisire e quali software utilizzare.

Come spesso accade in altri ambiti (vedi la politica), noi italiani siamo soliti tifare per una fazione e se la cosa va benissimo con la propria squadra del cuore, quando si tifa per una tecnologia, i risultati sono spesso deleteri per tutti. Lo stesso atto di tifare implica il fatto che non si può essere oggettivi, la propria squadra del cuore la si tifa anche se non è la migliore!!

Ed è cosi’ che si ripropone la solita OS-war, la guerra tra i fans di un sistema operativo che era iniziata tra Mac e PC, poi con Linux, ora tra iOS (Apple) e Android (Google), che ovviamente è alimentata dalle rispettive case produttrici e dai mercati.

AppleVSAndroid

Come ha già fatto il carissimo Vittore, vorrei riproporre alcuni spunti di discussione e dare il mio parere su alcuni punti salienti.

iOS contro Android.

Facciamo anzitutto un po di storia: quando Apple lanciò il primo iPhone nel 2007, il sistema operativo si chiamava iPhoneOS, solo dopo il 2010, quando lanciò il primo tabletPC (iPad) ne modificò il nome in iOS e al momento attuale è installabile su tutti i prodotti: iPhone, iPad e iPad-mini.

Android è il nome dell’azienda nata nel 2003 e acquisita da Google nel 2005, che presentò il sistema (basato su Linux) al pubblico nel 2007, subito dopo il lancio del primo iPhone. Le case produtrici di telefoni erano così preoccupate dal futuro successo di Apple che si consorziarono praticamente tutte (escluso Nokia) nella OHA: Come a dire.. tutti contro Apple che non aveva mai prodotto un telefono! Da quel momento tutti i produttori adottarono la creatura di Google con un contratto che consentiva ad ognuna di prendere il codice sorgente da Google e di farne tutte le modifiche che volessero.

Ora, mentre Apple installa il proprio sistema operativo sul proprio telefono e sul proprio tablet, Android viene installato su praticamente tutti gli altri dispositivi di tutti gli altri produttori. Questo comporta un difficile ambito di paragone, sarebbe come paragonare un modello di una macchina, con il motore montato su decine di modelli diversi.

Per questo motivo oggi si può paragonare iPhone al Nexus, oppure al Galaxy S, come paragonare iPad al Galaxy Tab, ma non avrebbe senso paragonare due sistemi operativi senza tener conto dell’hardware sul quale è installato, soprattutto perchè i vari distributori che montano Android hanno un cosi’ vasto parco macchine che vanno da costosissimi modelli ultrapompati a dispositivi supereconomici da 99$.

Costi e prestazioni

Si dice spesso che Apple è più cara della concorrenza: quando si paragonano i costi è anche necessario paragonare oggetti di prestazioni equivalenti, posso paragonare due auto utilitarie, come due sportive come due Su;, dire che la macchina sportiva della Renault è più cara dell’utilitaria della Opel è un ossimoro, ma addirittura dire che un eventuale Renault che producesse solo macchine sportive è più cara della Opel, è decisamente errato.

Se si facesse un attenta e oggettiva analisi delle prestazioni si evincerebbe che paragonando dispositivi con prestazioni equivalenti, anche i prezzi sarebbero equivalenti, provare per credere.

Open source contro la chiusura di Apple.

Un altra fonte di opinioni disomogenee e disinformanti e confrontare un movimento (Open source) con un azienda.

Apple è un azienda che ha il suo obbiettivo dichiarato di fare soldi, e sempre di più. l’ open source è un meraviglioso stuolo di persone lungimiranti che ha dato vita moltissimi progetti aperti e collaborativi tra cui il famoso kernel Linux, rilasciato con una licenza meravigliosamente aperta quale la GPL.

Android è “basato” su Linux, ovvero possiede il nucleo principale dell’omonimo sistema operativo per computer e Google lo rilascia con la licenza Apache, approvata dall’ OSI, quindi può a buon diritto definirsi un software open source.

L’utente comune utilizza Android solo dopo l’acquisto di un dispositivo sul quale è preinstallato, ma la versione che utilizza non è l’originale prodotto da Google, è una versione modificata dal produttore che non viene più rilasciata sotto una licenza approvata come open source. Il risultato è che il sistema installato su tutti i dispositivi che acquistiamo in negozio non si può definire open source, tanto è che chi vuole smanettarci più di quello che il produttore ne consenta, deve procedere allo “sblocco” (jailbreak o rooting) alla stessa stregua di quello che si fa con i prodotti di Apple.

Tutt’altro discorso invece, la famigerata chiusura di apple nell’approvazione di app di terze parti. In entrambi i casi, gli sviluppatori firmano ed accettano un contratto di licenza che stabiliscono i criteri di ammissione delle app nei rispettivi negozi. Si può sicuramente dire che i criteri di Apple sono notevolmente più rigidi di quelli di Google, ad esempio la casa della mela entra anche nel merito dei contenuti, tipo nudità e volgarità, mentre i criteri di BigG sono solo in ambito di utilizzo corretto delle funzionalità.

La strategia di Apple ha l’innegabile svantaggio per l’utente, della censura unilaterale, che ha invece un vantaggio enorme in termini di protezione e stabilità del sistema. La strategia di Google da invece la possibilità a chiunque conosca il Java a di vedere la propria applicazione sullo store ufficiale, con lo svantaggio per l’utente di avere un appstore pieno di App inutili se non addirittura non funzionanti o malevole.

Legarsi le mani ad un unico produttore

Una delle sanissime regole sulla quale si basa la nostra società è la libera concorrenza, che crea merito e profitto tra i produttori e abbassamento dei prezzi per i consumatori. In un mercato di questo tipo quindi, è bene non legarsi troppo ad un unico produttore, e sicuramente Apple è una di quelle aziende che fa di tutto per tenersi ben stretta i propri utenti. Dall’altra parte Google non è da meno con il suo appstore, anche se poi ogni produttore cerca di attirare utenti al proprio brand, vedi Samsung o Amazon, con dei negozi di app alternativi a quello di Google. Essendo poi diverse le versioni compatibili con diversi tipi di telefono, ne deriva una frammentazione spesso fastidiosa specie in ambiente produttivo.

Le specifiche tecniche

Siamo abituati a classificare un oggetto dalle proprie specifiche: se devo comprare una macchina, prendo tutti i depliants e li confronto in base a criteri a me cari: Prezzi, cilindrata, consumi, oppure grandezza del baule, e quando compriamo un telefono, spesso usiamo lo stesso sistema. Anche i computer ci hanno abituato in passato (sempre meno) ad utilizzare gli stessi criteri: quanta Ram, quando disco, quanto è veloce il processore, eppure nei dispositivi ultramobili come smartphone e tablet, questo conta sempre meno.

Su un dispositivo touch, uno dei parametri importantissimi è la reattività dello schermo tattile, bastano 10 minuti di utilizzo per trovare frustrante un ritardo (lag) di decimi di secondo tra un gesto e l’altro sullo schermo. Altro parametro decisamente importante è la robustezza e la maneggiabilità, lo teniamo sempre in tasca o in una borsa, lo lasciamo su superfici più disparate e può cadere a terra più volte nella sua vita.La durata delle batterie è un fattore altrettanto determinante di scelta perchè ci può capitare di usarlo intensivamente per un lungo periodo di tempo.

Questi 3 fattori (ce ne sarebbero molti altri) sono poco inclini ad essere catalogati oggettivamente, mentre è più facile confrontare lo spazio disco con un unità di misura standard, tipo 32 BB, ne consegue che utilizzassimo i soli criteri tecnicistici per scegliere il dispositivo adatto, potremmo fare scelte sbagliate.

Posso installare photoshop?

Apple e Adobe non sono certo due aziende che vanno troppo d’accordo, ma Adobe sembra recuperare terreno avendo un App chiamata photoshop su entrambi gli store dei tablet, lo stesso si può dire per Autodesk. Per le aziende di grosso calibro non è un problema sviluppare per più piattaforme, la differenza dei due store è sostanziale invece per trovare delle app sviluppate da indipendenti (il soffio vitale dell’innovazione) dove sviluppare per la piattaforma android diventa “di fatto” più difficile e meno proficuo.

Più difficile perchè android è installato su una così grande varietà di dispositivi e una così alta varietà di dimensioni diverse dello schermo che fare un app che vada bene su tutti è praticamente impossibile: questo si traduce o in ore di sviluppo per tenere aggiornate varie versioni della propria app, oppure in malfunzionamenti su certi dispositivi.

Meno proficuo perchè in base alle statistiche di piccoli e grandi sviluppatori, il taget di persone che acquista android normalmente mal sopporta di spendere anche soli pochi euro per un app preferendo sempre e comunque app gratis oppure illegali.

Contenuti

Dopo tutte le considerazioni del mercato e della tecnologia, arriviamo finalmente a cio che facciamo con quello strumento, ovvero accedere ai contenuti. Per quello che riguarda la navigazione web, ogni dispositivo è sufficientemente adeguato per leggere le pagine, gestire posta e mappe, anche se in quest’ultimo campo Apple ha perso qualche punto 😛

Ma oltre agli utilizzi strettamente personali, utilizzando il tablet in aula le esigenze diventano molteplici: condividere un documento con più persone, scambio di foto e contatti, piattaforme di condivisione.

Sotto quest’aspetto diventa cruciale utilizzare una nuova metodologia di distribuzione dei contenuti, superando l’inerzia di chi vorrebbe a tutti i costi trovare i “file”. I servizi Cloud sono sicuramente alla base di questa trasformazione sia perchè spostano l’attenzione sul contenuto vero e proprio, sia perchè rendono accessibili i dati anche al di fuori della rete aziendale o scolastica, che risparmierebbe anche sui costi di gestione interni. Per questo motivo sono indispensabili strumenti che consentono di gestire il passaggio dal vecchio modello al nuovo modello, un esempio su tutti quello degli ebook. Se il primo passaggio è quello di convertire file di Word e Pdf in formato ebook, il secondo passaggio è quello di creare contenuti direttamente in quel formato e il passaggio ancora successivo e quello di avere a disposizione un formato che vada oltre al concetto di “libro tradizionale”.

Uno dei formati più adatti a questo scopo è quello introdotto da Apple e chiamato iBook, che permette di avere a disposizione in un unico pacchetto strutturato, distribuito e acquistabile come un App, documenti, multimedia e oggetti interattivi tipici dei siti internet o delle App stesse.

Conclusione

Le mie conclusioni personali, in base all’utilizzo, sono che al momento attuale, la piattaforma di Apple consente una maggiore stabilità tra hardware e software, un più vasto ecosistema, che comprende Apps, libri interattivi e il progetto iTunesU.

Purtroppo la concorrenza non ha ancora raggiunto tali livelli e mi auguro che presto possa avvenire, perchè la concorrenza è sempre cosa assai sana.

iPad quotidiano

Da quando ho comprato il nuovo gioiellino, ho fatto numerosi esperimenti, tecnici,di usabilità, di compatibilità e di semplicità.
Tutte le prove che posso fare, sono comunque mediate da utilizzi classici,mentre lo strumento è qualcosa di estremamente nuovo e sono necessarie nuove prove.
La più importante prova sul campo è quella di utilizzare lo strumento per quello che è: un personal computer. Per fare questo ho iniziato a forzarmi di usare l’ipad al posto del computer per fare cose “tradizionali”: finche si tratta di mail, foto e video, il paragone non regge proprio, l’ipad vince alla grande, la risoluzione dello schermo consente una qualità eccezionale, video in HD ed interfaccia touch rendono l’esperienza molto intuitiva ed intrigante.


Sul versante produttività, ho provato due componenti della suite di iWork: Pages e keynote: dalle prove fatte risultano molto ben fatte, intuitive e potenti in se, quello che le limita è pero l’integrazione tra loro e con elementi esterni. La cosa più frustrante è che per prendere un immagine da Internet e inserirla dentro una presentazione ,devo uscire, salvare l’immagine dal browser al rullino, e poi inserirla dal rullino all’applicazione 😦
Da diverso tempo poi, uso dropbox come deposito personale di quasi tutti i miei documenti, l’ app consente di visualizzare moltissimi tipi di documenti, ma il fatto che non posso scaricarne un ppt ed aprirlo con keynote, questo è davvero un grosso limite. Quello che davvero manca per essere utilizzato come computer produttivo è quindi una area condivisa dalle applicazioni per scambiare i documenti.
le soddisfazioni più grandi invece le ho avute in 2 occasioni e non riguardano tanto le funzionalità quanto l’usabilità.
La prima è stata quando, di fronte alla richiesta di un amica, le ho proposto di scrivere la sua tesina con il mio iPad anche se non lo aveva mai usato prima.
L’impatto iniziale è stato subito molto friendly, e in pochissimi minuti la vedevo maneggiare la tastiera virtuale in modalità landscape con la stessa velocità che avrebbe utilizzato su quella fisica del suo netbook.

Un altro esperimento interessante è stato quello di dover andare ad una riunione di lavoro a Roma, presso l’università pontificia salesiana: mentre facevo i preparativi , ho deciso di snellire al massimo il bagaglio, lasciando a casa il mio macbook, per obbligarmi ad usare iPad per ogni situazione.
Di fronte ai miei 2 interlocutori, ho quindi sfoggiato con disinvoltura il mio “portatile”, anzitutto presentandolo come tale, e solo dopo alcuni secondi la domanda è apparsa: “ma quello è il famoso iPad?” la risposta affermativa è arrivata senza porre l’accento alle sue innovazioni, anzi minimizzandole per favorire la comprensione ai miei interlocutori non più in giovane età. Abbiamo visto assieme alcuni siti, ho mostrato il sistema di e-learning, che era l’oggetto della discussione, ed infine ho preso appunti sulle loro esigenze semplicemente con l’app nativa notes.
Nel pomeriggio poi, non ho resistito ed ho anche mostrato loro alcune peculiarità della tavoletta, ma l’obbiettivo di usarlo in una riunione, ha chiaramente messo in luce tutti i vantaggi rispetto ad un pc tradizionale, dove lo schermo, normalmente, diventa uno scudo che non consente di essere visto su due lati di un tavolo, se non assumendo posizioni innaturali per poter sbirciare tutti lo stesso monitor.


I tempi ridotti a zero di accensione e spegnimento, poi, mi consentono di poter scrivere in treno o in aereo sfruttando tutti i secondi disponibili, senza dover pensare ad un “salva” , spegni, stacca o esci, ma semplicemente premendo un tastino e ritrovandomi tutto salvato e frezzato fino al prossimo utilizzo.
Devo quindi dire che sono molto soddisfatto dall’usabilità ma spero vivamente che il multitasking introdotto nel firmware 4 possa quantomeno attenuare i limiti dovuti alla mancanza di una zona comune per la memorizzazione dei documenti.
Stiamo a vedere le prossime prove per altri utilizzi.

un altro giocattolo nuovo, un giorno intero con l’iPad

E’ da gennaio che pensavo al giorno in cui mi sarei dotato anche io del tablet della mela, chi mi conosce sa che non faccio parte dei feticisti di Apple, ma sono sostanzialmente molto curioso sulle nuove tecnologie, e dopo l’iphone, la tavoletta mi dava l’idea di qualcosa di cosi’ nuovo che.. già da diversi mesi, pensavo di acquistarne una.

Quando era uscita negli states, avevo anche chiesto ad un mio amico li per averne una prima che fosse commercializzata in Italia, ma poi, mi è passata la smania di averla prima degli altri, e cosi’, NON l’ho prenotata prima, e NON ho fatto code del primo giorno in Italia. A quelli che mi chiedevano quando (e non SE) l’avrei comprata, dicevo di non aver fretta, ed infatti stavolta fretta non c’era.

Lunedi’ (31 maggio) mi è capitato di scambiare 2 buzzate sull’argomento, e mi sono reso conto, più che mai, che tutto l’hype, tutte le ignoranze, tutto il gran parlare su questa tavoletta ha creato tantissima confusione, tantissime aspettative e anche tante disillusioni e male informazioni. Personalmente cerco di farmi delle opinioni (non solo nel campo informatico) più oggettive possibili, cercando sempre di vedere le cose da più angolazioni possibili, ma soprattutto, cercando di fare esperienze dirette, cose che ritengo assolutamente indispensabili , almeno nel mondo della tecnologia.

Troppo spesso di danno PRE-giudizi, basati su cosi’ tanti fattori, che l’aspetto più strettamente tecnico viene sempre tralasciato, faccio alcuni esempi:

Ma.. quel cosi li.. Telefona anche?

Ora, la funzione telefonica, abrebbe anche potuto essere aggiunta, certo, ma vi immaginate portare all’orecchio un display da 10 pollici? sarebbe a dir poco ridicolo, oltre che scomodo.

Mah..  a cosa serve?

Beh, ti sei MAI chiesto a cosa serve un  PC? rispondi a quello prima, poi io rispondo a te!

Sissi, bello, pero’ costa troppo!

Beh, certo non è un oggetto economico, ma cosa intendi per tropppo? Se è troppo per le tue tasche, beh, non ci posso far nulla, forse avrai ragione, ma solitament eil troppo si riferisce a qualche paragone: troppo rispetto a cosa?  rispetto ad un telefono? ad un PC?

Vediamo un po’:

Iphone 3GS 16 GB : 599 Euro   (costa 100 Euro più del mio Ipad, che ha la stessa memoria ma ha un display doppio) OK, non costa più dell’ Iphone ANZI!, e se analizziamo i prezzi di altri smartphone della stessa fascia (Nokia, Htc), i prezzi sono perfettamente in linea con iphone.

Netbook, ce ne sono da tutti i prezzi, ma se si vogliono prestazioni e design, non è difficile trovare oggetti belli come il nuovo modello dell’ acer o di asus , che pero’ si aggirano attorno allo stesso prezzo: 499 Euro

Non pretendo certo di fare un analisi esaustive ne comparativa, iPad non è certo da considerarsi a basso costo, ma dire che costa Troppo, beh, sarei curioso di sentire la seconda parte della frase: “Costa troppo rispetto a…..”

Ma la cosa che sento dire più spesso è “l’iPad, come tutti i prodotti Apple, sono per fighetti a cui piace il design!”

Beh, grazie al cielo, non faccio parte ne dei Apple Fan-boy, ne sono mai stato sensibile alle forme estetiche, basti vedere il mio PC fisso di casa che non ha mai avuto un case dove alloggiare, ma è distribuito tra piastra madre e vari HD appoggiati su uno scaffale! Ma con questo non dico che sia una cosa completamente falsa.. ci sono in giro un sacco di Apple Fan, che spesso fanno a gara a chi ha avuto il suo primo Mac, ci sono un sacco di esteti che comprano oggetti di design, anche se questi hanno schede elettroniche dentro, ci sono in giro “ragazzini affascinati da oggettini Cool”, ma soprattutto, ci sono in giro dei FANATICI, che non giovano certo alla discussione.

Interessante la definizione trovata su Wikipedia, con una bellissima citazione :

« Il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno »   George Santayana

Frasi del tipo:

Linux è il sistema operativo migliore in assoluto.

Ho sempre usato (Windows/Apple) e non cambierò Mai.

Non comprero’ MAI un computer Apple (o windows)

Possono restare come commenti da bar, ma quando le sento in una seria discussione tecnologica , normalmente se riesco a trattenermi dallo sbottare, taccio e concludo il discorso: non si puo’ conversare con uno follemente (anche se sinceramente) convinto che il suo entusiasmo ossessivo o il suo zelo sia oggettivo.

Fino ad oggi non avevo MAI scritto nulla riguardo all’ iPad, non perchè non avessi nulla da dire, ma perchè potevo solo riportare cose scritte da altri, o supposizioni ed immagini, ma dopo la chiacchierata di Lunedi’, avevo davvero voglia di scrivere queste cose. All’indomani mattina ho fatto una telefonata ad un rivenditore Apple vicino all’ufficio dove lavoro, al quale ho fatto una domandina semplice semplice… avete ancora qualche iPad in magazzino? ..non mi aspettavo certo una risposta affermativa ma.. con mia grande sorpresa, la rsiposta è stata “Abbiamo ancora un solo modello a 16 e 2 a 32”.. beh, cosa potevo dire se non “allora mi metta da parte il 16 GB, che scendo e lo prendo”.

Ed è cosi’, inaspettatamente che, sfruttando la festa del giorno dopo (2 giugno) ho fatto una full-immersion da mattino a sera sulla tavoletta melosa.

Inutile dire, perchè l’hanno già detto tutti, che la sensibilità del touch screen da una sensazione davvero intensa di controllo, molto più dell’iphone, che la maggiore soddisfazione è quella di utilizzarlo a letto, sul divano o anche in piedi, ma ora è ancora troppo presto per fare una recensione “operativa”.

Mi sono ripromesso di utilizzarlo “al posto” del pc, in modo da poterlo recensire per quello che è : un computer senza se e senza ma, ho quindi scaricato la suite iwork mobile, e nei prossimi giorni, viste le esigenze, provero’ a creare delle slide e dei documenti, provero’ ad usare per posta e internet, e perchè no, anche per accedere via shell ai miei servers 🙂

Una cosa che posso dire da subito è che la tanto attesa applicazione per gli ebook, ibooks, è bellissima , ma molto lenta e , forse, non cosi’ tanto usabile: mentre il recentissimo aggiornamento di Stanza che la rende nativa per iPad, promette molto bene ed è assai più veloce.

Stay tuned per una vera recensione nei prossimi giorni.