Novità interessanti dal Google I/O

E’ da poco finito il consueto appuntamento annuale di Google, e anche sta volta, le novità sono tantissime: di tutto quello che è emerso, 2 notizie mi hanno particolarmente colpito:

La prima riguarda una visione che avevo subodorato qualche tempo fa, quando bigG acquisì l’azienda OPN2, proprietaria di un codec davvero ottimo: il VP versione8 . Il giorno stesso che lessi la notizia lessi anche la richiesta della FSF, che chiedeva proprio a Google di rendere quel codec Open e “regalarlo” alla comunità.

Detto.. fatto!

Il progetto  è molto interessante perchè è probabilmente la “summa” di diversi progetti e visioni, e protrebbe davvero porre una pietra miliare tra alla pletorao di combinazioni codec/container, alla quale è obbligato chiunque cerchi di fare editing video, sia dal punto di vista della qualità, ma soprattutto sulla compatibilità con devices.

Anzitutto bisogna ricordare  la storia di questo codec nelle varie versioni:

La storia di quest’aziena inizia davvero agli albori dei codec video: nei primi anni 90, con la tecnologia Truemotion faceva concorrenza a Cinepack e Indeo. Nela 2003, la versione 3 del codec (Vp3) veniva rilasciato sotto licenza BSD, consentendo quindi a Xiph di realizzarne un fork, che diventerà solo nel 2008 il tanto discusso codec-universale-open-html5 Theora.

La versione (proprietaria) 6, del 2003, veniva usata dalla BBC, ed era il preferito nel Flash player 8, venivano anche implementate le liberie libavcodec, componente open per la decodifica di questo codec, con i soliti problemi legali.

La versione 7 del 2005 era il componente chiave per Direcshow di Microsoft e già supportata da Adobe Flash , utilizzata , tra l’altro, anche da Fox per i suoi contenuti streaming, ma non era supportata dai sistemi NON-Windows.

L’azienza ha quindi un esperienza ventennale nell’ambito, e Google ha pagato cento milioni di dollari per averla, l’ultima incarnazione del codec poi, la versione 8, pare davvero molto performante, alcuni parlano di 50% più performante di h264.

Ma Google, ha fatto di più che acquisire un codec e renderlo free, l’oggetto di cui ha parlato Google è molto più ampio, dove VP8 ne è “solo” il codec video: il progetto si chiama WebM, e credo proprio che ne sentiremo parlare spesso in futuro.

Quello che ha fatto Google è mettere assieme le migliori tecniche, renderle legalmente utilizzabili e tecnologicamente integrate e semplici, per dare un impulso senza precedenti alla distribuzione dei contenuti video su Internet e credo proprio che l’infrastruttura sia molto elegante.

Vp8 come codec video, ma anche vorbis come codec audio, e una versione semplificata di Matroska come contenitore per entrambi: il cocktail è dunque completo, e l’equazione è :

WebM = (Vp8+Vorbis)*Mkv

La seconda notizia che proviene dal Google i/o, è invece quasi un concept, nulla di ancora visibile, anche se forse ne capisco il motivo. Il lancio sembrerebbe davvero qualcosa di epocale: Google TV, che, se pensato assieme al Chorme Marketplace (vendita applicazioni e Musica) sembre davvero poter dar fastidio a qualche altro grosso e meloso concorrente 🙂 (leggi iTunes, AppleTV e h264).

Ma oltre alle implicazioni di servizi dove dire chi ha copiato da chi è molto difficile, proprio sul nuovo formato video, c’è chi sostiene che il nuovissimo WebM sia troppo simile al suo diretto concorrente H264.. Bah, staremo a vedere…

Ubuntificazione in corso

La versione dieci (X)di ubuntu mi ha davvero preso..

Avevo lasciato il mio pinguino desktop preferito quando era un intrepido stambecco (8.10), per passare ad ammirare le grazie del leopardo della Apple (osx), con l’arrivo del mio secondo oggetto Apple in casa, il MacBoook pro (il primo era stato l’iphone 3G).

Da quel momento, le varie incarnazioni del pinguino come la lepre e il koala, le ho seguite di sfuggita, attraverso la grata della gabbia (leggi Vmware fusion)..

Ho comunque sempre conservato il mio Pc fisso di casa una copia di Windows, che circa 8 mesi fa, si è trovato a far girare lo scintillante Windows versione 6.1 che tutti chiamano 7 :))

Apparte le facili ironia sui sitemi di casa Microsoft, Seven mi ha dato delle belle soddisfazioni, anche perchè Vista l’ho tenuto un mese, poi ho formattato dalla vergogna, e il vecchio caro XP, cominciava a sentire il peso della vecchiaia. Ma nel complesso, i primi tempi, rispondeva abbastanza bene, trovo azzeccato il menu con la nuova gestione dei task e non solo perchè assomiglia di più a quella di osx, inoltre trovo ottimi anche gli strumenti di posizionamento automatico delle finestre che vorrei addirittura poter avere nativo su Mac.

Purtroppo pero’, nonostante tutti gli sforzi, dopo diversi mesi il sistema inizia a soffrire di tutti i problemi di sempre, tempi di accensione colossali, BSOD, DLL e librerie varie che confliggono etc etc.. forse colpa del macchinosissimo registro, forse anche solo di software di terze parti scritto male, ma il frustrante risultato è che comunque, se vuoi ritornare a lavorare bene, devi spianarlo!

Non che Linux abbia meno problemi , forse di natura diversa, madipendenze, driver, e coerenza di interfaccia, possono generare altrettanti guai, soprattutto sul versante produttivo, ma col pinguino sono meno esigente, ho sempre pensato che a volte la risuluzione di un problema è la benvenuta se offre stimoli per apprendere qualcosa di nuovo 🙂

Devo invece dire che OSX mi ha dato moltissime soddisfazioni, sul breve periodo ho dovuto cambiare diverse abitudini non consuete: dalla chiusura della finestra a sinistra, il tasto mela e i tasti funzione della tastiera al’uso dei widget fino alla global menu bar. Dopo qualche pero’ ho iniziato ad apprezzare quelle modalità, ed ora che ci ho preso la mano, devo dire che alcune cose migliorano, altre semplicemente di ci abitui, ne meglio ne peggio.

Ma tornando ai pinguini, nche la lucida lince, qualche giorno fa è passata dalla gabbia (sempre vmware), ma quello che ho visto è stato sufficente per affascinarmi ed ho quindi deciso, dopo due anni di ritornare ad usare ubuntu come default del GRUB, quindi da ieri, la lince è diventata il sistema predefinito del mio pc di casa!!

Ho iniziato subito ad usare quel meraviglioso componente che nessun sistema operativo proprietario potrà mai sognarsi: il Software center! l’immancabile Gimp, Inkskape, Transmission, Audacity, tutti installati con un click leggendo bellissime descrizioni dei prodotti.. mancano solo le recensioni, e poi sembra di stare sull’App store di Apple, con un incommensurabile vantaggio: niente carta di credito, tutto rigorosamente free 🙂

Bella sorpresa trovare dirattamente nel database, software come Calibre, e bellissima sorpresa è stato che software come dropbox e boxee, scaricati dai rispettivi siti, si sono comportati davvero brillantemente… : click sul link, e download del pacchetto deb, click su installa, lui sicerca e ti installa tutte le dipondenze, et voilà, te lo ritrovi nel menu dei programmi, il tutto velocemente, senza domande astruse o richiesta di conferma eccessiva con relativi messaggi che ti suggerisce l’idea che i programmi che scarichi da internet possono essere dannosi 🙂

Nonostante l’icona di Firefox svetti fiera sia durante l’installazione che come icona di lancio, non riesco più fare a meno dell’esperienza che mi da WebKit, per cui scarico anche Chromium, e in un attimo mi sento a casa, si, sarà lui il mio browser di defaul! La sincronizzazione tra preferiti e history ormai lo puoi fare tra qualsiasi browser, ma purtroppo la volpe di fuoco non mi soddisfa più, forse sarà che non faccio uso di tante estensioni, e quelle che uso io ci sono anche per Chrome, ma dopo due anni di Safari su Mac e Chrome di Win, mi pare di percepire la differenza al volo, come un retro gusto di due vini diversi.  Con WebKit mi sento molto più casa 🙂

Anche il lettore multimediale emula il più blasonato itunes di Apple: oltre ad analizzare, organizzare la propria musica, puoi anche acquistare musica su Ubuntu one, oltre ai bellissimi plugin di accesso a Jamendo, che sta diventano un abitudine abbastanza frequente per me, lo scaricamento automatico delle copertine degli album funziona anche molto bene.

L’idea della social bar mi piace davvero molto, purtroppo pero’ ancora non mi è chiaro il suo funzionamento, cerchero’ di capirla meglio col tempo, pero’ il fatto che da subito non abbia capito mi fa pensare che non sia solo colpa mia, ma staremo a vedere più avanti, alcuni problemi anche con ubuntu one, ma credo che siano dovuti a sovraccarico dei server, del resto, è uscita la versione 10 da pochi giorni, io che il servizio l’avevo già attivato, mi mettero’ in coda ad aspettare tutti i nuovi arrivati :). Ad ogni modo, altra similitudine con Apple, mi sembra di rivivere gli stessi problemi che aveva mobileMe.. quindi… promette bene 😉

Devo dire che un dettaglio che mi ha colpito molto, è stato al primo avvio di openoffice:   indovina dov’è L’intruso?

Beh, non c’è nulla di male a rebrandizzare un prodotto dopo l’aquisizione di un azienda, ma se già il logo di Sun lo ritenevo un po’ invasivo, quello di oracle mi stona proprio.. ma forse è solo un sentimento emotivo più che un ragionamento logico, sarebbe come vedere una distro denominata Microsoft Linux!!

Non mi ha impressionato l’app predefinita per le foto : F-spot, le intenzioni sono proprio quelle di emulare iphoto, ma la strada mi pare ancora lunga: gli ho dato in pasto le mie 8000 foto e non ha reagito bene: vedremo dopo un uso quotidiano come si comporterà..

L’impressione generale, almeno come l’ho interpretata io, è quella di usare un SO Ubuntu, non una linux qualsiasi, come ha detto il “benevolo dittatore” Shuttleworth “ubuntu non è una democrazia, è il prodotto di un azienda, sorpresi?“, quindi è una direzione coraggiosa ed interessante, ed i nuovi annunci prospettano una direzione ancora più radicale su uno dei componenti chiave dell’interfaccia: il progetto unity. Comunque stiano tranquilli i pinguini più puristi, se ubuntu non piacesse più.. Debian (e Gnome), grazie anche ad ubuntu, sta diventando sempre più usabile oltre alla proverbiale stabilità.

Ad ogni modo, queste sono solo impressioni a caldo, con Linux, il vero momento saliente arriva quando sarà necessario riavviare con Windows, se la cosa sarà necessaria troppo spesso, forse, anche sta volta, la pigrizia prenderà il posto dell’esplorazione, ma spero vivamente di resistere almeno qualche mese, per fare un confronto diretto con i 10 mesi di widnows 7, mentre il macbook mi accompagna serafico e mi osserva divertito.

Ubuntu OSX 10.04

Avevo già letto molto, e anche provato la beta1 di questa nuova lucida versione del Pinguino desktop più famoso: la ubuntu versione dieci!

Le tendenze implicite ed esplicite di rendere l’interfaccia di ubuntu (gnome) sempre più simili a quelle dell’ OSX della Apple, sembrano giungere nel momento più opportuno, quando anche il numero di versione passa dalle unità alla prima decina, come era stato a suo tempo col passaggio del vecchio “system 9” al nuovo nteXtstep ribattezzato Macos, con l’aggiunta della X tanto casa agli amanti di unix, ma che coincide perfettamente col numero di versione (in numero romano.

I cambiamenti mutuati dal sistema della mela sono davvero molti, ma nell’insieme l’esperienza utente, per le mie abitudini, mi è piaciuta molto, ma il fatto che le dichiarazioni di Mark Shuttleworth erano esplicite in questo senso, rende la mossa molto più elegando di quando Ballmer disse che la nuova barra di Windows non avesse affatto scimmiiottato quella di osx : copiare non significa per forza rubare, a volte è salutare.. si rischia persino di migliorare l’originale, ma rendersene conto e dichiararlo ne è un requisito!

L’installazione è sempre più gradevole ed efficace, ed il passaggio dalle tinte marroni a quelle violacee è radicale ma coerente: accostare il viola con l’arancione non era facile, il risultato molto gradevole.Il tanto discusso spostamento dei bottoni di chiusura finestra da destra (windows like) a sinistra (mac style) all’inizio disorienta un po’, ma devo dire che dopo qualche minuto ci si fa la mano anche se forse io non faccio molto tempo: uso abitualmente sia mac che windows, e quindi sono abituato a cercare i bottoni con gli occhi prima di muovere il mouse. Altra novità grafica è il tema di default che ha i menu grigio scuro: ho sempre amato i temi scuri, e questo mi piace davvero, ma.. ad ognuno la sua, in fondo qui si tratta di gusti personali e poi, si cambia con un click!

Andando a vedere le funzionalità, mi salta subito all’occhio l’integrazioni con il Cloud: cambiate lo stato dei vari twitter o facebook direttamente dalla barra di sistema (in alto a destra) da veramente l’impressione di avere un sistema operativo integrato con le varie identità in rete e non delegato alle varie applicazioni, cosa comunque sempre possibile.

Altre belle integrazioni con servizi di rete sono il servizio ubuntu one, che grazia ad una funambolica integrazione mi ha permesso di sincronizzare i miei contatti (e non solo) presenti sull’ iphone con il sistema operativo, nulla da invidiare al servizio di apple mobileMe!

Anche il settore multimediale non è da meno, l’ottimo Rhythmbox assomiglia sempre di più ad iTunes: musica, ma anche podcast sono organizzati davvero molto bene, ed anchje qui, l’integrazione con Jamendo, last.fm e una directory di web radio ne fanno uno strumento perfettamente adeguato ai tempi della rete.

Il software center stà davvero diventando molto friendly: anni luce avanti rispetto al vetusto synaptic, dove sfogliare le categorie diventa una cosa quasi divertente e da visibilità anche ai meno esperti dell’enorme parco software disponibile grazie alla licenza open source: una sorta di app store, ma tutto rigorosamente free e di ottima qualità: molto semplificata anche l’aggiunta delle fonti, che non è più una cosa da smattoni, ma diventa una possibilità sempre più alla portata dell’utente.

L’impressione complessiva dei cambiamenti è quindi un “lavori approvati da Archimedix”, per quello che vale :))

Ad ogni modo questa è un impressione “a caldo” dopo poche ora dall’installazione, saranno necessarie molte più ora di utilizzo per far emergere eventuali magagne, ma ho apprezzato molto lo sforzo di rendere linux sempre più usabile e sempre più orientato a cio’ che l’utente vuole fare, piuttosto che aggiungere funzionalità “sotto il cofano” che possono apprezzare solo una minoranza di utenti, funzionalità che sono essenziali, ma che preferirei analizzare in separata sede.

Una passione per le mele i’m a switcher

E’ ormai passato un anno da quando, per la prima volta, è entrato nella mia vita un gingillo con la mela morsicata stampigliato.

Era Luglio 2008, quando mi decisi a comprare il nuovissimo e fiammante iPhone 3G.

E’ passato solo un anno, ed oggi mi ritrovo in casa un sacco di meline: a Dicembre ho regalato un ipod, a Gennaio è arrivato il Macbook Pro, poi il wireless Mouse e poi il Time Capsule, ed ora smanio dalla voglia di avere tra le mani il nuovo iphone 3GS.

Scrivo questo post in risposta a tutte le persone che mi hanno chiesto il motivo di questo cambiamento,  con chi mi è più vicino ho già tentato di spiegare più volte questa scelta, ma le obbiezioni che sento spesso sono di 2 generi:

– Qualcuno mi considera un “traditore” perchè negli ultimi anni “professavo l’open source” e usavo solo più Linux

– Qualche vecchio (fanatico) macchista, ricordandomi tutte le critiche che ho sempre fatto ad Apple, mi cita il numero di anni nei quali è sempre stato “fedele” alla mela.

Per rispondere a queste due provocazioni, devo necessariamente fare una premessa spiegando il mio rapporto con il computer.

Fin da piccolo ho amato l’informatica, dal mio primo Philips MSX, con registratore a cassete e il BASIC come sistema, passando dal 286, 486dx, pentium eccetera, il computer è stato tra i primi posti nei miei interessi: gli ambiti di queste passioni erano quelli tipici della cultura Hacker.. “una sana curiosità che ti porta a voler sapere tutti i meccanismi che fanno funzionare le cose”, senza accontentarmi di “pezzi di cibo già masticati e privi di sapore“.

MSX_8020

Ricordo  la sfida con se stessi per scrivere il mio primissimo videogioco (manager di calcio) in Basic e salvarlo su nastro, per poi scoprire che a volte il load non riusciva più a caricarlo e quindi mi “scrivevo” il codice su carta, e molto spesso ero costretto a fare il “resume del backup”, ovvero a riscrivere tutto il codice da capo!!!!!!

Il passaggio al 286 , un VERO Personal Computer, è stato epocale: ben 10 MEGABYTE per salvare tutto quello che volevo!! ma cosa volevo?

Nel frattempo arrivò il mio primo lavoro Vero (da dipendente regolare) era la SETEL, dove facevo il disegnatore CAD, e programmatore CN: quella è stata la mia più grande palestra: davanti ad un 486dx2, con doppio schermo e tavoletta grafica per l’ AutoCad 12, da Lunedi’ a Venerdi’ per 8 ore tutti i giorni… e per 4 ANNI!!

pc-486dx100

Ricordo che all’inizio ero davvero appagato da quando riuscivo a imparare li, usavo XtreeGold al posto di Win3.1, che non sopportavo, perchè con le sue “Finestre” mi toglieva il gusto di usare la tastiera, non potevo usare tutta una serie di comandi (.bat) che mi ero costruito su misura per svolgere le operazioni quotidiane, coma il rinominare file multipli, ricerche particolari e archiviazione di backup, nonchè di trasferimento file ai macchinari.

Dopo 4 anni, mentre cambio lavoro, esce windows 95 (ricordo ancora adesso di averlo installato la notte di natale sul mip PC), rimango subito affascinato di poter usare il mio caro COMMAND.COM, anche dentro un ambiente grafico, che ospite delle applicazioni davvero interessanti: inizio cosi’ ad interessarmi alle applicazioni più svariate, dal fotoritocco al montaggio video (mi ero anche comprato una costosissima scheda di aquisizione video). L’interfaccia del nuovo sistema operativo mi affascinava, il menu di avvio in basso, il multitasking, era molto più facile eseguire operazioni di base, ma restava comunque tutto compatibile ed usabile, persino i miei vecchi .BAT files.

Intanto, il mio nuovo lavoro di Formatore mi metteva a confronto con temi interessanti:

-Il tema della formazione all’uso dei Computer, e più in generale dell’uso delle tecnologie nella didattica

– Creare una rete eterogenea tra PC e MAC (presenti in grandi quantità essendo una scuola grafica)

Fu quindi nel perdiodo in cui iniziai a strutturare la rete, con WinNT server e WinNT workstation, che iniziai utilizzare anche il PC della Apple, il Machintosh. Il rapporto con questa macchina non iniziava troppo bene: Sistema chiusissimo rispetto ai meccanismi che lo facevano funzionare, scarse possibilità di personnalizzazione dei parametri di rete e customizzazione dei componenti del sistema, niente terminale, e nemmeno la tanto decantata interfaccia grafica mi pareva cosi’ semplice, in particolare, la mancanza del tasto destro del maouse, l’odioso tasto mela, e soprattutto il personale che “conosceva il MAC” era assolutamente orgoglioso di non essere tecnico, perchè “non ce n’era bisogno”.

Fu anche in quello stesso periodo che provai la prima volta Linux!!!

Purtroppo anche qui, non ebbi un inizio in discesa, anzi: scaricai il “primo Linux” che mi capitava in mano: Debian 2.0. Una volta finita l’installazione mi ritrovai a fissare lo schermo che  aveva solo un prompt nero che recitava “Login:”!!  Scoprii in seguito che la distro Debian2.0 non era il punto di partenza migliore per usare il sistema Linux.

debian

La rete continuava a crescere e con esse i servizi: dopo qualche tentativo malriuscito di dotarsi di Microsoft Proxy server e Microsoft Exchange server, mi resi conto che avevo bisogno di qualcuno che mi rivelasse le meraviglie di  Linux.

Un bel giorno,  apparve sulla mia strada un individuo con una scritta bianca sulla maglietta nera: ” got root”, un individuo che la posta la leggeva con pine e tutto il resto lo faceva con VI.. diventammo amici dopo breve e lo siamo ancora tutt’oggi : PieroB.

Le attività con Linux iniziavano ad occupare tuto il mio tempo, sia professionalmente che com hobby, installavo ogni distro che incontravo, mentre in produzione si passava da RedHat6.2 a Debian.  Dopo diversi anni da sistemista Windows, e dopo tutte le certificazioni Microsoft (MCP), finalmente avevo un sistema operativo che potevo modellare come da piccolo facevo con il pongo, ed ogni malfunzionamento era un occasione per imparare qualcosa di nuovo e utile.

Verso il 2001, attraverso alcune esperienze con il sistema Fadol, iniziammo a costruire una piattaforma di elearning, che diventerà Maestra, e con essa inizio’ un periodo di 2 anni dove mi sono occupato esclusivamente di programmazione PHP ,ovviamente su piattaforma LAMP, con l’unico strumento veramente essenziale: il VIM!

Dopo due anni di programmazione, nel 2004,  mi hanno affidato alcuni incarici di coordinamento nell’ambito della formazione, e quindi non avevo più tempo per la programmazione e sempre meno per la sistemistica, ed è in questo periodo che ho avuto modo di apprezzare le strategie Apple, non tanto sull’hardware e sul design, quanto sul sistema operativo: il nuovo MacOSX era a tutti gli effetti uno unix (BSD) con un microkernel Open Source (darwin), dove l’interfaccia Acqua e l’ambiente friendly mi parevano molto ben congeniate.

Dopo il cambio di incarichi quindi, sul mio Desktop mi ritrovavo spesso a dover riavviare il mio Linux (che intento era passato da Mandrake a Ubuntu), con Windows XP, per poter velocemente usare strumenti commerciali o anche solo per evitare problemi di compatibilità. E’ in questo periodo che, mentre Debian sui vari server continuava a rafforzarsi ed a dare molte soddisfazioni, il pc utilizzato con Windows iniziava davvero ad innervosirmi, non parliamo poi, quando installai Vista la prima volta.

Era da molto tempo che leggevo pessime recensioni di Microsoft Vista, ma dopo 3 o 4 mesi di utilizzo, non ce l’ho più fatta:  sono ritornato al doppio sistema Ubuntu/xp.

Nell’estate 2008, dopo un attenta analisi del mercato, mi sono deciso a comprare il computer più piccolo e rivoluzionario in circolazione: l’ iphone, un computer che avrebbe anche sostituito il mio telefono!!

Parlo di computer e non di telefonino perchè proprio di questo si tratta: un hardware sufficientemente potente, una versione mobile di MacOSX, ovvero un vero e proprio sistema operativo Unix, delle funzionalità innovative (multitouch e accelerometro) , e soprattutto un interfaccia che mozza il fiato per quanto è intuitiva. Nel complesso quindi, un usabilità senza precedenti su un computer da tenere in tasca.

La sorpresa più grande, è avvenuta quando ho deciso di Jailbreakkarlo, ovvero di eliminare le protezioni di fabbrica di Apple: quando ho potuto, tramite l’applicazione opportuna, “entrare” via shh sull’iphone e lanciare domandi di shell… giuro che è stato emozionante ed entusiasmante, poter guardare l’output di un “uname -a” :)))

Durante l’utilizzo di questo strumento, ho avuto modo di apprezzare notevolmente il design, inteso non come l’aspetto esteriore, ma come interazione tra uomo-interfaccia-hardware,  ed è proprio per questop che ho iniziato ad interessarmi degli altri prodotti Apple.

Quando ho sostituito il mio vecchio portatile Acer, con un MacBook Pro, ho subito avuto modo di verificare quanto, su un dispositivo portatile, sono importanti i “dettagli” hardware. La scocca intagliata da un unico blocco di alluminio (Unibody) rende l’oggetto davvero robustissimo, nulla a che vedere con gli scricchiolii tipici dei portatili quando li tieni sulle ginocchia; il toupad multitouch che supporta le gesture rende spesso inutile un mouse aggiuntivo, lo schermo OLED ha una brillantezza senza eguali e rende l’esperienza molto più gradevole.

Il giudizio sul sitema operativo è sicuramente buono, puoi farci girare applicazioni pluridecorate e constose, come le suite di Adobe, come puoi installare tutti i pacchetti open tramite macports, che girano comunque a proprio agio in un sistema POSIX compliant. Apple utilizza attivamente (spesso collabora alla realizzazione) alcuni standards interessanti, come il Bonjour per la comunicazione in rete locale,  l’802.11n per le connessioni wi-fi e l’h264 come codec video, senza parlare dell’enorme spinta che, assieme a Google, sta iniettando nel mercato con l’adozione di html5 ed il conseguente sviluppo di webKit, l’engine open source nato in ambiente linux (KDE) ed ora alla base di Safari e Chrome.

Ho anche avuto modo di ammirare un oggetto come il “Time Capsule“, che non è altro che un Hard Disk collegato ad un access point, ma il design (nell’accezione specificata più sopra) e il modo d’uso ne fanno un oggetto unico. Il Filesystem dell’hard disk assieme ad un software a dir poco mirabolante, unito alla velocità di connessione del wi-fi (802.11n) costituiscono un agglomerato di tecnologie concentrate in un unico oggetto compatto.

Il servizio MobileMe è un bell’esempio di Sistema operativo integrato col web, ma il servizio più discusso di Apple è invece l’ iTunes.

Devo dire che il modello di Business sui micropagamenti  introdotto da Apple prima per la musica e poi per le applicazioni mi ha favorevolmente colpito: per quello che riguarda il mio personale modo di vedere, io sono più tentato di “rubare” qualcosa scaricandolo illegalmente se ritengo che il costo non sia proporzionato al valore, ma se ho un valore aggiunto all’acquisto in modo legale, allora se puo’ parlare. Questo mi ha anche portato ad acquistare alcuni software, come la licenza per QuickTime full, oppure un paio di app per Mac per svolgere semplicemente alcune funzioni.

apple

Adesso mi deve arrivare il nuovo iMAC in ufficio e forse un mac-server più avanti, e aspetto il pacco già comprato sullo store contenente il nuovo 3GS el il magic-mouse,  quindi la mia passione per le mele continua, non senza critiche, ma con tante soddisfazioni.

Per rispondere dunque a tutti coloro che mi chiedono di questa mia ultima passione, dico che  “in questo momento” la piattaforma della mela mi stà convincendo molto ed ho l’onestà intellettuale di dirlo conoscendo bene anche le alternative, anche quelle più nuove: sono molto contento che Microsoft (con Seven) cerchi un rimedio agli errori del passato (vista) ed ho un’installazione di ubuntu che tengo sempre aggiornata per vederne le evoluzioni.

Come dico spesso, tornassi indietro, rifarei tutte le scelte che ho fatto, perchè non esisterebbe via migliore di quella vissuta 🙂

SCO vs Linux

Troppo spesso si ha l’abitudine di parlare di cause tra grandi aziende: Google e Microsoft, Microsoft e Yahoo, IBM contro tutti, ma sempre meno spesso si da peso al proseguio e ancora meno alla fine della vicenda, che dovrebbe anche far luce su tutto l’iter della vicenda e aiutarci, nel futuro, a distinguere i fini di questa Cause.

é davvero emblematico, e rimarrà negli annali della storia dell’informatica, la vicenda della SCO, che iniziò nel gennaio 2003  a far causa a mezzo mondo, partendo da ttti quelli che avrebbero “toccato” il kernel Linux, quindi RedHat, HP, IBM e Novell.

Dopo anni di dibattiti in “legalese” ora si è finalmente giunti alla conclusione senza possibilità di interpretazioni o teorie complottistiche:

SCO ha perso!!!

Mentre all’inizio della vicenda le azini SCO salirono del 1500%, l’anno scorso  si parlava di bancarotta, fin dall’inizio si sospettava che fosse tutto un FLUD per screditare il crescente successo di Linux (oltre che un ovvio gioco finanziario), c’è addirittura chi sospettava che fosse Microsoft a finanziarla, ma una cosa è certa: SCO ha perso, e non ha perso in modo equlibrato, ha perso e dovrà pagare anche tutti i danni della sua campagna di screditamento di questi anni: 3,5 milioni di dollari!!

via OneOpenSource

pwannato il mio caro iphone

Da diverso tempo mi “prudevano le mani” e avrei voluto sbloccare (jailbreak) il mio nuovo iPhone, ma ogni volta che mi veniva voglia di farlo, dicevo tra me: resisti.. cerca di non comportarti dal solito smanettone, pensaci… per quale motivo lo fai?

– Devi usare una sim diversa da quella che hia? no, eppoi potresti già farlo adesso 🙂

– Ci sono programmi particolari che vorresti avere e che la Apple ti nega? NO

– Ci sono funzioni che avresti dopo averlo sbloccato? Beh, si qualcuna ma.. ne vale la pena?

Mi dicevo, quando lo farai, non avrei il telefono di Apple, ma un altro telefono, che potrai modificare (quasi) come vuo, il che sarà bellissimo, ma non potrai più parlare alla gente del tuo iphone della Apple 😉

Ebbene..

Stasera, ho risposto diversamente alle domande:

Anzitutto sono 3 mesi che lo adopero nella sua versione originale, e posso dire di averlo sperimentato su moltissimi campi.

Ora ci sono alcune funzionalità, come la possibilità di fare Video, e modificare i temi, che mi iniziano ad allettare, inoltre iniziano ad esserci sufficenti applicazioni in più, tramite Installer e Cyndia che non sarebbe possibile trovare sull’ App Store di Apple.

Ecco quindi che ho preso la guida di ispazio e l’ho fatto!!!

Ammetto di aver avuto un po’ di paura che qualcosa andasse storto, ma alla fine ho seguito le iscruzioni et voila.. pochi minuti ed avevo un iphone sbloccatissimo, senza perdere nemmeno la più piccola informazione.

Prendo subito a verificare tutte le nuove funzionalità e inizio ad esaltarmi..

Installer non mi appassiona, ma Cydia mi esalta: Vedere l’apt-get infunzione sul mio telefono mi fa frizzare il sangue nelle vene, poter lanciare un ps o un ls col terminale è davvero un sogno..

Ma oltre alle “robe da smanettoni”, installo cycorder : posso finalmente riprendere i video e trasferirli in rete o sul mio PC, poi installo BossPref con il quale posso configurare una serie di parametri molto maggiori del mio melafonino.

Rimango sbalordito da OfflineMaps, tramite il quale posso scaricare le mappe da Google e averle anche a disposizione quando non ho wi-fi ne 3G.

Altro vantaggio enorme rispetto alla versione originale è la possibilità di interazione con il PC: Iphone PC suite, iphonebrowser, iphonetunnel, sono tutte applicazioni che mi fanno dimenticare quanto sia macchinoso il sync del mio telefono con  il pc, che puo’ avvenire sono tramite itunes, senza parlare del fatto che ora non devo più preoccuparmi se voglio agire da diversi computer!!

Insomma, ho aspettato molto a farlo, ma ora non vedo l’ora di testare le altre mille possibilità che offre questo gioiellino..