Galaxy Ace con supporto Thai language

Dopo 3 anni di uso intensivo di iPhone (prima il 3G poi il 3GS), qualche giorno fa ho comprato un nuovo Samsung Galaxy Ace con Android.

Prima dell’acquisto ho fatto molte ricerche su un telefono android con il miglior compromesso tra funzionalità e prezzo, e devo dire che con 240 Euro, il telefono scelto mi ha dato subito diverse soddisfazioni.

Siccome il telefono dovrà andare in regalo ad una ragazza in Thailandia, mi sono subito confrontato con le sue semplici esigenze:

“se mi mandano un numero di telefono via facebook, come lo aggiungo alla mia rubrica?”.

Beh la risposta è semplicissima: col copia/incolla!, peccato che l’app facebook non lo permetta! allora inizio a spiegargli che forse sarebbe meglio farlo da gmail.. peccato che a prima vista, questo non sia possibile 😦

Dopo qualche googolate inizio a spiegarle che deve fare una cosa molto semplice:

-fare inoltra, dopodichè cliccare su “modifica inline”, ed infine, quando il testo appare nella texarea, allora può allenarsi ad usare i polpastrelli per selezionare il testo voluto.

“sempliceeee?” mi chiede lei…

Ma lo scoglio più grosso è la lingua Thai! Il telefono non è provvisto di questi caratteri, e non parlo solo della lingua del telefono o della tastiera, ma anche andando su un sito il lingua thai non si visualizza nessun carattere.

Ed è così che inizio una lunghissima sequenza di operazioni per ovviare a questo limite, che il mio animo Geek crede di superare facilmente!

All’inizio devo dire che mi affascinava esplorare una serie di cose altamente tecnologiche, visto che nell’ultimo anno si era formata della ruggine e i miei primi insuccessi in questo percorso li ho attribuiti anche alla mia “conversione” ad Apple: mi sono detto.. mi sono rammollito!!

Cosi’, in 4 giorni, 5 o 6 ore al giorno mi sono dato anima e corpo alla ricerca della soluzione.

Sul telefono provo con Multilanguage Keyboard, con DroidSans e altri software, ma ben presto capisco che solo roottando il device, oppure refreshando il firware potrò ottenere il mio scopo: ovvero devo invalidare la garanzia, altrimenti niente Thai!

Samsung fornisce un tool che dovrebbe aiutarmi in tutto: Kies, lo scarico, ma purtroppo ho aggiornato da poco il mio Mac a Lion, e l’installer dice che non supporta quel SO. Fortunatamente scopro che basta installare una versione precedente e aggiornarla, perchè solo l’installere non supporta Lion, ma il software gira.

Anche con questa modifica, Kies non vede il mio smartphone.. OK, avvio il mio Wind7 da vmware e installo kies for Win. Anche in questo caso nulla di fatto, ripeto decine di volte la procedura attivando e disattivando l’USB debugging, modificando a mano alcune righe del file vmx e riavviando più volta la mia VM: Niente.

Allora mi dico che la combinazione Lion-Vmware-Win7 crea troppi livelli di problemi, cosi’ accendo il mio vecchio PC… non mi ricordavo di aver estirpato da ormai molto tempo il dual-boot con windows, in favore di una ubuntu al 100%.

Cosi’ installo su ubuntu una VirtualBox, poi subito dopo una VM con WinXp, ma dopo averci installato tutti gli aggiornamenti (Service PAck e .NET), anche questa volta nulla da fare! Provo allora a prendere l’immagine di Win7 dal wmware del MAC e importarla su VirtualBox in Linux: ma dopo diverse ore di attesa.. ancora nulla!

Ecco che in preda alla frustrazione, sono costretto a chiedere in prestito un portatile PC con Win ad un amico, a quel punto posso ottenere i privilegi di root con SuperUserOneClick, dopo aver scaricato i driver del mio device.

Anche dopo il root, dopo aver messo i fonts nella cartella (/system/fonts/DroidSans.ttf) e reebootato un unfinità di volte, il sistema continua a non leggerli!

Mi decido allora a flashare con un altro firmware: scarico Odin e prendo Android 2.3.4 da samfirmware.com:

-dopo 4 giorni di frustrazione, finalmente risco ad avere la lingua Thai nel sistema, e una bella tastiera con tutti i caratteri.

Beh, che dire, ora con la nuova versione di Android (Gingerbread al posto di Froyo), il telefono sembra aver fatto un salto di qualità, il copia/incolla ora è più intuitivo, il market molto più bello, ma mi rimane un po di amaro in bocca.

Chi mi conosce bene sa quanto io sia legato al mondo Open Source e Linux (qualcuno mi ritiene persino un estremista), e non nego di aver ammirato Android da lontano in questi anni, ma ora che ci metto le mani direttamente mi vengono alcuni dubbi.

Tutti proclamano (google in testa) l’apertura di questo sistema, ma allora perchè devo invalidare la garanzia se voglio anche solo fare uno screenshot del telefono?

Devo dire che il profondo geek che è in me prova un fremito a poter lanciare comandi di shell sul mio terminale, ma questo lo avevo già provato col mio iphone diversi anni fa : certo avevo dovuto jailbreakkarlo, ma con Android non è stato diverso!

Per quello che riguarda l’usabilità generale, non posso non dire che iphone è ancora molto avanti, ma soprattutto mi chiedo se un babbano (essere umano non tecnologicamente evoluto) riesca davvero ad usare un telefono android in tutte le sue funzionalità appena acquistato.

Certamente il salto da Froyo a Girgerbread è stato notevole, e in futuro non può che migliorare, le caratteristiche hardware su alcuni modelli sono anche migliori di quelli dell’iphone (vedi gli amoled del galasy S2 o i megapixel della camera), ma allo stato attuale non ho dubbi nel dire che l’ipone continua ad essere, nel complesso, la miglior esperienza con uno smartphone.

Strumenti del viaggiatore 2.0

E’ da qualche tempo che seguo il viaggio di un amico che, assieme alla onlus MUTI , hanno intrapreso un viaggio da Torino al Sudafrica a bordo di 2 Massif dell’Iveco.

Pietro fa parte di questa spedizione un po’ per caso, anche se la parola caso, quando si parla di esseri umani spesso si confonde con destino, assumendo sfumature che a seconda delle varie esperienze assume caratteristiche positive o negative, ma sempre evolutive.

Durante questo viaggio (è partito da circa 2 mesi) ci siamo spesso sentiti tramite Skype e ho pubblicato qualche nostra telefonata, con l’intenzione di fare un podcast, anche se nessuno di noi aveva mai fatto esperienze del genere: il risultato è quindi di scarsa qualità audio e anche ricca di inesperienze redazionali, ma i contenuti sono davvero ricchi di spunti.

Nell’ultima puntata, abbiamo affrontato l’argomento tecnologico: le tecnologie che affiancano i viaggiatori, e ne è venuta fuori una bellssima recensione dove l’oggetto tecnologico che dalla recensione emerge come vincitore il l’iphone!!

Ascoltate la puntata.

La parola chiave della chiacchierata è Ergonomia!

Dal punto di vista hardware, l’oggetto è piccolo, leggero, compatto e robusto da essere sempre a portata di mano nei momenti più utili, ma sufficentemente discreto da permettersi di non essere invasivo e macchino.

Dal punto di vista software, l’intuitività, la stabilità e la snellezza, consentono di ridurre drasticamente i tempi di accesso alle varie attività, che non devono cosi’ rubare tempo prezioso al viaggio, ma completarne l’esperienza.

La possibilità di personalizzare lo strumento  attraverso moltissime applicazioni , consente di avere un dispositivo, proprio come un compuer, che diventa assolutamente polifunzionale adeguandosi quindi agli usi possibili. Già, perchè è proprio questo il paragone, soprattutto quando l’oggetto che hai in mano non è usato con il nome che tutti usano per definirlo: un telefono.

Durante la chiacchierata con Pietro non emerge nemmeno di striscio la funzione telefonica: il paragone è sempre fatto con il computer, la funzione è principalmente quella, aggiungendo rispetto al PC la dimestichezza, l’accessibilità e alcune funzioni specifiche che un PC tradizionale, per quanto piccolo, NON puo’ avere, come la possbilità di fare foto e il GPS.

Interessanti anche i consigli sulle applicazioni che lui utilizza più spesso, oltre a quella base vengono citate:

Ovviamente Skype, con la quale abbiamo fatto chiamate gratuite per tutto il percorso.

Shozu, per postare qualsiasi cosa (testi, immagini) su praticamente qualsiasi servizio web.

L’applicazione per l’internet Banking, in questo caso Sella, che risulta veramente ben fatta

il convertitore di valuta OANDA davvero capillare nella moltitudine di valute previste.

Enciclopedia, tutta wikipedia offline

Offmap: la possibilità di avere le mappe offline

Stanza , Applicazione per leggere ebooks, formato utilizzato anche per consultare dei documenti , appositamente convertiti con Calibre, prima dell apartenza.

Nell’episodio, non viene citato un servizio molto interessante, con relativa app per iphone, che ci ha permesso di fare una chiamata, via internet da casa mia a Torino verso un telefono fisso in Mali di trenta minuti spendendo in tutto soli quattro eurini: si tratta di Messagenet .

Se a qualcuno interessano temi Africani, ma anche temi di politica internazionale (che parolone) consiglio la lettura di alcuni suoi post che ho trovato particolarmente interessanti:

Visto giornaliero oltrefrontiera : attraverso una disavventura, riesce a fotografare i rapporti tra popoli e culture

L’africa dagli occhi a mandorla: dove si evidenziano molto bene i rapporti tra Cinesi e Africani

Fai buon viaggio… : un incidente costringe le persone a riflettere sul senso della vita e.. della morte

Giornata tipo : le coincidenze non sono un caso 🙂

Buona lettura.

Anobii aumentato sull’iphone

Aspettavo da tempo l’applicazione anobii per iphone e ora, con qualche mese di ritardo, l’ho provata.. e son rimasto strabiliato!!

L’applicazione è davvero ben fatta e mi permette di vedere la mia libreria, anche se ci sono pochissime altre funzioni di visualizzazione sociale presente sul sito.

La funzione della quale si occupa maggiormente è quella di acquisire informazioni e caricare online sul proprio profilo, e questo lo fa davvero bene!!!

La promessa di riconoscere tramite camera il codice ISBN funziona davvero…

Una volta scansionato il codice, vengono forniti titolo e copertina scaricata dalla rete, ed è possbile consultare i commenti della comunity sul quel testo, dopodichè è possibile inserirlo nel proprio scaffale oppure nella lista dei desideri. L’acquisizione da camera è anche facilitata dal fatto che vengono scattati in automatico diversi fotogrammi quando il sensore rileva la mano ferma, e solo quando viene riconosciuto il codice si arrestano gli scatti e viene fuori il risultato.

Non vedo l’ora di provarla davanti ad uno scaffale di qualche libreria: afferri un libro , posizioni la camera, e lui ti dice tutto, anche i commenti degli altri, poi se mi piace, lo aggiungo alla mia lista dei desideri.

Come recita la copertina del libro di Linus Torvalds, la rivoluzione di quest’applicazione, a mio avviso, è che unisce lo stimolo dei fichissimi mobtags ad un innumerevole quantità di oggetti già presenti e già “taggati” che possiamo già trovare tutt’attorno a noi: i Libri!

Probabilmente questa è l’applicazione che si avvicina al concetto di Realtà Aumentata più di molte altre presenti in circolazione, piene di effetti speciali e futuribili, ma con ancora pochissima utilità e concretezza che al momento vedo ancora troppo latenti.

Insomma 1.59 Euri spesi bene… definirei questa App una delle killer application della realtà aumentata.

Una passione per le mele i’m a switcher

E’ ormai passato un anno da quando, per la prima volta, è entrato nella mia vita un gingillo con la mela morsicata stampigliato.

Era Luglio 2008, quando mi decisi a comprare il nuovissimo e fiammante iPhone 3G.

E’ passato solo un anno, ed oggi mi ritrovo in casa un sacco di meline: a Dicembre ho regalato un ipod, a Gennaio è arrivato il Macbook Pro, poi il wireless Mouse e poi il Time Capsule, ed ora smanio dalla voglia di avere tra le mani il nuovo iphone 3GS.

Scrivo questo post in risposta a tutte le persone che mi hanno chiesto il motivo di questo cambiamento,  con chi mi è più vicino ho già tentato di spiegare più volte questa scelta, ma le obbiezioni che sento spesso sono di 2 generi:

– Qualcuno mi considera un “traditore” perchè negli ultimi anni “professavo l’open source” e usavo solo più Linux

– Qualche vecchio (fanatico) macchista, ricordandomi tutte le critiche che ho sempre fatto ad Apple, mi cita il numero di anni nei quali è sempre stato “fedele” alla mela.

Per rispondere a queste due provocazioni, devo necessariamente fare una premessa spiegando il mio rapporto con il computer.

Fin da piccolo ho amato l’informatica, dal mio primo Philips MSX, con registratore a cassete e il BASIC come sistema, passando dal 286, 486dx, pentium eccetera, il computer è stato tra i primi posti nei miei interessi: gli ambiti di queste passioni erano quelli tipici della cultura Hacker.. “una sana curiosità che ti porta a voler sapere tutti i meccanismi che fanno funzionare le cose”, senza accontentarmi di “pezzi di cibo già masticati e privi di sapore“.

MSX_8020

Ricordo  la sfida con se stessi per scrivere il mio primissimo videogioco (manager di calcio) in Basic e salvarlo su nastro, per poi scoprire che a volte il load non riusciva più a caricarlo e quindi mi “scrivevo” il codice su carta, e molto spesso ero costretto a fare il “resume del backup”, ovvero a riscrivere tutto il codice da capo!!!!!!

Il passaggio al 286 , un VERO Personal Computer, è stato epocale: ben 10 MEGABYTE per salvare tutto quello che volevo!! ma cosa volevo?

Nel frattempo arrivò il mio primo lavoro Vero (da dipendente regolare) era la SETEL, dove facevo il disegnatore CAD, e programmatore CN: quella è stata la mia più grande palestra: davanti ad un 486dx2, con doppio schermo e tavoletta grafica per l’ AutoCad 12, da Lunedi’ a Venerdi’ per 8 ore tutti i giorni… e per 4 ANNI!!

pc-486dx100

Ricordo che all’inizio ero davvero appagato da quando riuscivo a imparare li, usavo XtreeGold al posto di Win3.1, che non sopportavo, perchè con le sue “Finestre” mi toglieva il gusto di usare la tastiera, non potevo usare tutta una serie di comandi (.bat) che mi ero costruito su misura per svolgere le operazioni quotidiane, coma il rinominare file multipli, ricerche particolari e archiviazione di backup, nonchè di trasferimento file ai macchinari.

Dopo 4 anni, mentre cambio lavoro, esce windows 95 (ricordo ancora adesso di averlo installato la notte di natale sul mip PC), rimango subito affascinato di poter usare il mio caro COMMAND.COM, anche dentro un ambiente grafico, che ospite delle applicazioni davvero interessanti: inizio cosi’ ad interessarmi alle applicazioni più svariate, dal fotoritocco al montaggio video (mi ero anche comprato una costosissima scheda di aquisizione video). L’interfaccia del nuovo sistema operativo mi affascinava, il menu di avvio in basso, il multitasking, era molto più facile eseguire operazioni di base, ma restava comunque tutto compatibile ed usabile, persino i miei vecchi .BAT files.

Intanto, il mio nuovo lavoro di Formatore mi metteva a confronto con temi interessanti:

-Il tema della formazione all’uso dei Computer, e più in generale dell’uso delle tecnologie nella didattica

– Creare una rete eterogenea tra PC e MAC (presenti in grandi quantità essendo una scuola grafica)

Fu quindi nel perdiodo in cui iniziai a strutturare la rete, con WinNT server e WinNT workstation, che iniziai utilizzare anche il PC della Apple, il Machintosh. Il rapporto con questa macchina non iniziava troppo bene: Sistema chiusissimo rispetto ai meccanismi che lo facevano funzionare, scarse possibilità di personnalizzazione dei parametri di rete e customizzazione dei componenti del sistema, niente terminale, e nemmeno la tanto decantata interfaccia grafica mi pareva cosi’ semplice, in particolare, la mancanza del tasto destro del maouse, l’odioso tasto mela, e soprattutto il personale che “conosceva il MAC” era assolutamente orgoglioso di non essere tecnico, perchè “non ce n’era bisogno”.

Fu anche in quello stesso periodo che provai la prima volta Linux!!!

Purtroppo anche qui, non ebbi un inizio in discesa, anzi: scaricai il “primo Linux” che mi capitava in mano: Debian 2.0. Una volta finita l’installazione mi ritrovai a fissare lo schermo che  aveva solo un prompt nero che recitava “Login:”!!  Scoprii in seguito che la distro Debian2.0 non era il punto di partenza migliore per usare il sistema Linux.

debian

La rete continuava a crescere e con esse i servizi: dopo qualche tentativo malriuscito di dotarsi di Microsoft Proxy server e Microsoft Exchange server, mi resi conto che avevo bisogno di qualcuno che mi rivelasse le meraviglie di  Linux.

Un bel giorno,  apparve sulla mia strada un individuo con una scritta bianca sulla maglietta nera: ” got root”, un individuo che la posta la leggeva con pine e tutto il resto lo faceva con VI.. diventammo amici dopo breve e lo siamo ancora tutt’oggi : PieroB.

Le attività con Linux iniziavano ad occupare tuto il mio tempo, sia professionalmente che com hobby, installavo ogni distro che incontravo, mentre in produzione si passava da RedHat6.2 a Debian.  Dopo diversi anni da sistemista Windows, e dopo tutte le certificazioni Microsoft (MCP), finalmente avevo un sistema operativo che potevo modellare come da piccolo facevo con il pongo, ed ogni malfunzionamento era un occasione per imparare qualcosa di nuovo e utile.

Verso il 2001, attraverso alcune esperienze con il sistema Fadol, iniziammo a costruire una piattaforma di elearning, che diventerà Maestra, e con essa inizio’ un periodo di 2 anni dove mi sono occupato esclusivamente di programmazione PHP ,ovviamente su piattaforma LAMP, con l’unico strumento veramente essenziale: il VIM!

Dopo due anni di programmazione, nel 2004,  mi hanno affidato alcuni incarici di coordinamento nell’ambito della formazione, e quindi non avevo più tempo per la programmazione e sempre meno per la sistemistica, ed è in questo periodo che ho avuto modo di apprezzare le strategie Apple, non tanto sull’hardware e sul design, quanto sul sistema operativo: il nuovo MacOSX era a tutti gli effetti uno unix (BSD) con un microkernel Open Source (darwin), dove l’interfaccia Acqua e l’ambiente friendly mi parevano molto ben congeniate.

Dopo il cambio di incarichi quindi, sul mio Desktop mi ritrovavo spesso a dover riavviare il mio Linux (che intento era passato da Mandrake a Ubuntu), con Windows XP, per poter velocemente usare strumenti commerciali o anche solo per evitare problemi di compatibilità. E’ in questo periodo che, mentre Debian sui vari server continuava a rafforzarsi ed a dare molte soddisfazioni, il pc utilizzato con Windows iniziava davvero ad innervosirmi, non parliamo poi, quando installai Vista la prima volta.

Era da molto tempo che leggevo pessime recensioni di Microsoft Vista, ma dopo 3 o 4 mesi di utilizzo, non ce l’ho più fatta:  sono ritornato al doppio sistema Ubuntu/xp.

Nell’estate 2008, dopo un attenta analisi del mercato, mi sono deciso a comprare il computer più piccolo e rivoluzionario in circolazione: l’ iphone, un computer che avrebbe anche sostituito il mio telefono!!

Parlo di computer e non di telefonino perchè proprio di questo si tratta: un hardware sufficientemente potente, una versione mobile di MacOSX, ovvero un vero e proprio sistema operativo Unix, delle funzionalità innovative (multitouch e accelerometro) , e soprattutto un interfaccia che mozza il fiato per quanto è intuitiva. Nel complesso quindi, un usabilità senza precedenti su un computer da tenere in tasca.

La sorpresa più grande, è avvenuta quando ho deciso di Jailbreakkarlo, ovvero di eliminare le protezioni di fabbrica di Apple: quando ho potuto, tramite l’applicazione opportuna, “entrare” via shh sull’iphone e lanciare domandi di shell… giuro che è stato emozionante ed entusiasmante, poter guardare l’output di un “uname -a” :)))

Durante l’utilizzo di questo strumento, ho avuto modo di apprezzare notevolmente il design, inteso non come l’aspetto esteriore, ma come interazione tra uomo-interfaccia-hardware,  ed è proprio per questop che ho iniziato ad interessarmi degli altri prodotti Apple.

Quando ho sostituito il mio vecchio portatile Acer, con un MacBook Pro, ho subito avuto modo di verificare quanto, su un dispositivo portatile, sono importanti i “dettagli” hardware. La scocca intagliata da un unico blocco di alluminio (Unibody) rende l’oggetto davvero robustissimo, nulla a che vedere con gli scricchiolii tipici dei portatili quando li tieni sulle ginocchia; il toupad multitouch che supporta le gesture rende spesso inutile un mouse aggiuntivo, lo schermo OLED ha una brillantezza senza eguali e rende l’esperienza molto più gradevole.

Il giudizio sul sitema operativo è sicuramente buono, puoi farci girare applicazioni pluridecorate e constose, come le suite di Adobe, come puoi installare tutti i pacchetti open tramite macports, che girano comunque a proprio agio in un sistema POSIX compliant. Apple utilizza attivamente (spesso collabora alla realizzazione) alcuni standards interessanti, come il Bonjour per la comunicazione in rete locale,  l’802.11n per le connessioni wi-fi e l’h264 come codec video, senza parlare dell’enorme spinta che, assieme a Google, sta iniettando nel mercato con l’adozione di html5 ed il conseguente sviluppo di webKit, l’engine open source nato in ambiente linux (KDE) ed ora alla base di Safari e Chrome.

Ho anche avuto modo di ammirare un oggetto come il “Time Capsule“, che non è altro che un Hard Disk collegato ad un access point, ma il design (nell’accezione specificata più sopra) e il modo d’uso ne fanno un oggetto unico. Il Filesystem dell’hard disk assieme ad un software a dir poco mirabolante, unito alla velocità di connessione del wi-fi (802.11n) costituiscono un agglomerato di tecnologie concentrate in un unico oggetto compatto.

Il servizio MobileMe è un bell’esempio di Sistema operativo integrato col web, ma il servizio più discusso di Apple è invece l’ iTunes.

Devo dire che il modello di Business sui micropagamenti  introdotto da Apple prima per la musica e poi per le applicazioni mi ha favorevolmente colpito: per quello che riguarda il mio personale modo di vedere, io sono più tentato di “rubare” qualcosa scaricandolo illegalmente se ritengo che il costo non sia proporzionato al valore, ma se ho un valore aggiunto all’acquisto in modo legale, allora se puo’ parlare. Questo mi ha anche portato ad acquistare alcuni software, come la licenza per QuickTime full, oppure un paio di app per Mac per svolgere semplicemente alcune funzioni.

apple

Adesso mi deve arrivare il nuovo iMAC in ufficio e forse un mac-server più avanti, e aspetto il pacco già comprato sullo store contenente il nuovo 3GS el il magic-mouse,  quindi la mia passione per le mele continua, non senza critiche, ma con tante soddisfazioni.

Per rispondere dunque a tutti coloro che mi chiedono di questa mia ultima passione, dico che  “in questo momento” la piattaforma della mela mi stà convincendo molto ed ho l’onestà intellettuale di dirlo conoscendo bene anche le alternative, anche quelle più nuove: sono molto contento che Microsoft (con Seven) cerchi un rimedio agli errori del passato (vista) ed ho un’installazione di ubuntu che tengo sempre aggiornata per vederne le evoluzioni.

Come dico spesso, tornassi indietro, rifarei tutte le scelte che ho fatto, perchè non esisterebbe via migliore di quella vissuta 🙂

telefono mobile o computer mobile?

Nella lingua italiana, il termine “mobile” indica qualcosa che è possibile muovere, e sottointende un oggetto, un oggetto mobile.

Nei paesi anglosassoni, il temine mobile ha invece (e quando mai) un campo più vasto, fino a sottintendere come oggetto un indeterminazione tale che la stessa parola “mobile” indica un oggetto a se, che ha alcune funzioni di base, ovvero telefona, fa le foto e manda messaggi, e alcune altre più avanzate a seconda dei modelli: ha il GPS e si connette al web.

Ultimamente mi sono interrogato molto sulla nuova cultura digitale e sulle terminologie che da essa scaturiscono, ma anche che possono influenzarla, ed una delle domande più pressanti è stata:

“Qual’è l’oggetto sottointeso (in inglese) al termine mobile? e come possiamo chiamarlo (in italiano)?

Purtroppo nella lingua italiana, quell’oggetto rimane ancora chiamato da (pressochè) tutti TELEFONO, oppure, peggio ancora CELLULARE, e questo a mio avviso sta diventando una barriera all’uso consapevole di tale strumento.

La parola telefono ci fa pensare ad un oggetto progettato per fare le telefonate, che, visto che il mercato corre, nel corso del tempo puo’ ANCHE fare le foto, ANCHE dirmi la strada, puo’ ANCHE farmi vedere la TV, ma se ci pensiamo bene, è come chiamare un computer “fotoritoccatore” oppure “scrivente” oppure “disegnatore”, solo perchè puo’ fare tutte queste cose e solo se è equipaggiato di software per farlo: sarebbe assurdo!

Il termine inglese “mobile” rappresenta meglio l’oggetto, ma ancora non rende giustizia alla tecnologia, il termine computer è ormai diventato troppo generico, e il termine portatile è già stato adoperato per i notebook, senza parlare della parola netbook, che il mercato ha fatto proprio per identificare una fascia di ultraportatili a basso costo.

Ma la parola “mobile”, in italiano, non fornisce con chiarezza la peculiarità di quest’oggetto, parola come portatile o trasportabile potrebbero esserne sinonimi, quello che è peculiare è l’unilizzo monoutente (a volta anche monotask), e quindi personale.

La risposta più azzeccata alla domanda del titolo di questo post, è stata: Personal Computer!!

Probabilmente siamo proprio all’interpretazione più consona di quel termine coniato nei lontani anni ottanta per definite un oggetto che ha capacità computazionali ma è personale, ovvero ad uno di una persona.L’interpretazione canonica si rifà allo sloogan “portare un computer su ogni scrivania”, ma non c’è nessun riferimento implicito al fatto che sia ad uso personale, anzi, il computer come noi lo conosciamo è andato sempre di più verso la multiutenza, sia in ufficio che a casa, disattendendo il prefisso “personal”.

Con l’avvento degli smartphone dell’ultima generazione, siamo quindi di fronte ad un compuet a tutti gli effetti, con processore  memoria e applicazioni degni di qualsiasi altro SO, ma che portiamo in tasca, che ha un solo utente: IO, e che quindi impersonifica come noi mai il termine “PERSONAL COMPUTER“!

Se nella sostanza credo che il termine più appropriato sia questo, è ovvio che non credo possibile che questo rientri nel linguaggio parlato, resto quindi in attesa che qualcuno inventi una parola italiana per definire questo nuovo strumento, per poterne favorire l’adozione per quello che è veramente, nell’attesa, la parola che voterei in questo momento è “terminale”, ma avanti con le proposte 🙂

L’intrepido stambecco assaggia le mele

Ieri, come moltissimi altri utenti, non ho resistito alla tentazione di scaricare l’ultima versione di ubuntu, la 8.10 (Intrepid Ibex).

Mentre stavo decidendo dove e come installarla, inizia a farsi largo in me un sentimento che non sentivo da diversi mesi: è infatti da diversi mesi ( da quando ho comprato l’iphone) che ho messo da parte il boot di ubuntu del mio portatile e accedo sempre con MSVista :((

Ripensandoci bene, non è stato frutto di meditazioni particolari, ma semplicemente una scelta “comoda”: l’iphone ha bisogno di itunes >> itunes non c’è per Linux >> ok, avvio Windows!!!

Questa decisione mi ha provocato, in circa 2 mesi, una tale “orchite”.. una tale esasperazione che quando ho creato il CDROM di ubuntu 8.10 mi sono quasi risvegliato dopo 3 mesi di letargo!!!

La domanda che mi sono fatto è stata: “ma ora che ho jailbreakkato il mio iphone, che me ne faccio di itunes? vorrai mica che nessun possessore di iphone aperto si sia fatto la domanda e dato una risposta?”

Ed è cosi’ che faccio 2 pasi: il primo e quello di backuppare tutti i dati della vecchia Ubuntu, e di ripartire con l’installazione da zero di quella nuova!!

Una volta fatto il boot, inizio a configurarmela a puntino, Java, flash, i codec, gcc etc etc.

Che soddisfazione… mi ero quasi scordato quant’ è bello lavorare con un sistema solido ma flessibile, friendly ma da smanettoni..

Ma ecco che arriva il bello!

Mi bastano 2 googolate et voila’:

sudo apt-get install ipod-convenience

si agganciano alcune dipendenze.. attacco il mio iphone…

meraviglioso, appare un icona sul mio desktop e posso browsare tutto il filesystem, posso entrarci in shh e quindi farci quello che voglio :))

Ora che anche il DRM non è più un problema per me, di tutti i difetti che ha l’iphone ne manca ancora uno da risolvere: VOGLIO IL COPIA/INCOLLAAAAA!!!!

Iphone App

Dopo quasi 2 mesi di utilizzo di iphone originale dove ho “assaggiato la tecnologia”, dopo quasi un altro mese di utilizzo più intensivo (jailbreak) inizia una fase di utilizzo consapevole e di reale modificazione delle mia abitudini legate all’introduzione di un nuovo canale.

Le applicazioni che ultimamente mi stanno solleticando l’appetito sono:

QIK: Poter fare streaming in diretta everywhere and anytime è davvero una bella sensazione.

Cycorder: Per salvare i video (.mov) quando non si ha una connessione stabile

PDA NET: Poter usare il telefono come connessione per il mio portatile, mi rende libero di avere internet, oltre che ovunque, anche su qualsiasi dispositivo, e cosi’ posso anche pensare di sfruttare di più i 2 GB mensili che mi mette a disposizione Vodafone.

Shozu: La possibilità di postare qualsiasi cosa (testo, immagini)  ovunque (wordpress, blogger, flicr, picasa etc etc..

Inizio a vedere con piacere che alcune applicazioni si fanno più intelligenti: sono rimasto favorevolmente colpito da dimensions, grazie alla quale possiamo avere una “cassetta degli attrezzi” sempre con noi, e non sto’ parlando di attrezzi informaztici, ma di attrazzi comuni, o quasi (calibro, livella, contapassi etc etc).

La possibilità di vedere le reti wi-fi come su un radar militare è molto interessante anche se poco veritiera.

Air Mouse, ovvero la possibilità di usare il melafonino come mouse, e istethoscope sono altre 2 applicazioni che, anche se non sono perfettamente funzionanti, sono sicuramente intelligenti e significative.

L’uscita di Google earth per iphone ha segnato il passo per una nuova ondata di applicazioni di qualità, dove ci si scorda di avere un dispositivo portatile e si pretendono applicazioni più complete.