Docs.com : Microsoft Office Web App, o Facebook App?

Quando ho letto l’annuncio dell’ uscita del Servizio docs.com , mi sono chiesto in che modo Microsoft avesse interpretato questo nuovo servizio: l’integrazione con Facebook non mi aveva colpito molto, oggi è una cosa quasi scontata trovare un tastino che pubblica su FB qualcosa..

Non ho ovviamente resistito e sono andato a vedere… Appena ho visto che bisognava richiedere l’accesso per beta tester, l’ho fatto senza troppe aspettative, vedremo QUANDO e SE avro’ la possibilità di vederlo in anteprima.

Con mia grande sorpresa, dopo nemmeno un ora, mi arriva la conferma che il mio account di Facebook era autorizzato ad usare il servizio.

Già da subito, l’impressione è stata forte: l’unico modo per loggarsi è usando l’account di FB? non quello di Microsoft? strano!

Accedendo poi, la cosa diventa ancora più chiara:  l’impressione non è quella di vedere una Microsoft App, con qualche tastino di condivisione su FB, ma quella di trovarsi un ambiente molto organico, dove l’integrazione tra i due colossi è persistente, ben studiata, ma, a mio avviso, persino troppo invasiva!

Anzitutto questo è un servizio (almeno in questa fase beta) che puo’ funzionare SOLO avendo un account su Facebook… se le cose resteranno cosi’ anche in futuro, prevedo un integrazione di accounting tra Live e FB, ma la riflessione più interessante è quella che proprio Office, con il suo target prevalentemente Aziendale, si lega ad un servizio (facebook) che giorno dopo giorno viene letteralmente “bannato” da sempre più aziende etichettandolo come “perdita di tempo”… strano davvero, sono curioso di vedere come andrà a finire.

Ma bando alle riflessioni, accedo attraverso al mio account di FB e vedo un ambiente davvero interessante: l’interfaccia Ribbon, qui sul web, sembra più facile e più integrata che sull’app nativa e l’interfaccia, nel suo complesso è intuitiva e pulita.

Troppo facile dire che ho già scovato un sacco di Bug, ma essendo un servizio beta, non si puo’ pretendere che se cerco una clipart e la inserisco, il sistema non si pianti e mi mostri il risultato :))

Al di la di tutto, benvenuto ad un altro strumento sul Cloud, che potrebbe persino risultare come un motivo in meno per essere obbligati ad usare il SO Windows, considerando come per molti il cambio di piattaforma (verso MAc o Linux) è ostacolato principalmente dalla non perfetta compatibilità (!!!) col pacchetto Office.. staremo a vedere anche qui..

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Una passione per le mele i’m a switcher

E’ ormai passato un anno da quando, per la prima volta, è entrato nella mia vita un gingillo con la mela morsicata stampigliato.

Era Luglio 2008, quando mi decisi a comprare il nuovissimo e fiammante iPhone 3G.

E’ passato solo un anno, ed oggi mi ritrovo in casa un sacco di meline: a Dicembre ho regalato un ipod, a Gennaio è arrivato il Macbook Pro, poi il wireless Mouse e poi il Time Capsule, ed ora smanio dalla voglia di avere tra le mani il nuovo iphone 3GS.

Scrivo questo post in risposta a tutte le persone che mi hanno chiesto il motivo di questo cambiamento,  con chi mi è più vicino ho già tentato di spiegare più volte questa scelta, ma le obbiezioni che sento spesso sono di 2 generi:

– Qualcuno mi considera un “traditore” perchè negli ultimi anni “professavo l’open source” e usavo solo più Linux

– Qualche vecchio (fanatico) macchista, ricordandomi tutte le critiche che ho sempre fatto ad Apple, mi cita il numero di anni nei quali è sempre stato “fedele” alla mela.

Per rispondere a queste due provocazioni, devo necessariamente fare una premessa spiegando il mio rapporto con il computer.

Fin da piccolo ho amato l’informatica, dal mio primo Philips MSX, con registratore a cassete e il BASIC come sistema, passando dal 286, 486dx, pentium eccetera, il computer è stato tra i primi posti nei miei interessi: gli ambiti di queste passioni erano quelli tipici della cultura Hacker.. “una sana curiosità che ti porta a voler sapere tutti i meccanismi che fanno funzionare le cose”, senza accontentarmi di “pezzi di cibo già masticati e privi di sapore“.

MSX_8020

Ricordo  la sfida con se stessi per scrivere il mio primissimo videogioco (manager di calcio) in Basic e salvarlo su nastro, per poi scoprire che a volte il load non riusciva più a caricarlo e quindi mi “scrivevo” il codice su carta, e molto spesso ero costretto a fare il “resume del backup”, ovvero a riscrivere tutto il codice da capo!!!!!!

Il passaggio al 286 , un VERO Personal Computer, è stato epocale: ben 10 MEGABYTE per salvare tutto quello che volevo!! ma cosa volevo?

Nel frattempo arrivò il mio primo lavoro Vero (da dipendente regolare) era la SETEL, dove facevo il disegnatore CAD, e programmatore CN: quella è stata la mia più grande palestra: davanti ad un 486dx2, con doppio schermo e tavoletta grafica per l’ AutoCad 12, da Lunedi’ a Venerdi’ per 8 ore tutti i giorni… e per 4 ANNI!!

pc-486dx100

Ricordo che all’inizio ero davvero appagato da quando riuscivo a imparare li, usavo XtreeGold al posto di Win3.1, che non sopportavo, perchè con le sue “Finestre” mi toglieva il gusto di usare la tastiera, non potevo usare tutta una serie di comandi (.bat) che mi ero costruito su misura per svolgere le operazioni quotidiane, coma il rinominare file multipli, ricerche particolari e archiviazione di backup, nonchè di trasferimento file ai macchinari.

Dopo 4 anni, mentre cambio lavoro, esce windows 95 (ricordo ancora adesso di averlo installato la notte di natale sul mip PC), rimango subito affascinato di poter usare il mio caro COMMAND.COM, anche dentro un ambiente grafico, che ospite delle applicazioni davvero interessanti: inizio cosi’ ad interessarmi alle applicazioni più svariate, dal fotoritocco al montaggio video (mi ero anche comprato una costosissima scheda di aquisizione video). L’interfaccia del nuovo sistema operativo mi affascinava, il menu di avvio in basso, il multitasking, era molto più facile eseguire operazioni di base, ma restava comunque tutto compatibile ed usabile, persino i miei vecchi .BAT files.

Intanto, il mio nuovo lavoro di Formatore mi metteva a confronto con temi interessanti:

-Il tema della formazione all’uso dei Computer, e più in generale dell’uso delle tecnologie nella didattica

– Creare una rete eterogenea tra PC e MAC (presenti in grandi quantità essendo una scuola grafica)

Fu quindi nel perdiodo in cui iniziai a strutturare la rete, con WinNT server e WinNT workstation, che iniziai utilizzare anche il PC della Apple, il Machintosh. Il rapporto con questa macchina non iniziava troppo bene: Sistema chiusissimo rispetto ai meccanismi che lo facevano funzionare, scarse possibilità di personnalizzazione dei parametri di rete e customizzazione dei componenti del sistema, niente terminale, e nemmeno la tanto decantata interfaccia grafica mi pareva cosi’ semplice, in particolare, la mancanza del tasto destro del maouse, l’odioso tasto mela, e soprattutto il personale che “conosceva il MAC” era assolutamente orgoglioso di non essere tecnico, perchè “non ce n’era bisogno”.

Fu anche in quello stesso periodo che provai la prima volta Linux!!!

Purtroppo anche qui, non ebbi un inizio in discesa, anzi: scaricai il “primo Linux” che mi capitava in mano: Debian 2.0. Una volta finita l’installazione mi ritrovai a fissare lo schermo che  aveva solo un prompt nero che recitava “Login:”!!  Scoprii in seguito che la distro Debian2.0 non era il punto di partenza migliore per usare il sistema Linux.

debian

La rete continuava a crescere e con esse i servizi: dopo qualche tentativo malriuscito di dotarsi di Microsoft Proxy server e Microsoft Exchange server, mi resi conto che avevo bisogno di qualcuno che mi rivelasse le meraviglie di  Linux.

Un bel giorno,  apparve sulla mia strada un individuo con una scritta bianca sulla maglietta nera: ” got root”, un individuo che la posta la leggeva con pine e tutto il resto lo faceva con VI.. diventammo amici dopo breve e lo siamo ancora tutt’oggi : PieroB.

Le attività con Linux iniziavano ad occupare tuto il mio tempo, sia professionalmente che com hobby, installavo ogni distro che incontravo, mentre in produzione si passava da RedHat6.2 a Debian.  Dopo diversi anni da sistemista Windows, e dopo tutte le certificazioni Microsoft (MCP), finalmente avevo un sistema operativo che potevo modellare come da piccolo facevo con il pongo, ed ogni malfunzionamento era un occasione per imparare qualcosa di nuovo e utile.

Verso il 2001, attraverso alcune esperienze con il sistema Fadol, iniziammo a costruire una piattaforma di elearning, che diventerà Maestra, e con essa inizio’ un periodo di 2 anni dove mi sono occupato esclusivamente di programmazione PHP ,ovviamente su piattaforma LAMP, con l’unico strumento veramente essenziale: il VIM!

Dopo due anni di programmazione, nel 2004,  mi hanno affidato alcuni incarici di coordinamento nell’ambito della formazione, e quindi non avevo più tempo per la programmazione e sempre meno per la sistemistica, ed è in questo periodo che ho avuto modo di apprezzare le strategie Apple, non tanto sull’hardware e sul design, quanto sul sistema operativo: il nuovo MacOSX era a tutti gli effetti uno unix (BSD) con un microkernel Open Source (darwin), dove l’interfaccia Acqua e l’ambiente friendly mi parevano molto ben congeniate.

Dopo il cambio di incarichi quindi, sul mio Desktop mi ritrovavo spesso a dover riavviare il mio Linux (che intento era passato da Mandrake a Ubuntu), con Windows XP, per poter velocemente usare strumenti commerciali o anche solo per evitare problemi di compatibilità. E’ in questo periodo che, mentre Debian sui vari server continuava a rafforzarsi ed a dare molte soddisfazioni, il pc utilizzato con Windows iniziava davvero ad innervosirmi, non parliamo poi, quando installai Vista la prima volta.

Era da molto tempo che leggevo pessime recensioni di Microsoft Vista, ma dopo 3 o 4 mesi di utilizzo, non ce l’ho più fatta:  sono ritornato al doppio sistema Ubuntu/xp.

Nell’estate 2008, dopo un attenta analisi del mercato, mi sono deciso a comprare il computer più piccolo e rivoluzionario in circolazione: l’ iphone, un computer che avrebbe anche sostituito il mio telefono!!

Parlo di computer e non di telefonino perchè proprio di questo si tratta: un hardware sufficientemente potente, una versione mobile di MacOSX, ovvero un vero e proprio sistema operativo Unix, delle funzionalità innovative (multitouch e accelerometro) , e soprattutto un interfaccia che mozza il fiato per quanto è intuitiva. Nel complesso quindi, un usabilità senza precedenti su un computer da tenere in tasca.

La sorpresa più grande, è avvenuta quando ho deciso di Jailbreakkarlo, ovvero di eliminare le protezioni di fabbrica di Apple: quando ho potuto, tramite l’applicazione opportuna, “entrare” via shh sull’iphone e lanciare domandi di shell… giuro che è stato emozionante ed entusiasmante, poter guardare l’output di un “uname -a” :)))

Durante l’utilizzo di questo strumento, ho avuto modo di apprezzare notevolmente il design, inteso non come l’aspetto esteriore, ma come interazione tra uomo-interfaccia-hardware,  ed è proprio per questop che ho iniziato ad interessarmi degli altri prodotti Apple.

Quando ho sostituito il mio vecchio portatile Acer, con un MacBook Pro, ho subito avuto modo di verificare quanto, su un dispositivo portatile, sono importanti i “dettagli” hardware. La scocca intagliata da un unico blocco di alluminio (Unibody) rende l’oggetto davvero robustissimo, nulla a che vedere con gli scricchiolii tipici dei portatili quando li tieni sulle ginocchia; il toupad multitouch che supporta le gesture rende spesso inutile un mouse aggiuntivo, lo schermo OLED ha una brillantezza senza eguali e rende l’esperienza molto più gradevole.

Il giudizio sul sitema operativo è sicuramente buono, puoi farci girare applicazioni pluridecorate e constose, come le suite di Adobe, come puoi installare tutti i pacchetti open tramite macports, che girano comunque a proprio agio in un sistema POSIX compliant. Apple utilizza attivamente (spesso collabora alla realizzazione) alcuni standards interessanti, come il Bonjour per la comunicazione in rete locale,  l’802.11n per le connessioni wi-fi e l’h264 come codec video, senza parlare dell’enorme spinta che, assieme a Google, sta iniettando nel mercato con l’adozione di html5 ed il conseguente sviluppo di webKit, l’engine open source nato in ambiente linux (KDE) ed ora alla base di Safari e Chrome.

Ho anche avuto modo di ammirare un oggetto come il “Time Capsule“, che non è altro che un Hard Disk collegato ad un access point, ma il design (nell’accezione specificata più sopra) e il modo d’uso ne fanno un oggetto unico. Il Filesystem dell’hard disk assieme ad un software a dir poco mirabolante, unito alla velocità di connessione del wi-fi (802.11n) costituiscono un agglomerato di tecnologie concentrate in un unico oggetto compatto.

Il servizio MobileMe è un bell’esempio di Sistema operativo integrato col web, ma il servizio più discusso di Apple è invece l’ iTunes.

Devo dire che il modello di Business sui micropagamenti  introdotto da Apple prima per la musica e poi per le applicazioni mi ha favorevolmente colpito: per quello che riguarda il mio personale modo di vedere, io sono più tentato di “rubare” qualcosa scaricandolo illegalmente se ritengo che il costo non sia proporzionato al valore, ma se ho un valore aggiunto all’acquisto in modo legale, allora se puo’ parlare. Questo mi ha anche portato ad acquistare alcuni software, come la licenza per QuickTime full, oppure un paio di app per Mac per svolgere semplicemente alcune funzioni.

apple

Adesso mi deve arrivare il nuovo iMAC in ufficio e forse un mac-server più avanti, e aspetto il pacco già comprato sullo store contenente il nuovo 3GS el il magic-mouse,  quindi la mia passione per le mele continua, non senza critiche, ma con tante soddisfazioni.

Per rispondere dunque a tutti coloro che mi chiedono di questa mia ultima passione, dico che  “in questo momento” la piattaforma della mela mi stà convincendo molto ed ho l’onestà intellettuale di dirlo conoscendo bene anche le alternative, anche quelle più nuove: sono molto contento che Microsoft (con Seven) cerchi un rimedio agli errori del passato (vista) ed ho un’installazione di ubuntu che tengo sempre aggiornata per vederne le evoluzioni.

Come dico spesso, tornassi indietro, rifarei tutte le scelte che ho fatto, perchè non esisterebbe via migliore di quella vissuta 🙂

Microsoft proclama l’open source

Il titolo di questo post è volutamente ingannevole: Microsoft non ha proclamato l’open source, ma ha parlato di intoperabilità, peccato che nel giornalismo questi titoloni, anche se sbagliati, facciano sempre colpo.Nel testo originale del comunicato, comunque appare 14 volte la parola open, di cui per 5 volte viene citato l’open source, forse sarà questo che li ha forviati?

Quando ho letto tutto il clamore che hanno suscitato le dichiarazioni di Microsoft sull’interoperablità, mi sono in effetti insospettito un po’ sulla onestà delle stesse.Poi ho trovato il solito tamtam sul vari blog con la solita ventata di critiche nei confronti di BigM, ma anche queste non mi hanno sconvolto più di tanto.

Per riasumenre il mio pensiero che Microsoft parli di interoperabilità, e di specfiche aperte non puo’ che farmi piacere, sarebbe finalmente ora che si adeguasse ai ritmi delle evoluzioni, certo pero’ che Microsoft ci ha ormai abituato a forti dichiarazioni anche eclatanti, ma che non danno seguito operativo, o peggio ancora studiate “ad hoc” come tecnica di embracing.

Non ritenevo opportuno quindi aggiungere anche il mio pensiero su una questione cosi’ delicata, ma anche cosi’ solitamente banale da aggiungersi a mille altre della stessa natura.

Poi pero’, ho letto l’ennesimo parere sulla questione, e non su un blog qualsiasi, ma su un quotidiano “tradizionale” come “La stampa“, e questo mi ha suscitato la voglia di scrivere questo post.

inizio a leggere questo..

“Dietro le consuete fanfare che contraddistinguono gli annunci di Microsoft, c’è un’azienda che tenta un bagno di umiltà e un dietrofront rispetto a una cronologia decisamente contraria”

Microsoft? Bagno di umiltà? ma come mai non riesco a vedere queste due parole associate in qualche modo?

Sarà forse perchè troppo spesso ha abusato della posizione dominante sul mercato per imporre i propri formati, rischiando pesantemente di corrompere, ad esempio, il prezioso lavoro iniziato da Cerf e company al Cern di ginevra, con un browser preinstallato che non rispettasse gli standard?

O sarà per l’uscita di Vista, che dopo 6 anni di sviluppo non ha introdotto nulla di nuovo, e spende il 30% delle risorse del PC alla paranoica ricerca di qualcosa di illegale?

Ma no, forse no, forse per qualcuno queste possono essere faziose illazioni, ma c’è una cosa che dobbiamo sempre ricordare: Microsoft non è (più) nella mani di Bill Gates, ma ora è capitanata da quel personaggio cosi’ sobrio, cosi’ equilibrato e lungimirante di Steave Ballmer, e se ancora ci fosse qualcuno che non l’avesse ancora visto, vi mostro per l’ennesima volta i video dove lui esprime, con il suo solito charme e delle tematiche accattivanti i suoi concetti su come guidare la sua azienda.

Sento ancora troppo spesso (e in particolare da giornalisti accreditati) parlare di Microsoft come l’azienda di Bill Gates, ma vorrei ricordare a tutti che quel nerds di zio Bill ha un amico di infanzia come Ballmer, al quale ora ha ceduto la sua azienda.

Quando pensate a Microsoft, pensate al suo leader, Steve Ballmer, che intraprende una conversazione costruttiva , un dibattito moderato sull’interoperablità e l’apertura all’open source!!!!!!!!

“L’azienda di Redmond abbraccia, in ritardo come capita spesso e non certo per snobismo e disattenzione, il principio moderno che considera il mondo liquido, dinamico e la collaboratività, le relazioni, l’interoperabilità dunque, alla base di tutto e lo fa per puro spirito di sopravvivenza.”

Tra le righe si leggono alcuni significativi spunti: il primo è che Microsoft arriva per ULTIMA (non dovrebbe essere compito dei leader trascinare verso il futuro?) , e non solo in un semplice ritardo; la seconda è che lo fa per sopravvivenza, che significa per NON soccombere definitivamente. Peccato che il giornalista da un attenuante a bigM, senza pero’ spiegarci quali sarebbero invece i veri motivi per cui è “arrivata in ritardo”.

Una parola pero’ forse è azzeccata: “L’azienda di Redmond ABBRACCIA ..“, e quando la Microsoft abbraccia qualcuno o qualcosa…. mi fa paura!!!!! (vedi NOVELL, OS/2)

Alla comunità Open Source:“Dovremmo capire se finalmente saremo capaci di gestire tutto questo. Se la posizione di eccellenza che Linux e le soluzioni open hanno raggiunto in termini di quote di mercato sia realmente meritata, possa essere mantenuta ed eventualmente incrementata.”

Gestire cosa?l’interoperabilità si basa su standard aperti, e non sono certo le aziende a standardizzare (le azienda devono necessriamente essere incentrate al mercato), ma gli enti che già esistono e mi pare stiano facendo bene il loro lavoro (W3c, ISO, OASIS -> OpenDocument ), chi si deve saper gestire la cosa sono le aziende che detengono formati proprietari e brevetti.

Probabilmente tra le comunità di OpenSourcers ci sono molti fanatici, smanettoni, ed estremisti, ma il software prodotto dal movimento FLOSS, a mio avviso, è il più bell’esempio di meritocrazia che io conosca. E’ triste che venga messo in dubbio proprio quest’aspetto, proprio dove la controparte ha la sua pecca maggiore: se MS Vista puo’ vantare molte copie vendute , beh, qui posso dirlo abbastanza onestamente, non è certo per merito del Sistema Operativo!!! (leggi: Vista sei OBBLIGATO perchè lo trovi preinstallato sui nuovi PC)

Voglio dare pero’ un attenuante allo sprovveduto autore di questo articolo: spero non si tratti di ignoranza spudorata, e neanche di malafede, mi auguro per lui che si tratti semplicemente di una MARCHETTA!

Tanto per finire con un altro video divertente di Zio Ballmer, guardate la sua fierezza, la lucidità delle argomentazioni, la forma sobria ma soprattutto… cosa sta bevendo????????

Microsoft acquisirà Yahoo?

Oggi la notizia della Pubblica Offerta da Parte di Microsoft di Yahoo, ha fatto il giro del mondo, dai canali tradizionali (tutti i giornali e tutte le televisioni) ma anche e soprattutto della blogsfera.

Mentre i media tradizionali si limitavano a dare la notizia semplice, farcita da cifre da capogiro (4,6 miliardi di dollari, se yahoo accettasse si avrebbe un colosso da 330 miliardi di dollari), alcuni spunti interessanti si leggono nella blogsfera.

Mentre punto informatico la definisce una mossa inevitabile,
David Orban è pragmatico e sigilla la mossa, come semplice difesa o come dichiarazione di sconfitta.

Io credo davvero che BigM sia alla frutta, a mio avviso, Gates ha lasciato la “sua” Microsoft in mano ad un pazzo furioso (leggi Ballmer), ed ha messo sul mercato (dopo 6 anni di sviluppo) un SO che ne decreterà la fine.

Android (Google), Ubuntu e Apple potrebbero essere le parole chiave per il 2008!!!

la comunità di pollycoke commenta cosi

mentre su Punto informatico si scatenano i soliti commenti , alcuni meravigliosi, alcuni scontati.

UPDATE 11/02/2008:

Pare che Yahoo abbia rifiutato la prima offerta, ufficialmente perchè ritiene la cifra troppo bassa (!!!), ora si vocifera su altri contendenti , Google in primis, ma poi anche AOL e Amazon…(VisionPost) Insomma sembra proprio che Filo e comagni non vedano l’ora di farsi comprare da qualcuno… _Bah, non ci vedo chiaro in questa vicenda!!